Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 317 del 24/09/2014
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MALAN, senatore Questore. Signor Presidente, colleghi, ringrazio quanti sono intervenuti nel corso della discussione generale congiunta. In gran parte i colleghi intervenuti hanno presentato ordini del giorno; pertanto, nel formulare i pareri risponderò a coloro che si sono soffermati su questi argomenti.
Ringrazio anche coloro che hanno fatto considerazioni di carattere generale, come la senatrice Bertorotta, alla quale mi permetto di ricordare che, a parte il fatto che i lavori del Senato, di Commissione e d'Aula, come abbiamo visto poche settimane fa, si protraggono ben al di là del lasso di tempo martedì-giovedì, il lavoro dei senatori non si svolge certamente solo in quest'Aula, altrimenti rappresenteremmo solo noi stessi. Credo che quasi tutti i senatori abbiano una serie di impegni sul territorio, nell'ambito dei partiti o dei movimenti di cui fanno parte, per contattare le categorie e gli amministratori del territorio, perché se siamo sempre qua non è strano che ci si accusi di essere chiusi nel Palazzo; invece, i giorni liberi dai lavori del Parlamento, oltre che per studiare, preparare documenti, emendamenti, ordini del giorno e disegni di legge, si devono usare per avere contatti con il mondo che mi permetterei di definire reale.
Ringrazio il senatore Pegorer per le parole positive sul percorso fin qui svolto nell'ambito della razionalizzazione e della migliore amministrazione del Senato. Dobbiamo proseguire su questa strada con il lavoro che abbiamo svolto in questo anno e mezzo dell'attuale legislatura e che intendiamo continuare.
Ringrazio il senatore Colucci, che ha fatto un ampio esame non soltanto delle questioni contenute nel bilancio, ma in generale delle funzioni che deve avere l'organizzazione interna delle Camere parlamentari, di cui egli ha grande e lunga esperienza e a cui ha dato un apporto positivo. Tra i tanti punti toccati, mi permetto di sottolineare il suo richiamo al pericolo di fare dei provvedimenti, specialmente quando riguardano dipendenti o ex dipendenti, che poi vengono dichiarati illegittimi in qualche sede; provvedimenti che possono avere una fiammata di rilievo subito, ma che alla fine si scopre che non realizzano alcun risparmio e che, anzi, magari si spende qualcosa in più, perché certe norme fatte in modo troppo affrettato vengono annullate da organi giurisdizionali.
Al senatore Candiani, che ha proposto una questione specifica non formulata nell'ordine del giorno, rispondo informalmente, quindi non con la formalità dell'ordine del giorno, che solleciteremo certamente la ditta che attualmente gestisce i servizi di ristorazione ad utilizzare il più possibile cibi italiani, tenendo presente che attualmente tali servizi sono stati affidati con una gara d'appalto e pertanto non possiamo fare altro che sollecitarli. Quando si tratterà di rinnovare l'appalto, credo che potremo senz'altro chiedere a coloro che hanno la titolarità di redigere materialmente il capitolato d'appalto l'utilizzo di cibi italiani, condividendo pienamente le considerazioni che ha fatto.
Ringrazio anche la senatrice Di Giorgi per il contributo alla discussione e per l'approfondimento delle tematiche che stiamo affrontando insieme.
Vengo ai pareri. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1 (testo 2) che, se approvato, come suppongo, assorbe gli ordini del giorno G19, G20, G22, G23 e G37, che vertono sugli stessi argomenti proponendo soluzioni lievemente diverse o addirittura identiche.
Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G2. Già si sta lavorando, attraverso una serie di incontri con i colleghi Questori, nonché tra gli organismi di Presidenza e i vertici delle strutture di entrambe le Camere per andare nella direzione del ruolo unico e dello statuto unico del personale dipendente del Parlamento.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno G3, presentato dal senatore Petrocelli e da altri senatori, esprimo parere favorevole di accoglimento, a condizione che siano apportate alcune modifiche. In primo luogo, si propone la soppressione del primo capoverso del dispositivo, perché affronta argomenti già toccati in altri ordini del giorno. Quanto al secondo capoverso del dispositivo, si propone, per rendere possibile l'attuazione dell'ordine del giorno, di trasmettere i documenti ai membri del Consiglio di Presidenza con «7 giorni di anticipo» (anziché 30), che risultano sufficienti a un esame dei documenti medesimi. Si chiede inoltre di sostituire l'espressione «in formato Excel» con le generiche parole «in formato di foglio elettronico», in quanto Excel è un marchio registrato. Con queste modifiche, esprimo parere di accoglimento di questo ordine del giorno.
