Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 317 del 24/09/2014
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ENDRIZZI (M5S). Signora Presidente, distinti colleghi, questo disegno di legge delega è stato cinicamente ordito con precise tecniche di propaganda. Per mesi si è pronunciata solo questa parola in inglese similpelle: jobs act. Solo questo! Nulla di concreto oltre lo slogan
Ma veniva pronunciato e ripetuto con enfasi e clamore: «Venghino, signori e signore, a scoprire le maraviglie di questo rimedio portentoso dei maghi d'Oriente»! È il metodo antico dei ciarlatani solo molto, molto più sofisticato.
Si è abilmente creata curiosità e attesa speculando sulla crisi: più i dati economici erano tragici, più cresceva la speranza che questa parola straniera contenesse davvero delle soluzioni.
Ora si inizia a scoprire a cosa puntava il Governo: toccare le tutele dei lavoratori, far sì che la precarietà diventi la regola e non l'eccezione, come ci raccomanda l'Unione europea. A pagare sarà una generazione intera, perché un precario non può sposarsi, non fa figli, non compra casa e ritarda pure la manutenzione dell'auto. Pagherà lui e tutta l'economia.
Si verrà a creare una disparità inaccettabile. Le imprese avranno interesse a licenziare i giovani prima che maturino le garanzie. Chi entra oggi nel mercato del lavoro sarà un lavoratore di serie b.
Questo il presidente Renzi lo sa, perché nell'azienda di suo padre tutti erano lavoratori a tempo determinato tranne lui, il figlio Matteo. Ora il titolare di quell'impresa è indagato per bancarotta fraudolenta e il figlio vorrebbe affidato dagli italiani il loro futuro, senza rilasciare ricevuta.
Ma chi vive nel dolore si abbandona più facilmente a guaritori e cartomanti e si lega al miraggio, specie se mancano contorni precisi. Molti perciò continuano a credere agli slogan del Governo, anzi più è amaro l'elisir fasullo del dottor Renzi più si crede che la medicina sia buona.
Ci sarà tempo per discutere nel merito queste bugie. Oggi siamo qui per decidere se il disegno di legge delega sul lavoro rispetti la Costituzione o sia un abuso del Governo, perché anche questo accade. Articolo 76 della Costituzione: «L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti». In altre parole, il Governo può elaborare un progetto, ma lo deve fare secondo precise e stringenti indicazioni del Parlamento.
Il Governo esige invece una delega in bianco su temi che sono come nervi scoperti, sensibilissimi per la coesione sociale in tempo di crisi, sprecando tempo e il lavoro delle Commissioni che su diversi temi si erano già attivate.
Pretende un testo con principi e criteri di delega legislativa fumosi e indeterminati. Gli stessi ambiti oggettivi della delega restano vaghi determinando nei fatti una violazione dell'articolo 76 della Costituzione.
Non so se mi capite: il Governo detta al Parlamento gli ordini che vuole ricevere. Anzi, fa peggio. Sui temi più delicati esige un mandato vago e generico, poi liberi tutti. E quando il Governo presenterà il testo finale, la Commissione non potrà nemmeno valutare se ha rispettato le indicazioni perché erano generiche.
La responsabilità normativa spettante al Parlamento viene svuotata, ma il tutto viene mascherato da un posticcio passaggio parlamentare. Come a dire che di queste sciagurate norme saremo pure responsabili.
Ma responsabili di che, se la delega il Governo se l'è data da solo? Se da solo si è fatto pure l'emendamento ipocrita per toccare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori senza nemmeno nominarlo? Come a dire: firma qui! Ma che c'è scritto? Firma e taci. Responsabili di che, se la maggioranza vota a comando, se solo nel voto segreto si riesce ad avere un voto libero in coscienza? (Applausi dal Gruppo M5S).
Altre voci fuori dal coro si sono levate negli ultimi mesi e ora prendono vigore. Fermare l'ipocrisia è un comune dovere. Voglia il cielo che queste voci si moltiplichino, e alla fine anche la stampa lo scriva: il principino è nudo.
Il Governo aveva promesso un minore abuso dei decreti-legge. Adesso chiede direttamente carta bianca. Delega sul lavoro, delega su pubblica amministrazione, su giustizia e anticorruzione: così potrà trascrivere in formato legge la bella copia del patto del Nazareno. (Applausi dal Gruppo M5S).
