Legislatura 17ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 188 del 14/09/2016

 

DIFESA    (4ª)

MERCOLEDÌ 14 SETTEMBRE 2016

188ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

LATORRE 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Rossi.   

 

 

 

            La seduta inizia alle ore 15,35.

 

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE  

 

      Il senatore COMPAGNONE (AL-A) dà conto degli esiti della Conferenza interparlamentare PESC/PSDC, cui ha partecipato in qualità di vice presidente della Commissione, svoltasi il 3 e 4 settembre scorsi, a Bratislava.

            L'appuntamento, ospitato ogni sei mesi dal Parlamento dello Stato membro che esercita la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea, riunisce le delegazioni delle Commissioni competenti in materia di affari esteri e di difesa dei Parlamenti nazionali. Per il Senato hanno partecipato anche i senatori Corsini e Bertorotta, della 3ª Commissione.

            Tra le sessioni nelle quali si è articolata la conferenza, l’oratore segnala l'intervento dell'Alto Rappresentante Mogherini, che ha illustrato ai partecipanti lo stato dell'arte della politica estera e di difesa comune europea, alla luce anche di quanto emerso nel corso della riunione informale dei Ministri degli esteri che si era appena tenuta nella capitale slovacca. Particolare attenzione è stata dedicata alla Strategia Globale dell'Unione europea, documento presentato dalla stessa Mogherini al Consiglio europeo dello scorso giugno, che delinea la futura azione europea in materia di proiezione esterna, con particolare riferimento al tema della sicurezza.

            La Strategia globale dovrà essere esaminata dalle Commissioni riunite 3ª, 4ª e 14ª, cui è stata assegnata, pertanto l’oratore riporta brevemente quanto l'Alto rappresentante ha dichiarato in materia di processo attuativo del documento, che dovrebbe concretizzarsi già da questo mese di settembre con le prime proposte.

            In particolare, l'attenzione si concentrerà su tre temi: gestione delle crisi, al fine di affrontare l'intero ciclo delle situazioni di conflitto; revisione e valutazione di tutte le strategie esistenti, identificando anche quegli ambiti privi di strategia in cui occorre che l'Europa ne elabori una; sicurezza e difesa.

            A questo ultimo proposito, l'Alto rappresentante ha espresso la convinzione che il momento attuale sia quello politicamente più favorevole per formulare proposte in grado di produrre un concreto avanzamento, utilizzando innanzi tutto gli strumenti previsti dai trattati e ipotizzando anche l'istituzione di un "semestre europeo" sul modello di quello in vigore per il coordinamento delle politiche economiche al fine di valutare i progressi in materia. In concreto, entro i prossimi due mesi elaborerà un "Piano di implementazione" in materia di sicurezza e difesa, che si affiancherà al "Piano di azione in materia di difesa" della Commissione e ad ulteriori proposte per dare seguito a quanto contenuto nella Dichiarazione congiunta NATO-UE dello scorso luglio. Questi tre aspetti costituiranno insieme un pacchetto europeo in materia di difesa che prenderà forma entro la fine dell'anno. I parlamenti nazionali, unitamente al parlamento europeo, sono ritenuti fondamentali per spingere verso questa direzione la volontà politica dei rispettivi governi, nonché per garantire gli adeguati finanziamenti.

            Per quanto riguarda più specificamente l'esito della Conferenza, grazie alle proposte emendative della delegazione italiana, il testo delle conclusioni proposto dalla presidenza slovacca è stato sensibilmente migliorato. In particolare, è stata posta maggiore enfasi sul tema della sicurezza nella regione del Mediterraneo e della stabilizzazione della Libia.

            Un duro scontro si è registrato sul tema della migrazione, che ha visto contrapporsi da un lato la Slovacchia con il gruppo di Visegrad e altri Paesi del lato orientale dell’Unione europea e dall'altro i Paesi del Mediterraneo, sostenuti dalla Germania. In particolare, i primi non intendevano accettare un emendamento sottoscritto dai sette Paesi mediterranei in cui si richiamava la necessità di rispettare la vigente decisione del Consiglio n. 1601 del 2015 in materia di redistribuzione dei richiedenti asilo. Grazie all'impegno della delegazione italiana, che è riuscita a coagulare un ampio sostegno e solo a seguito del proprio veto all'intero testo, posto insieme a Grecia, Cipro e Germania, si è giunti alla soluzione di mediazione, favorita dall’Ungheria, di cui al punto 1 del testo.