Per gli ordini del giorno G4 e G5, presentati dalla senatrice Comaroli, proponiamo una riformulazione dei dispositivi di entrambi, perché entrambi vanno nella stessa direzione e, in parte, addirittura si sovrappongono. La riformulazione dell'impegno è la seguente: «a valutare l'opportunità di concludere l'esame del rendiconto e del bilancio di previsione entro il termine previsto dal RAC» - il Regolamento amministrativo contabile - «, compatibilmente con i tempi tecnici di chiusura dell'esercizio precedente, sulla base delle decisioni di competenza della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari». Ricordo infatti che una cosa è l'approvazione da parte del Collegio dei Questori e un'altra è quella da parte del Consiglio di Presidenza, che, nel caso di quest'anno, è avvenuta a fine luglio. Ci sono poi naturalmente le esigenze di Aula, ed è la Conferenza dei Capigruppo che stabilisce quando il singolo argomento viene posto all'ordine del giorno. Questo vale per gli ordinari lavori parlamentari e anche per la discussione del rendiconto e del bilancio del Senato.
L'ordine del giorno G6, presentato dal senatore Petrocelli e da altri senatori, è accolto a condizione che siano soppressi tre capoversi delle premesse che esprimono valutazioni negative nei confronti dell'attuale conduzione dell'amministrazione del Senato e che, ovviamente, non possiamo condividere. Per il resto sarebbe accolto. I capoversi sono il quarto, il quinto e il sesto, dalle parole «vi è tuttavia da sottolineare» fino alle parole «trasparenza del bilancio del Senato». Si tratta quindi degli ultimi tre capoversi delle premesse.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno G7, presentato dalla senatrice Comaroli, lo accoglieremo come raccomandazione, nel senso di studiare il sistema IPSAS che prevede la suddivisione per centri di costo. Questo sistema può indubbiamente andare bene in un Ministero o in altri settori, ma nel Senato che, sostanzialmente, ha quasi solamente un centro di costo, diventa anomalo. Si è tuttavia ritenuto utile studiare il sistema.
Lo stesso parere, e quindi un accoglimento come raccomandazione al fine di studiare il sistema, vale per la richiesta, di cui all'ordine del giorno G8, di applicare il sistema SIOPE, usato in vari enti pubblici. Ciò principalmente per consentire alla Tesoreria dello Stato, che è unica per tutti questi enti, di misurare i fabbisogni e fare le operazioni conseguenti. Il Senato funziona in modo diverso; c'è una dotazione che è sempre stata sufficiente, perché non ci sono mai stati sforamenti - tanto meno in questi ultimi anni - e pertanto la Tesoreria dello Stato sa perfettamente qual è l'ammontare e, da parte nostra, non ha sorprese, semmai ha sorprese positive.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno G9, presentato dal senatore Petrocelli e da altri senatori, esprimo parere contrario. Esprimo altresì parere contrario su alcuni ordini del giorno seguenti, ricordando che il trattamento economico dei senatori ha già subito una riduzione in termini reali di circa il 30 per cento negli ultimi sette anni. Questo livello, che per di più è bloccato ancora per diversi anni, si ritiene adeguato ed è certamente inferiore a quello dei parlamentari degli altri grandi Paesi europei. Esprimo pertanto parere contrario sugli ordini del giorno G9, G10, G11, G12, G13 e G14.
L'ordine del giorno G15 viene accolto come raccomandazione a condizione che il dispositivo sia riformulato nei termini seguenti: «invita, per le rispettive competenze, il Consiglio di Presidenza ed il Collegio dei Questori, al fine di una razionalizzazione dei costi e degli spazi, a rivedere il tipo di trattamento erogato ai Presidenti del Senato non in carica, anche in relazione alla riforma costituzionale del bicameralismo perfetto».