«E se non mi accontentate - minacciano dal Governo - tornate a beccarvi il decreto-legge». Non accettiamo ricatti; perché non accada ancora che la Corte costituzionale abbia a distanza di anni a cancellare norme a causa dell'eccesso di delega; leggi che nel frattempo avranno prodotto tragici effetti, quanto tragico sarebbe il vuoto che si verrebbe a creare dopo, come abbiamo visto per la legge sugli stupefacenti.
Nessuna delega in bianco sugli ammortizzatori sociali, sui servizi per il lavoro e politiche attive, nella disciplina dei rapporti di lavoro, delle forme contrattuali e dell'attività ispettiva, sulla tutela delle esigenze di cura, di vita e di lavoro.
«Allora si va al voto!», sibila acido Matteo Renzi. Perché questo sotto sotto vuole: scappare dalle responsabilità del suo fallimento, facendo però figurare che la colpa sia di presunti frenatori nel suo partito.
Renzi, su una cosa ha ragione e lo vogliamo aiutare. Sì, l'Italia ha bisogno di una cura da cavallo e subito; deve rispettare le raccomandazioni europee e fare delle riforme vere. Allora, subito, portiamo in Aula il disegno di legge per la vera abolizione delle Province: in Commissione abbiamo già fatto tutto e siamo tutti d'accordo; possiamo farla in meno di una settimana. Approviamo una legge vera contro la corruzione che ci mangia decine di miliardi l'anno. (Applausi dal Gruppo M5S).
Mettiamo un limite ai mandati parlamentari e rinnoviamo davvero la classe politica; magari senza riciclarla nelle poltrone d'oro delle partecipate. Ripristiniamo il reato di falso in bilancio, perché - lo dico per i cittadini, in quanto sono certo che ben altri lo hanno già spiegato al presidente Renzi - il falso in bilancio è la pratica che consente alle aziende di costituire i fondi neri per pagare le mazzette a politici e partiti. Anche qui abbiamo proposte pronte.
Aboliamo l'IRAP per le piccole e piccolissime imprese, come avevamo proposto, con coperture finanziarie corrette, fin dallo scorso anno. Poi, per tornare alla materia di oggi, introduciamo il reddito di cittadinanza: era anche nel programma di Matteo Renzi. (Applausi dal Gruppo M5S).
Finora le proposte concrete, con coperture finanziarie regolari, le abbiamo presentate noi. Ma non importa, facciamolo e vedrà Matteo Renzi che poi, rivedere il mercato del lavoro sarà molto, molto più semplice e lineare. Prima sicurezza, poi flessibilità. (Applausi dal Gruppo M5S).
Queste sono riforme che l'Unione europea ci chiede: loro sono avanti, noi cosa aspettiamo?
Il Governo è, invece, tutto proteso a precarizzare il lavoro con le tutele crescenti: la foglia di fico per nascondere l'abolizione delle tutele. Il dogma della flessibilità, in assenza di sicurezza nelle politiche per il reddito, ha già prodotto i suoi velenosi frutti a partire dal pacchetto Treu. Il lavoro non si crea togliendo le tutele. È una politica da camerieri, che spostano le posate, ma nel piatto non mettono niente.
Devono essere ritirati gli investimenti in grandi opere inutili e abbattere gli sprechi clientelari delle società partecipate. Le risorse che si liberano vanno indirizzate a sostenere i settori ad alto assorbimento di manodopera, dove operano tantissime imprese artigiane, prime fra tutte quelle della green economy. (Applausi dal Gruppo M5S).
PRESIDENTE. Senatore, per favore, concluda.
ENDRIZZI (M5S). Concludo. Lo ha appena detto anche Matteo Renzi: green economy. Ma non lo fa. Il suo interesse è provocare una rottura e andare al voto prima che la verità sulla sua pochezza emerga.
Non per questo possiamo tacere. Questa legge delega viola gli articoli 1, 3, 24, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 76, 117 e 119 della Costituzione repubblicana. Rinvio all'illustrazione tecnica dettagliata della questione pregiudiziale, il cui testo risulta nel Resoconto della seduta, e vi invito a votare con coscienza a favore di questa questione pregiudiziale. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni).
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il senatore Uras per illustrare la questione pregiudiziale QP2. Ne ha facoltà.