Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 317 del 24/09/2014
Azioni disponibili
URAS (Misto-SEL). Signora Presidente, signori del Governo, colleghi, per quanto attenga necessariamente ad aspetti di legittimità costituzionale, prevalentemente connessi alla natura ed alla sostanza della delega che questo provvedimento fa al Governo, la questione pregiudiziale QP2 è certamente condizionata fortemente dal fatto che la Carta costituzionale considera, promuove, sostiene, difende il lavoro come valore fondamentale per la Costituzione della Repubblica e i lavoratori quali uomini e donne impegnati nell'esercizio pieno della cittadinanza, fatta di diritti e conseguenti doveri, cioè i soggetti costitutivi del patto politico di convivenza civile nella società italiana di solidarietà patriottica concreta. È l'articolo 4 della Costituzione, che fa discendere dal diritto al lavoro il dovere ad un'attività o ad una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società.
Il lavoro non è una materia che possa essere trattata come qualunque altra materia su cui si esercita il potere di legiferare del Parlamento e su cui tale potere può essere fatto oggetto di delega al Governo, proprio perché la nostra Repubblica e la Carta costituzionale che ne esprime i valori guardano al lavoro con la particolarità che prima osservavo.
Presentiamo la questione pregiudiziale QP2 perché a noi appare inequivocabile la presenza nel testo prospettato di gravi violazioni della Costituzione, l'esercizio di un sistematico abuso nel potere di legiferare da parte del Governo, non solo in questo caso e non solo da parte di questo Governo: il ricorso sistematico alla decretazione d'urgenza senza che ve ne siano chiaramente i presupposti e i requisiti, l'attribuzione da parte del Parlamento, sulla base di un ragionamento esclusivamente politico di parte, di un potere di legiferare senza tracciare quei confini che invece sono obbligatori.
È per questo che interveniamo: proprio per sottolineare la gravità della violazione che si compie all'articolo 76 della Costituzione, che prevede che il Parlamento possa delegare il Governo, ma una legge delega che manca di principi e criteri direttivi stringenti è una legge che consente al Governo un esercizio che non può essere dallo stesso Parlamento delegato.
Mi pare che in questo caso i contenuti di questo provvedimento abbiano in sé un'evidente vaghezza e genericità, che riguarda partite significative, come quella, ad esempio, del contrasto alla condizione di bisogno del cittadino, o come quella relativa agli ammortizzatori sociali, ma ancora di più la qualità del rapporto che deve essere instaurato tra lo Stato e il cittadino quando si tratta di garantire un diritto fondamentale che è tutelato dalla Parte I della Costituzione in più articoli, come quello sul lavoro, che è un diritto che, come abbiamo visto, è un diritto che promuove e realizza anche un dovere.
Il disegno di legge contiene più deleghe che appaiono generiche, indeterminate, non soddisfano i criteri dell'articolo 76 della Costituzione, perché mancano di indicazioni di contenuto sufficienti a circoscrivere la discrezionalità del legislatore delegato. In tal modo all'Esecutivo viene concessa una eccessivamente ampia discrezionalità in merito a strumentazione di dettaglio e modo di costruire gli istituti, lasciando impregiudicata la direzione politica da scegliere e la compiuta e coerente individuazione degli obiettivi. Sostanzialmente si priva il Parlamento della decisione che gli compete in ragione del mandato popolare che ha ricevuto.
Vale altresì osservare - lo facciamo perché in queste ore abbiamo approvato i disegni di legge di rendiconto e assestamento del bilancio dello Stato - che si violano anche i principi dell'articolo 81 della Costituzione, quando si dice che questo provvedimento non contiene in se elementi che variano, e in modo sensibile, la condizione della finanza pubblica. Si dice una palese falsità. Basterebbe citare l'agenzia unica, che è uno strumento aggiuntivo diverso, modificativo di quello esistente, che sicuramente produce costi. Basterebbe pensare al regime di tutele che vuole cancellare il sistema degli ammortizzatori sociali: o è troppo caro oppure non è efficace. Questi sono i dati.
Ogni parola del provvedimento in esame nasconde in se una violazione profonda della Costituzione. Ed è per questo che noi presentiamo una pregiudiziale, e non perché non vogliamo discutere dei temi del lavoro e assumerci una responsabilità vera per riformare in positivo. Riformare vuol dire far partecipare i lavoratori, i cittadini, così come dice la Costituzione, non relegarli ad un soggetto di mercato, ad una merce, così come si fa da decenni da parte di chi ne ha la responsabilità. E prima ha parlato chi ne ha la responsabilità. Decenni di politiche hanno portato in rovina questo Paese e, oggi, di nuovo e ancora di più, si ripropongono le stesse questioni, le stesse false soluzioni. (Applausi dal Gruppo Misto-SEL e della senatrice Paglini).
Per questa ragione, Presidente, per tutti i contenuti di questo provvedimento, noi faremo una battaglia: una battaglia assoluta e significativa sotto il profilo del merito; una battaglia impegnativa in Parlamento e nel Paese; una battaglia vera che vuole essere di civiltà, una battaglia che sollecita partecipazione e coinvolge gli uomini e le donne di questo Paese nella ricostruzione, nella rinascita dell'Italia, della sua economia e della sua società.
Noi non vogliamo che qualcuno si senta escluso. Non vogliamo vedere lavoratori in cassa integrazione, che mettono nel cassetto la loro speranza di essere reinseriti in una attività occupazionale produttiva. Non vogliamo relegare il lavoro a una elargizione di questa o di quella impresa. Vogliamo che il lavoro sia il protagonista della ricostruzione del Paese e, per essere così, è dal lavoro che deve nascere la nuova impresa, quella veramente innovativa, quella che richiede qualità, capacità di invenzione ed impegno assoluto. (Applausi dal Gruppo Misto-SEL e della senatrice Bencini).
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire la senatrice De Petris per illustrare una questione sospensiva. Ne ha facoltà.