L'ordine del giorno G16, presentato dal senatore Battista e da altri senatori, viene accolto come raccomandazione a condizione che il dispositivo sia riformulato nei termini seguenti: «invita (...) ad approfondire, attraverso uno studio congiunto con la Camera dei deputati, la possibilità di realizzazione di una diversa gestione del trattamento previdenziale dei parlamentari, anche nella prospettiva del loro status unico».
Passo ora all'ordine G17, presentato dal senatore Gaetti e da altri senatori, scusandomi, signor Presidente, per la lunghezza del mio intervento, dovuta all'elevato numero di ordini del giorno da esaminare. Su di esso esprimo parere contrario, perché propone un ampliamento del contributo di solidarietà a carico degli assegni vitalizi - ovvero pensione, per quanto riguarda l'ultima parte - dei senatori cessati dal mandato, perché al Senato vengono applicate le medesime norme vigenti per ogni altro tipo di trattamento previdenziale. Ci sembra pertanto congruo l'attuale tipo di contributo di solidarietà che, lo ribadisco, che già è stato introdotto in totale adesione alla disciplina generale.
Esprimo parere contrario anche sull'ordine del giorno G18, presentato dal senatore Gaetti e da altri senatori, per le stesse motivazioni formulate in precedenza. Ricordo che l'assegno di fine mandato è il frutto di un accantonamento che viene fatto a carico dell'indennità, ovviamente lorda, dei senatori, pertanto non si potrebbe davvero fare una sorta di confisca di quanto già è di pertinenza del singolo senatore.
Gli ordini del giorno G19 e G20 propongono di affrontare in modo diverso, anche se nella medesima direzione, il tema trattato dalla lettera f) dell'ordine del giorno G1 (testo 2), per quanto riguarda la cessazione dell'erogazione degli assegni vitalizi per i senatori cessati dalla carica che abbiano riportato condanne per reati particolarmente gravi.
L'ordine del giorno G21 è stato ritirato, altrimenti avrei invitato a farlo.
Gli ordini del giorno G22 e G23 sono assorbiti dal G1 (testo 2).
Esprimo un invito al ritiro dell'ordine del giorno G24, perché non sono ben chiare le finalità di questa classificazione. Questa comporterebbe sicuramente un aggravio burocratico nella gestione dei Gruppi parlamentari, che hanno diritto ad avere la loro autonomia, nell'ambito di quella trasparenza introdotta con la modifica regolamentare approvata due anni fa. Rischierebbe per altro di dare adito ad ulteriori richieste di sanatorie e inclusioni nei ruoli come quelle che vennero compiute più di vent'anni fa, sia alla Camera, sia al Senato, che hanno creato problemi e incertezze anche nei confronti dei beneficiari.
Quella trattata dall'ordine del giorno G25 è sicuramente una questione da affrontare: ne propongo l'accoglimento come raccomandazione, al fine di effettuare uno studio in materia per applicare al Senato, con le sue particolarità, una norma che è generale. Sottolineo comunque che l'accoglimento come raccomandazione non vuol dire che le cose non si fanno, ma che non siamo certissimi di farlo oppure che, come in questo caso, dobbiamo accertare il modo per applicarlo, proprio perché sia un provvedimento efficace e reale. Si tratta pertanto di una raccomandazione a fare e in quanto tale la recepiamo.
L'ordine del giorno G26, che contiene la proposta del senatore Buemi di formare un ente previdenziale unico per gli organi costituzionali, viene accolto al fine di effettuare uno studio in tale direzione. È chiaro che si tratta di un problema complesso, che però è sicuramente da affrontare e questa potrebbe essere una soluzione interessante.
Sull'ordine del giorno G27, presentato dal senatore Petrocelli e da altri senatori, esprimo parere contrario, perché si tratterebbe di introdurre un limite che la legge ordinaria non prevede e non si vede perché penalizzare i dipendenti del Senato - in questo caso gli ex dipendenti - in modo particolare rispetto ai dipendenti pubblici o, comunque, rispetto ai pensionati in generale.