            Al di là di tale risultato importante ma pur sempre riferito a un testo non vincolante, l’oratore evidenzia come abbia preso concretezza il gruppo informale degli Stati mediterranei dell'UE, che non è una novità della conferenza di Bratislava, ma che, ricostituito in occasione della Conferenza de L’Aja dello scorso aprile -su impulso del parlamento greco-  ha registrato un salto di qualità, con l'elaborazione e la difesa di proposte emendative condivise. Questa volta, peraltro, al gruppo ha preso parte anche la delegazione francese.

            Prima dell'inizio ufficiale della conferenza si era infatti tenuta una riunione di questi Paesi, presieduta dall'Italia, nel corso della quale è stata anche approvata una dichiarazione, trasmessa a tutti i Parlamenti dell'Unione europea.

            Al di là di questa evidente spaccatura, e di un diffuso clima di disunione e di crisi sulla visione, anche culturale, dell'Europa, il tema della realizzazione di una difesa comune europea ha invece paradossalmente trovato un clima di generale favore.

            La proposta di un "Libro bianco della difesa europea", oggetto di un apposito gruppo di lavoro, ha riscontrato un favore pressoché unanime, sebbene resti aperta la questione su come realizzare la difesa comune e insoluti molti nodi, in primis quello del rapporto con la NATO, dal momento che i membri di questa e dell'Unione sono due insiemi che si intersecano ampiamente ma che, come è noto, non coincidono.    L'Alto rappresentante Mogherini ha preferito parlare di "Piano di implementazione", probabilmente per evitare che un eventuale libro bianco venga confuso con altri atti con tale nome, elaborati dalla Commissione e soggetti a specifiche procedure. Ciò nondimeno, occorre attendersi un documento contenente proposte concrete in materia di difesa europea, che potrà anche avvantaggiarsi degli esiti dei dibattiti in materia che si attendono nei prossimi mesi.

            La partecipazione italiana alla Conferenza si può ritenere complessivamente un successo, con un protagonismo da capitalizzare per il futuro, anche se, va riscontrato, è nell'interesse dell'"asse mediterraneo" mantenere un forte rapporto con la Germania, unico Paese in grado di fungere da contrappeso rispetto alle spinte centrifughe provenienti da est, in particolare sui temi migratori.

            Evidenzia, infine, l’importanza di un’azione congiunta dei Paesi UE del Mediterraneo per sviluppare una proficua interlocuzione comune con gli Stati del Nordafrica.

 

            Il presidente LATORRE, nel ringraziare il senatore Compagnone, informa che sono in corso contatti con la Presidenza delle commissioni esteri e politiche dell’Unione europea al fine di calendarizzare quanto prima l’esame della Strategia globale dell’unione europea (atto comunitario n. 205). Rende altresì noto che si stanno avviando contatti con le Presidenze delle Commissioni difesa del Parlamento francese e tedesco, al fine di tenere quanto prima un incontro trilaterale a Roma sul tema della Difesa europea.

 

            Il senatore SANTANGELO (M5S) chiede di aprire una discussione in Commissione sulla difesa comune prima del Consiglio europeo informale di Bratislava.

 

            A seguito di una precisazione del PRESIDENTE, che ricorda come tale vertice si svolga dopodomani, il senatore SANTANGELO (M5S) insiste notando come nella giornata di ieri sia stato possibile adottare una risoluzione in brevissimo tempo: non vede perciò alcun impedimento rispetto alla propria proposta.

 

            Il PRESIDENTE nota come quello di Bratislava sia un vertice con all’ordine del giorno molti temi non esclusivamente della difesa e, trattandosi di un consesso informale, non potrà prendere impegni che il Parlamento sia chiamato semplicemente a ratificare: l’esigenza manifestata dal senatore Santangelo potrà trovare utile riscontro nella discussione sulla Strategia globale e nella risoluzione che questa Commissione adotterà unitamente alla 3ª e alla 14ª Commissione.

 

            Interviene nuovamente il senatore SANTANGELO (M5S), auspicando che non ci si debba nuovamente trovare nella situazione di apprendere dagli organi di stampa le posizioni espresse dal Ministro.

