Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 317 del 24/09/2014
Azioni disponibili
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
CENTINAIO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
in data 12 agosto 2014, oltre al nuovo presidente della fondazione Monte dei Paschi di Siena, professor Marcello Clarich, è stata nominata la nuova deputazione amministratrice della fondazione;
all'interno della nuova deputazione è entrata la signora Giovanna Barni, presidente e responsabile business development di CoopCulture, una cooperativa italiana operante nei servizi per l'arte;
considerato che a quanto risulta all'interrogante:
la signora Barni è parente stretto (figlia) del massimo rappresentante di uno degli enti nominanti della fondazione Monte dei Paschi di Siena, vale a dire la signora Monica Barni, rettore dell'università per Stranieri di Siena;
l'università per Stranieri di Siena, secondo quanto stabilito dall'art. 7 del vigente statuto, nomina un membro della deputazione generale della fondazione Monte dei Paschi di Siena,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo ritenga che la nomina della signora Giovanna Barni non possa creare reazioni in merito alle future erogazioni ed al rapporto con gli enti nominanti;
se gli risulti che il presidente Clarich abbia chiesto le dimissioni dei 3 membri nominati nel consiglio dell'accademia musicale Chigiana (Donatella Capresi, Stefano Fabbri ed Enrico Granata) e se ciò possa essere collegato al mancato appoggio dei 3 nominati a dare l'incarico di presidente dell'accademia stessa al maestro Gianluigi Gelmetti, maestro di direzione d'orchestra presso i corsi dell'accademia Chigiana.
(4-02712)
MARCUCCI, FEDELI, CANTINI, PUGLISI, DI GIORGI, MATTESINI, GRANAIOLA - Ai Ministri della giustizia e dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che:
organi di stampa riportano la notizia del rischio di reinterro di un importantissimo sito archeologico presso Aiano-Torraccia di Chius, nelle vicinanze di San Gimignano (Siena);
si tratta di una villa romana la cui probabile presenza era stata segnalata nel 1928 dall'archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli e che venne localizzata con maggiore precisione negli anni '60. L'intera area è stata "vincolata" alla fine degli anni '70 del XX secolo;
a partire dal 2005 una missione archeologica italo-belga guidata dall'università Cattolica di Lovanio (Belgio), diretta dal professor Marco Cavalieri, ha in concessione da parte del Ministero per i beni e le attività culturali le attività di ricerca sull'area; la medesima università, insieme ad altri soggetti pubblici e privati, ha sostenuto tutte le spese per le successive campagne di scavo;
nel corso delle 6 diverse campagne di scavo in estensione che si sono susseguite si è rivelata una "realtà insediativa complessa, caratterizzata da una villa costruita verosimilmente tra la fine del III e gli inizi del IV sec. d.C. con una architettura ed un apparato decorativo di tipo monumentale: a questa prima fase va sicuramente riferita una sala esalobata, definita esternamente da una monumentale ambulatio pentalobata ed accessibile da un vestibolo rettangolare"; particolarmente importanti sono i vasti brani di mosaici conservati e le murature verticali;
il terreno su cui si svolgono gli scavi è di proprietà privata e fino ad alcuni anni fa veniva pagata al proprietario, a titolo di indennizzo per l'occupazione del fondo, una cifra di circa 500 euro all'anno;
da almeno 2 anni gli scavi sono stati sospesi forzatamente a causa del fatto che essendo proprietario coinvolto in un contenzioso giudiziario (secondo alcuni organi di stampa sarebbe sul punto di essere dichiarato fallito dal Tribunale di Siena) non sarebbe al momento possibile identificare legalmente il soggetto destinatario dell'indennizzo per l'occupazione del fondo;
sempre secondo gli organi di stampa il Comune di San Gimignano avrebbe stanziato 40.000 euro per l'acquisto del terreno ma nel corso di un procedimento fallimentare non sarebbe applicabile la procedura di esproprio per pubblica utilità e il giudice incaricato del procedimento non avrebbe dato risposte in merito ai tempi necessari per giungere alla fine del contenzioso giudiziario;
intanto il sito è abbandonato, non essendo stata concessa alla direzione scientifica dello scavo neanche l'autorizzazione a procedere alla manutenzione ordinaria del cantiere, con le prevedibili conseguenze sullo stato di conservazione del sito e correndo il rischio concreto di dover procedere al reinterro dei ritrovamenti per sottrarli ai danni esercitati dal tempo e dagli agenti atmosferici,
si chiede di sapere:
se il Ministro della giustizia sia a conoscenza di quali siano i tempi previsti dal Tribunale di Siena per giungere alla risoluzione del contenzioso giudiziario che coinvolge il proprietario del fondo e che impedisce, al momento, il rinnovo della concessione di scavo, l'eventuale esercizio della procedura di esproprio per pubblica utilità e ogni azione che consenta la tutela, la conservazione e la valorizzazione di questo sito di straordinario interesse archeologico;
se risultino ai Ministri in indirizzo le ragioni che hanno indotto a negare alla direzione scientifica dello scavo di procedere alla manutenzione ordinaria dello scavo;
se il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo abbia intenzione di esercitare, qualora vi siano le condizioni, il diritto di prelazione sull'area.
(4-02713)
RAZZI - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
da molti anni la Regione Abruzzo ha scelto di caratterizzarsi come regione "Verde" con ben 3 parchi nazionali e un'area marina protetta, vincolando parti significative del proprio territorio e del proprio mare;
da notizie di stampa si apprende che, a largo della costa compresa tra Pescara e Alba adriatica per un'area di circa 75.000 ettari, è stata formulata richiesta di estrazione dalla società "Enel Longanesi developments";
nell'immediata prospicienza del sito è stata istituita recentemente l'area marina protetta Torre del Cerrano (2010), ente ritenuto un fiore all'occhiello dalla Regione Abruzzo, che si accinge a divenire il primo parco marino certificato a livello europeo;
una simile attività estrattiva penalizzerebbe gli sforzi profusi dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dalla Regione e dai Comuni di Pineto e di Silvi per garantire lo sviluppo turistico dell'intera regione;
è dunque necessario un adeguato coordinamento tra il Ministero dell'ambiente e quello dello sviluppo economico affinché le iniziative del primo dicastero per lo sviluppo sostenibile attraverso i parchi non siano penalizzate da quelle del secondo Ministero, come l'estrazione di idrocarburi, oggettivamente incompatibili;
la costa abruzzese è già stata, negli anni passati, "invasa" da varie piattaforme per la trivellazione che hanno ampiamente deturpato il paesaggio naturale;
a giudizio dell'interrogante sarebbe molto più "produttiva" la riconversione di dette piattaforme in "trabocchi di alto mare" ove svolgere attività turistiche, scientifiche ed ambientali, così come già proposto dal presidente dell'area marina protetta,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo stiano svolgendo un'adeguata opera di coordinamento onde evitare che iniziative oggettivamente impattanti vanifichino gli sforzi di tutela e conservazione;
se e quali iniziative stiano programmando per la riconversione delle piattaforme inattive, atte allo sviluppo di iniziative nel campo turistico-scientifico-ambientale, come già avviene con successo per la piattaforma "Paguro" a Ravenna, crollata nel 1965, e oggi sede di un'oasi naturalistica;
quali orientamenti intendano esprimere in riferimento a quanto esposto in premessa e, conseguentemente, quali iniziative vogliano intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, per tutelare l'area marina protetta Torre del Cerrano.
(4-02714)