La proposta contenuta nell'ordine del giorno G28, che condivido pienamente, prevede che il personale del Senato chiamato a svolgere la sua opera in altre amministrazioni, e che attualmente è pagato dal Senato stesso per i primi tre anni, venga pagato dall'amministrazione che li chiama. Naturalmente si tratta sempre di amministrazione pubbliche. Lo accogliamo come raccomandazione, perché è una previsione da studiare nei dettagli, considerato che sono già in atto rapporti di questo genere e si tratta dunque di capire come risolvere la questione. Ci sembra pienamente condivisibile che chi si avvale dell'opera molto valente del nostro personale - si tratta di un fatto che il Senato ha sempre considerato, giustamente, come un riconoscimento dell'importanza del ruolo del personale e dei consiglieri del Senato, che sono così preziosi da essere spesso contesi da altre amministrazioni - sia chiamato a pagarli, perché poi a ciascun ente vengono imputate le spese. Paradossalmente ci sono persone che lavorano in alcuni Ministeri e che vengono però pagate dal Senato.
Passiamo agli ordini del giorno, sostanzialmente uguali, G29, presentato dal senatore Mucchetti, G30, presentato dalla senatrice Saggese, G31, presentato dalla senatrice Pelino, G32, presentato dal senatore Marinello, G33, presentato dal senatore Consiglio, e G34, presentato dal senatore Di Biagio. Tali ordini del giorno prevedono il recepimento della legge Frattini, che consente ai dirigenti pubblici, per determinati periodi, di poter lasciare temporaneamente l'incarico che hanno presso la pubblica amministrazione - in questo caso presso il Senato - per lavorare presso realtà private o internazionali. Si tratta di una norma interessante, e non essendo mai stata cambiata dopo tredici anni dalla sua introduzione è vista evidentemente come un'esperienza positiva. Bisogna però sottolineare le problematiche specifiche del Senato, in cui non soltanto si applicano delle leggi, magari in modo importante, come avviene ad esempio nei Ministeri nel caso dell'erogazione dei contributi, ma addirittura si fanno le leggi. Pertanto bisogna evitare problemi di conflitto di interesse: qualora ad esempio un consigliere del Senato sia andato a prestare la sua opera in un ente privato, potrebbero poi emergere problemi per quanto riguarda la sua attività, una volta che sia tornato a lavorare in Senato, dal momento che qualcuno potrebbe temere che non ci sia più quella terzietà che è invece richiesta al nostro personale. È sicuramente una problematica interessante, che va affrontata con serietà, allo scopo di trovare la sua applicazione, nel modo più equilibrato ed efficace possibile. Pertanto, sono favorevole all'accoglimento a condizione che il dispositivo sia riformulato, inserendo dopo le parole «impegna il Consiglio di Presidenza» le altre: «ad intraprendere un percorso volto».
Esprimo parere contrario all'ordine del giorno G35, presentato dal senatore Petrocelli e da altri senatori, che prevede un limite temporale alla durata in carica del Segretario generale. Riteniamo che questa sia una considerazione che non può essere affidata a rigidi limiti di tempo: ci sono professionalità altissime che, analogamente a simili cariche presso altri organi costituzionali, può essere prezioso poter avere per periodi molto più lunghi di quelli indicati nell'ordine del giorno.
Sull'ordine del giorno G36, presentato dal senatore Petrocelli e da altri senatori, esprimo parere contrario: si tratta della richiesta di nominare un solo Vice Segretario generale. In questo momento non c'è nessun Vice Segretario generale, perché tutti quelli che c'erano in precedenza sono andati in pensione. Può darsi che si scelga questa soluzione, ma ricordo che quello di Vice Segretario, a differenza della Camera, al Senato è soltanto un incarico e non una qualifica. In quanto tale, con apposita delibera del Collegio dei Questori abbiamo già stabilito che in ogni caso per il futuro - ripeto che in questo momento non ci sono Vice Segretari generali - non comporterà un incremento della retribuzione, per cui non c'è un risparmio. Può essere comunque una soluzione di tipo organizzativo, quella di proporre un solo Vice Segretario, ma noi preferiamo lasciare questa considerazione ad una futura elaborazione anche alla luce della riforma costituzionale.
L'ordine del giorno G37 è assorbito dall'ordine del giorno G1 (testo 2). Esso è condivisibile nella sostanza, trattandosi di una razionalizzazione e del miglioramento della amministrazione.
