Legislatura 17ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 188 del 14/09/2016
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Interrogazione
Il sottosegretario ROSSI risponde all’interrogazione n. 3-02729, del senatore Girotto ed altri, e relativa alle misure di protezione delle piattaforme petrolifere nell’ambito dell’operazione "Mare Sicuro", rilevando inizialmente che la Marina militare nel Mediterraneo opera per una molteplicità di impegni.
L'operazione "Mare Sicuro" è mirata a garantire la protezione dei mezzi nazionali della Guardia costiera e degli altri mezzi nazionali impegnati in attività di SAR (ricerca e soccorso), ad effettuare la deterrenza e contrasto dei traffici illeciti e la raccolta informativa di elementi ed evidenze inerenti ad attività di movimenti di matrice terroristica, alla presenza, alla sorveglianza e alla sicurezza marittima nell'area di operazioni, nonché all'eventuale protezione delle installazioni off-shore in concessione o gestite dall’ENI ubicate nelle acque internazionali prospicienti la costa libica.
Il dispositivo aeronavale, che opera in un'area marittima di circa 160.000 km quadrati, ha assicurato con continuità la sorveglianza e la protezione alle piattaforme dislocate nelle acque internazionali antistanti le coste libiche, nonché la cornice di sicurezza in occasione di interventi di SAR.
Tenuto conto del quadro precedentemente delineato, in tale area, le piattaforme di interesse nazionale sono quattro.
Per quanto riguarda, invece, il quesito relativo ai dati sui costi di dettaglio per la protezione delle strutture energetiche il rappresentante del Governo precisa che, stante le modalità operative proprie delle missioni aeronavali, è possibile fornire i costi programmatici complessivi dell'operazione "Mare Sicuro" che, relativamente al 2015 e al 2016, sono quelli già noti al Parlamento, in quanto contenuti nei decreti-legge di proroga delle missioni approvati in Parlamento.
Replica il senatore GIROTTO (M5S), dichiarandosi insoddisfatto delle delucidazioni ricevute, che non rispondono alla richiesta circa i costi complessivi per il mantenimento delle infrastrutture energetiche, dato non ricavabile dalla lettura del bilancio della Difesa, e si pone altresì criticamente sulla mancata divulgazione di dati che invece rappresentano costi sommersi gravanti sulla bolletta energetica.
Il presidente LATORRE dichiara quindi conclusa l’odierna procedura informativa.