 

            Il senatore GUALDANI (AP (NCD-UDC)) concorda con il senatore Santangelo sulla circostanza che il Governo debba dare ai commissari il giusto tempo per adottare le proprie decisioni. Cita poi un servizio televisivo dal quale emerge che l’Italia avrebbe inviato all’Iraq, paese notoriamente impegnato nella lotta al terrorismo, armamenti inadeguati o non funzionanti, chiedendo alla Presidenza di approfondire la questione e programmare, se del caso, sopralluoghi in quel teatro.

 

            Il senatore PEGORER (PD) concorda sul fatto che la sede idonea per una discussione in materia di difesa comune europea sia l’esame della Strategia globale e, ringraziando il senatore Compagnone per le comunicazioni svolte, fa notare come le conclusioni della Conferenza interparlamentare di Bratislava forniscano già elementi a supporto del lavoro del Consiglio europeo.

 

            Il senatore Mario MAURO (GAL (GS, PpI, M, Id, ApI, E-E, MPL)) , nel condividere sia la proposta di un incontro trilaterale italo-franco-tedesco, sia l’importanza del dibattito da tenersi sulla Strategia globale, richiama l’utilità della periodica riunione a Bruxelles delle Commissioni bilancio dei Parlamenti nazionali e del Parlamento europeo e propone, alla luce di quanto dichiarato oggi dal presidente Juncker sulla necessità di mettere in comune risorse per realizzare una Difesa europea, di riprodurre tale formato anche in questa materia.

 

            Replica il senatore COMPAGNONE (AL-A), evidenziando l’importanza dei prossimi dibattiti parlamentari al fine di preparare adeguatamente la partecipazione alla prossima Conferenza interparlamentare, che si terrà a Malta nell’aprile 2017.

 

 

PROCEDURE INFORMATIVE 

 

Interrogazione   

 

Il sottosegretario ROSSI risponde all’interrogazione n. 3-02729, del senatore Girotto ed altri, e relativa alle misure di protezione delle piattaforme petrolifere nell’ambito dell’operazione "Mare Sicuro", rilevando inizialmente che la Marina militare nel Mediterraneo opera per una molteplicità di impegni.

L'operazione "Mare Sicuro" è mirata a garantire la protezione dei mezzi nazionali della Guardia costiera e degli altri mezzi nazionali impegnati in attività di SAR (ricerca e soccorso), ad effettuare la deterrenza e contrasto dei traffici illeciti e la raccolta informativa di elementi ed evidenze inerenti ad attività di movimenti di matrice terroristica, alla presenza, alla sorveglianza e alla sicurezza marittima nell'area di operazioni, nonché all'eventuale protezione delle installazioni off-shore in concessione o gestite dall’ENI ubicate nelle acque internazionali prospicienti la costa libica.

Il dispositivo aeronavale, che opera in un'area marittima di circa 160.000 km quadrati, ha assicurato con continuità la sorveglianza e la protezione alle piattaforme dislocate nelle acque internazionali antistanti le coste libiche, nonché la cornice di sicurezza in occasione di interventi di SAR.

Tenuto conto del quadro precedentemente delineato, in tale area, le piattaforme di interesse nazionale sono quattro.

Per quanto riguarda, invece, il quesito relativo ai dati sui costi di dettaglio per la protezione delle strutture energetiche il rappresentante del Governo precisa che, stante le modalità operative proprie delle missioni aeronavali, è possibile fornire i costi programmatici complessivi dell'operazione "Mare Sicuro" che, relativamente al 2015 e al 2016, sono quelli già noti al Parlamento, in quanto contenuti nei decreti-legge di proroga delle missioni approvati in Parlamento.

 

      Replica il senatore GIROTTO (M5S), dichiarandosi insoddisfatto delle delucidazioni ricevute, che non rispondono alla richiesta circa i costi complessivi per il mantenimento delle infrastrutture energetiche, dato non ricavabile dalla lettura del bilancio della Difesa, e si pone altresì criticamente sulla mancata divulgazione di dati che invece rappresentano costi sommersi gravanti sulla bolletta energetica.

 

            Il presidente LATORRE dichiara quindi conclusa l’odierna procedura informativa.

