Legislatura 17ª - 10ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 272 del 27/09/2016

Il senatore CASTALDI (M5S) ricorda che il disegno di legge di assestamento costituisce lo strumento di aggiornamento a metà anno degli stanziamenti di bilancio e che, rispetto alle previsioni iniziali della legge di bilancio per il 2016, i dati contenuti nel disegno di legge di assestamento per il 2016 sembrerebbero indicare un peggioramento del saldo netto da finanziare, del risparmio pubblico e dell'avanzo primario.

Dopo aver dato lettura di una nota del servizio del Bilancio, evidenzia che il provvedimento in esame non è stato accompagnato da un aggiornamento dei valori degli indicatori di finanza pubblica, con particolare riferimento ai dati su PIL, occupazione, consumi e investimenti. Ritiene dunque opportuno sottolineare, citando anche le stime dell'Ocse, che la crescita del prodotto interno lordo è assolutamente modesta. Giudica poi insufficienti le spiegazioni fornite dal Governo sul rallentamento dell’economia italiana, esclusivamente riferite, a suo parere, alla criticità della congiuntura economica europea, alle turbolenze finanziario-creditizie e al calo del commercio internazionale in seguito alla crisi dei paesi BRICS, senza alcun accenno invece alla crisi della domanda (in particolare pubblica, sia in termini di consumi che di investimenti) e degli investimenti, nonostante la politica di quantitative easing della BCE.

Riporta poi, evidenziandone la criticità, alcuni dati sul mercato del lavoro, con riferimento all'andamento dell'occupazione, all'uso dei voucher (buoni lavoro), al numero dei contratti a tempo indeterminato e delle ore complessivamente lavorate. A suo parere, la capacità effettiva dell’economia italiana di creare lavoro è nulla.

Rimanendo in tema di occupazione, ipotizza che il calo occupazionale sia la conseguenza del forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui tali assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali, misura che nel solo 2015 è costata circa 3,4 miliardi.

Critica il Governo per non aver aiutato le fasce svantaggiate della popolazione, con riforme volte a contrastare la povertà e ad aumentare le pensioni più basse, e aver invece perseverato in una politica di sostegno all’offerta produttiva tramite interventi fiscali a vantaggio delle imprese, per un totale, tra il 2015 e il 2016, di circa 15 miliardi di euro, ai quali si potrebbe aggiungere, nella prossima legge di stabilità, una riduzione dell’Ires, mentre per quella dell'Irpef è stato ipotizzato un rinvio al 2018.

In conclusione, preannuncia il voto contrario del Gruppo M5S.