L'ordine del giorno G38 è analogo a quello, sempre della senatrice Comaroli, che riguardava l'applicazione del criterio IPSAS per l'amministrazione del Senato, con gli stessi problemi perché, come si è detto, qui in Senato i centri di costo sono sostanzialmente uno solo, dato che la missione del Senato è una sola, ossia quella di approvare le leggi e svolgere le altre sue funzioni, dove, per di più, è estremamente difficile separarle una dall'altra, ad esempio l'attività di controllo che svolge il Senato sull'operato del Governo e della pubblica amministrazione in generale rispetto alla sede legislativa. Pertanto, si propone l'accoglimento dell'ordine del giorno G38 come raccomandazione.
L'ordine del giorno G39, che chiede l'integrazione e l'unificazione dell'attività amministrativa del Senato e della Camera, è accolto. In parte già si fa, e naturalmente si sta lavorando con successivi incontri per avere l'accorpamento di alcuni uffici e una gestione unitaria, con appalti unici e tutto unificato laddove è possibile. Naturalmente, è una collaborazione che deve essere attuata da entrambi i rami del Parlamento e non sempre è facile. Noi siamo stati sempre estremamente disponibili, posso dire forse persino più dell'altro ramo del Parlamento.
L'ordine del giorno G40, della senatrice Bertorotta e altri senatori, è accolto se apportata una piccola modifica, nel senso di togliere le parole «anche al fine di evitare fenomeni di distrazione di tali somme a favore di altre destinazioni», e non perché non si intenda applicarle, ma perché si tratta di rispettare la legge: la distrazione di fondi è anche un reato, e ci mancherebbe che la si facesse! Basta quindi la parte assertiva del dispositivo che «impegna il Collegio dei Questori a dare un impiego alle somme in parola congruente con la destinazione normativa», parte che condividiamo pienamente, tant'è vero che lo accogliamo.
L'ordine del giorno G41, del senatore Petrocelli e altri senatori, chiede l'attivazione di tirocini formativi. Un tempo al Senato si svolgevano i tirocini formativi, poi furono sospesi perché rappresentavano un costo. Riteniamo di accogliere come raccomandazione questo ordine del giorno, nel quadro di una compatibilità finanziaria perché, come ritengo estremamente giusto, recentemente la legge ha chiesto che il tirocinio sia sempre retribuito ed ovviamente il Senato non potrebbe sottrarsi a tale disciplina. Ciò comporta un costo, ma ritengo che il Senato non possa sottrarsi ad un'esperienza molto utile per la formazione dei giovani e che dobbiamo essere certamente aperti anche a questa funzione. Pertanto, è accolto come raccomandazione.
L'ordine del giorno G42, del senatore Petrocelli e altri, è accolto come raccomandazione. Si tratta della richiesta di potenziamento della struttura del Senato a Bruxelles. «Struttura» è una parola grossa, perché in questo momento indica una sola persona, e si chiede il potenziamento di questa struttura perché è estremamente importante avere il contatto con le istituzioni europee. Naturalmente, accogliamo l'ordine del giorno come raccomandazione nell'ambito della sua sostenibilità economica. Certamente, la necessità di avere un forte legame e un collegamento con gli uffici centrali dell'Unione è importante e può essere studiato di risparmiare da qualche altra parte ed avere qualche risorsa in più per Bruxelles.
L'ordine del giorno G43 della senatrice Comaroli è accolto. Già si sta attuando l'uso della centrale CONSIP e pertanto siamo ben contenti di accoglierlo.
L'ordine del giorno G44 è accolto come raccomandazione, con una richiesta di riformulazione. Esso chiede la razionalizzazione degli eventi in calendario nelle varie sale del Senato. Ricordo che già oggi gli eventi che si tengono al Senato sono attinenti all'attività del Senato, perché sono richiesti generalmente dai Gruppi oppure dalla Presidenza e naturalmente i criteri sono questi. Ricordo che gli esterni o anche gli interni del Senato, che però non abbiano questo avallo di attinenza da parte dei Gruppi o della Presidenza, devono pagare una somma di un certo rilievo per avere queste sale. Pertanto non limiteremo questi eventi, perché rappresentano un'entrata per il Senato (sia pur piccola), fermo restando il fatto che non basta pagare per venire a svolgere qualunque attività in una sala del Senato. Ecco perché noi vorremmo togliere dal dispositivo le parole «previsti esclusivamente quelli strettamente». Il testo che noi accoglieremmo sarebbe dunque il seguente: «invita (...) a valutare l'opportunità di attuare una razionalizzazione degli eventi in calendario affinché siano attinenti alle finalità istituzionali del Senato». Forse potremmo anche accogliere la parola «strettamente» e potremmo essere più larghi, ma preferiamo essere letterali e non rinunciare a qualche decina di migliaia di euro che incassiamo grazie ad eventi che si svolgono in Senato, purché siano compatibili con il prestigio di questa istituzione.