 

 

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(2470) Ratifica ed esecuzione della Decisione del Consiglio di sorveglianza recante modifiche all'Allegato IV della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana, il Governo della Repubblica francese, il Governo della Repubblica federale di Germania ed il Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord sull'istituzione dell'Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti OCCAR del 9 settembre 1998, fatta a Roma il 10 giugno 2014, approvato dalla Camera dei deputati

(Parere alla 3a Commissione. Esame. Parere favorevole)

 

      Il relatore BATTISTA (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) illustra il provvedimento in titolo, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati il 6 luglio scorso, che autorizza la ratifica e l'esecuzione della Decisione del Consiglio di sorveglianza dell'Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti (OCCAR) con la quale i sei Stati membri (Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Belgio e Spagna) hanno introdotto alcune modifiche all'allegato IV alla Convenzione istitutiva dell'Organizzazione stessa, che concerne la disciplina del processo decisionale e, al paragrafo 5, prevede espressamente che «dopo un periodo iniziale di tre anni, l’iter decisionale può essere riesaminato alla luce di tutti gli elementi rilevanti».

            Come evidenziato nella relazione tecnica che accompagna il disegno di legge, la proposta di modifica dell'Allegato IV alla Convenzione è mirata a far incrementare i programmi di armamenti in regime di cooperazione multinazionale, nonché ad agevolare l'adesione all'OCCAR da parte di altri Stati, soprattutto di quelli che già partecipano a programmi sviluppati dall'Organizzazione. Sempre nella relazione tecnica si precisa che l'adesione all'OCCAR da parte di uno o più nuovi Stati produrrebbe, per gli attuali sei Stati membri, un risparmio di spesa per la partecipazione al bilancio amministrativo dell'Ufficio centrale e che attualmente ammonta, per l'Italia, così come per gli altri tre Stati fondatori (Francia, Germania e Regno Unito), a circa di 1,7 milioni di euro annui.

            L'OCCAR -la cui Convenzione è stata ratificata dall'Italia con la legge 15 novembre 2000, n. 348- è stata istituita con l'obiettivo fondamentale di coordinare, controllare e realizzare i programmi relativi agli armamenti che vengono ad essa assegnati dagli Stati membri, nonché di coordinare e promuovere attività congiunte da realizzare in futuro, al fine di migliorare l'efficacia della gestione dei progetti di cooperazione, in termini di costo, tempi e prestazioni.

            La sede generale dell'OCCAR è a Bonn, in Germania. La struttura istituzionale dell'Organizzazione è composta dal Consiglio di sorveglianza e dall'Amministrazione esecutiva. Al Consiglio di sorveglianza partecipano, come rappresentanti dei sei Stati membri, con diritto di voto, i sei Ministri della difesa che hanno delegato, in via permanente, la partecipazione alle riunioni (previste almeno due volte l'anno) ai rispettivi Direttori nazionali degli armamenti o ad altri alti dirigenti competenti nel campo degli armamenti. Il Consiglio di sorveglianza esercita la direzione e il controllo dell'Amministrazione esecutiva e di tutti i Comitati e decide su tutte le questioni che riguardano l'attuazione della Convenzione.

            Attualmente sono in corso 11 programmi, 6 dei quali vedono la partecipazione italiana: ESSOR (European Secure SOftware defined Radio) finalizzato principalmente a fornire l'architettura del Software Defined Radio (SDR) -ossia un ricevitore radio software e non hardware come quelli tradizionali - per scopi militari (con Finlandia, Francia, Polonia, Spagna e Svezia); Fregate multiruolo FREMM (con la Francia); FSAF-PAAMS, sistema anti missile terra-aria (con Regno Unito e Francia); LSS-Logistic Support Ship, programma italiano per la realizzazione di una nave di supporto logistico con alto grado di flessibilità e costi contenuti; MUSIS-FA Multinational Space based Imaging System finalizzato allo sviluppo di capacità di acquisizione di immagini dallo spazio (con la Francia); PPA-Pattugliatori Polivalenti d'Altura, programma italiano.

