Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 317 del 24/09/2014
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DE PETRIS (Misto-SEL). Signora Presidente, intervengo non solo per evidenziare le questioni di violazione palese e assoluta dell'articolo 76 della Costituzione, in merito alle quali abbiamo poco fa illustrato la nostra pregiudiziale, ma anche per aggiungere un elemento ulteriore che segnalo a quest'Aula. Esso, a nostro avviso, rappresenta una irregolarità nella procedura che si è seguita nei lavori della Commissione e che ha determinato una distorsione dell'esame del provvedimento nella Commissione stessa.
In tale sede infatti, signora Presidente, si è deliberatamente omesso di esaminare tutti gli emendamenti sui quali la 5a Commissione aveva espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Infatti, come viene riportato nel Resoconto della seduta di Commissione, è la stessa Presidenza a preannunciare che tali emendamenti non sarebbero stati posti in votazione, come poi di fatto è avvenuto. Si tratta di una deviazione dal Regolamento, che impone che su tutti gli emendamenti vi sia sempre un esame e un corrispondente esito. Non è invece possibile in nessuno modo...
PRESIDENTE. Mi scusi, senatrice, chiedo al Presidente della Commissione di prestare attenzione a quanto viene detto, anche perché poi c'è una risposta. Prego, senatrice De Petris, continui pure.
DE PETRIS (Misto-SEL). Dicevo, signora Presidente, che si tratta di una deviazione dal Regolamento, che impone che su tutti gli emendamenti vi sia sempre un esame e un corrispondente esito, come lei sa presiedendo quest'Aula. Non è invece possibile in nessun modo conoscere quale sia l'esito di questi emendamenti, in quanto essi non sono stati né approvati, né respinti, né ritirati, né sono decaduti. Non si sa che fine hanno fatto. Dal sito del Senato risulta soltanto l'espressione: 5a Commissione permanente, parere contrario (ex articolo 81 della Costituzione).
Questo effetto risulta ancora più incomprensibile se pensiamo che in Assemblea il parere contrario comporta, ovviamente, l'improcedibilità, come sperimentiamo quasi tutti i giorni. Tuttavia in questo caso, come è noto, è il Regolamento a prevederla espressamente, ed è comunque fatta salva la possibilità di votarli se la richiesta è appoggiata da 15 senatori, come avviene molto frequentemente. Una conseguenza di questo tipo potrebbe al limite valere solo per i collegati, ma in questo caso è sempre il Regolamento a prevedere espressamente che il parere contrario della 5° Commissione ne determina l'inammissibilità. Nel corso dell'esame in Commissione, invece, non è stato rispettato il diritto di tutti i senatori, e in particolare dei presentatori, di vedere esaminati e posti in votazione tutti gli emendamenti presentati, determinandosi in tale modo una palese e grave irregolarità nel procedimento in sede referente.
È quindi evidente la violazione delle procedure previste dalla disciplina costituzionale e regolamentare, poiché l'errore è denunciato espressamente nel Resoconto della Commissione, perché è proprio la Commissione a predisporre il testo che forma oggetto del successivo esame dell'Aula. Alla luce di tutto questo, noi riteniamo necessario sanare tale irregolarità attraverso un rinvio in Commissione, anche se solo formale e limitato a quegli emendamenti, che consenta di esaminare nel merito anche tutti gli emendamenti che ingiustificatamente non sono stati votati. Chiediamo pertanto che per quella parte si ritorni in Commissione. (Applausi dal Gruppo Misto-SEL).