Esprimo poi parere contrario sull'ordine del giorno G45, perché il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei Questori sono organi a tutti gli effetti paragonabili al Consiglio dei Ministri o ad una Giunta regionale, provinciale o comunale, dei quali naturalmente si conoscono le deliberazioni, ma non esistono i verbali e, se per caso esistessero, non si pubblicherebbero per ovvie ragioni.
L'ordine del giorno G46, a firma del senatore Petrocelli ed altri, è accolto. Con esso si chiede la gestione unitaria del Polo bibliotecario parlamentare fra i due rami del Parlamento.
Sull'ordine del giorno G47 formulo un invito al ritiro, perché c'è una gara che si sta svolgendo (sono già state avviate le procedure) proprio per garantire quanto viene qui richiesto, cioè rendere possibile la ripresa televisiva dei lavori che si svolgono nelle varie aule dove i diversi organi si riuniscono, in modo da poterli trasmettere, ove questo sia compatibile con il Regolamento. Naturalmente, per trasmettere televisivamente i lavori ordinari delle Commissioni occorrerebbe una modifica del Regolamento, che non è argomento di questa discussione.
L'ordine del giorno G48, della senatrice Comaroli, è accolto. Esso chiede di considerare l'utilizzo di software libero, cosa che già viene fatta in alcune realtà (non in tutte). Più in generale, siamo pienamente dell'idea che dobbiamo fare quello che è più conveniente per il Senato e, in molti casi, è più conveniente l'utilizzo di software libero. Questo già lo facciamo e sicuramente lo faremo in futuro, anche a seguito di questo ordine del giorno.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno G49, a firma del senatore Petrocelli ed altri, proponiamo la seguente riformulazione del dispositivo: «invita, per le rispettive competenze, il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei Questori a valutare l'opportunità di recepire all'interno dell'ordinamento del Senato in analogia con la Camera dei deputati, l'articolo 15 del decreto legislativo n. 33 del 2013 e, in particolare, a pubblicare sul sito web del Senato l'elenco dei consulenti e destinatari di incarichi». Dobbiamo ammettere che in questo la Camera è più avanti di noi (non succede spesso) e già lo fa. Dobbiamo farlo anche noi e lo faremo, in analogia a quanto fa la Camera dei deputati da pochissime settimane.
L'ordine del giorno G50, a firma del senatore Petrocelli e altri, propone di istituire una sezione del sito web per lo stato di attuazione degli ordini del giorno al bilancio interno. Io credo che sia più normale svolgere questa funzione attraverso i normali controlli, tanto qui ci si vede tutti i giorni, il bilancio si discute tutti gli anni e tutti i Gruppi sono rappresentati nel Consiglio di Presidenza; pertanto, è più logico non burocratizzare la rendicontazione.
Con l'ordine del giorno G51 i presentatori propongono di fare una convenzione con qualche ente, sia esso il Comune di Roma o soggetti privati, per istituire un posto di car sharing nelle vicinanze del Senato che sia disponibile anche ai senatori, ma senza nessuna prelazione rispetto agli altri. Invito a ritirare l'ordine del giorno, altrimenti il parere sarà contrario, perché innanzitutto il Senato non ha la totale disponibilità degli spazi esterni - è più il Comune di Roma che gestisce gli spazi esterni al Senato, inclusa la questione parcheggi - e, in secondo luogo, perché il car sharing deve farlo l'individuo che li usa. Non potremmo farlo per i senatori perché è poi il singolo senatore che dovrebbe lasciare la sua carta di credito per garantire la ditta o il Comune che mette a disposizione le auto. In terzo luogo, si attiverebbe tale servizio per poi lasciarlo nella disponibilità di tutti; sarebbe molto anomalo che il Senato si intestasse un posto di car sharing e lo gestisse in quanto verosimilmente verrebbe usato dai passanti e turisti, che giustamente devono poter trovare soddisfacimento alle loro richieste come utenti, ma il Senato non dovrebbe occuparsi di questo.
Sull'ordine del giorno G52 avanziamo una richiesta di riformulazione. Si tratta di una proposta del senatore Girotto e di altri senatori per prendere misure volte a ridurre i consumi energetici nei palazzi del Senato. Noi proponiamo una diversa formulazione e, anziché prevedere di «predisporre un piano», preferiamo l'espressione «misure volte a ridurre», perché altrimenti il piano richiederebbe l'utilizzo di molta carta e una burocratizzazione. Cerchiamo di prendere le misure necessarie anche senza avere un piano. Come l'ordine del giorno stesso riconosce, parecchie cose sono state fatte e intendiamo andare avanti per il risparmio energetico.
Sull'ordine del giorno G53 esprimo un invito al ritiro perché è giusto non tenere aperto il Senato quando non serve: già lo si fa la domenica e il sabato solo alcuni palazzi sono aperti al mattino, però estendere la cosa a tutti i prefestivi ci sembra eccessivo, per non parlare del lunedì e nei giorni in cui non si svolge attività. L'attività parlamentare, nel senso di sedute di Commissioni e Aula, si svolge prevalentemente in alcuni giorni, ma l'attività del parlamentare, di studio, di lavoro e di ricevimento nel suo ufficio deve certamente potersi svolgere nei giorni feriali indipendentemente dal fatto che c'è il 1° maggio o il 25 aprile o altre festività mobile, nel senso di non domenicale.
Dell'ordine del giorno G54, che chiede di non rinnovare gli abbonamenti in formato cartaceo, proponiamo l'accoglimento come raccomandazione. Si è già andati in questa direzione; possiamo fare di più e faremo di più, ma abolire totalmente il cartaceo sembra eccessivo: ci sono casi in cui è ancora necessario e comunque richiesto da alcuni.
L'ordine del giorno G55 chiede l'aumento della quota della carta riciclata. Siamo per l'accoglimento con una riformulazione del dispositivo in tal senso: «invita a valutare l'opportunità di incrementare, nel rispetto dei contratti in essere e senza maggiori oneri, la quota di carta riciclata». L'espressione «senza maggiori oneri» è riferita alle molte macchine stampanti e fotocopiatrici che hanno difficoltà o, addirittura, si bloccano con l'uso della carta riciclata. Per cui, ove possibile e questo non risulti oneroso per il Senato, ben venga la carta riciclata.
Sull'ordine del giorno G56 il parere è contrario: non si possono ridurre questi contributi. Ci sono, per esempio, 420.000 euro che derivano dalla partecipazione ad organismi internazionali che non fanno sconti: sono quote stabilite sulla base di parametri nazionali. Poi ci sono, per esempio, delle somme che figurano appunto nella voce «contributi» che riguardano il magazzino che abbiamo fuori dal centro abitato e che risultano come tali perché è di proprietà di un altro ente pubblico. Pertanto queste non sono voci che si possono dimezzare dall'oggi al domani. Inoltre, a proposito di questo magazzino, abbiamo già ridotto di molto le spese.
Il senatore Buemi ha presentato un informatissimo ordine del giorno G57 che, nella sostanza, propone il superamento dell'autodichia. È un problema molto importante, probabilmente da affrontare, e la proposta è per certi versi desiderabile, perché l'autodichia rappresenta per un verso un privilegio e per un altro un onere, un gravame, perché i giudizi politici espressi da organismi del Senato sono soggetti ad un certo scetticismo e raccolgono anche obiezioni. Non credo però che un tema così ampio si possa affrontare con un ordine del giorno. Ringraziamo quindi il senatore Buemi per aver posto il problema che è davvero da esaminare ed approfondire, ma forse più nell'ambito di una riforma costituzionale che non con un ordine del giorno presentato al progetto di bilancio giacché noi, come Collegio dei Questori, non abbiamo il potere di andare in questa direzione.
Chiedo scusa per essermi dilungato, ma volevo rispondere nel merito su ogni ordine del giorno. (Applausi dal Gruppo NCD, dei senatori Questori Bottici e De Poli e del senatore Gaetti).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Azzollini.