            La Convenzione, prosegue l’oratore, prevede che tutte le decisioni siano prese dagli Stati membri all'unanimità, fatta eccezione per quelle sulle materie elencate dall'allegato IV, che sono adottate in alcuni casi a maggioranza qualificata rinforzata, in altri a maggioranza degli aventi diritto. In particolare, le decisioni non sono adottate qualora vi siano dieci diritti di voto contrari, che peraltro spettano a ciascuno dei quattro Stati membri fondatori (Italia, Germania, Francia e Regno Unito), ma possono risultare anche dalla somma dei diritti di voto di più Stati membri non fondatori (Spagna e Belgio, che hanno rispettivamente otto e cinque diritti di voto).

            Con la modifica proposta si amplia il novero delle decisioni che possono essere adottate con tale maggioranza qualificata rinforzata e non più all’unanimità. In particolare, potranno essere adottate con questa maggioranza le decisioni riguardanti le seguenti attività già svolte dall'OCCAR: l'assegnazione di un programma e l'integrazione di programmi di collaborazione in atto tra gli Stati membri; la conclusione di accordi in conformità con gli articoli 37 e 38 della Convenzione (che prevedono, rispettivamente, che l'OCCAR possa cooperare con altre organizzazioni, con istituzioni internazionali e con Governi, organizzazioni e istituzioni di Stati non membri e che la cooperazione possa assumere la forma di partecipazione a uno o più programmi da parte di Stati non Membri o di organizzazioni internazionali); la nomina del Vicedirettore dell'OCCAR. Riguardo a quest'ultimo punto, è stato ritenuto necessario che anche tale nomina, al pari di quella del Direttore, sia effettuata con decisione a maggioranza qualificata rafforzata in considerazione del fatto che, in caso di sua assenza o impedimento, il Vicedirettore sostituisce integralmente il Direttore.

            Infine, viene abrogato il vigente paragrafo 5 dell'Allegato IV che prevede che, dopo un periodo iniziale di tre anni, l’iter decisionale possa essere riesaminato alla luce di tutti gli elementi rilevanti: l'adozione della decisione oggetto di ratifica è infatti il risultato, ancorché con tempi assai più lunghi del triennio previsto, di tale riesame.

            Conclude considerando che la decisione oggetto di ratifica, sebbene abbia ad oggetto l’OCCAR e non l’Unione europea, rappresenta tuttavia una positiva evoluzione nel senso di una cooperazione volta al contenimento dei costi e a una maggiore integrazione della Difesa europea, come peraltro auspicato poco fa nel dibattito sulle comunicazioni della Presidenza.

            Propone quindi alla Commissione di esprimere parere favorevole.

 

            Si apre la discussione generale.

 

            Il senatore Luciano ROSSI (AP (NCD-UDC)) esprime condivisione e apprezzamento per la relazione testé svolta e preannuncia altresì un voto favorevole della propria parte politica.

 

            Il senatore COTTI (M5S) dichiara la propria contrarietà al disegno di legge di ratifica in esame, poiché l’abbassamento del quorum decisionale in un ambito che riguarda la difesa e la sicurezza rappresenta in sé, a proprio avviso, una riduzione della sovranità nazionale.

 

            Il senatore VATTUONE (PD) si dichiara in accordo con il contenuto della relazione e con le modifiche apportate alla Convenzione OCCAR, evidenziando come tale innovazione si ponga in linea con i ragionamenti svolti in sede di discussione sugli esiti della Conferenza interparlamentare di Bratislava, dal momento che la Difesa europea va considerata anche sul piano industriale e la decisione oggetto di ratifica si muove in tale direzione.

 

            Dissente il senatore SANTANGELO (M5S), rilevando come per parlare di una Difesa comune sia necessario preventivamente stabilire dei criteri, che non si rinvengono nel testo in esame. Esprime altresì un generale sfavore nei confronti dell’OCCAR in quanto tale, poiché, a proprio avviso, limita il potere di controllo del Parlamento e consente altresì di stipulare accordi con qualunque Stato terzo, inclusa l’Arabia Saudita, violando surrettiziamente le norme della legge n. 185 del 1990. Per tale ragione chiede un rinvio della votazione, al fine di effettuare una discussione più approfondita, in difetto della quale la propria parte politica esprimerà un voto contrario.

 

            Il senatore DIVINA (LN-Aut), condividendo le finalità dell’organismo internazionale in questione e la volontà di allargarlo ad altri membri, giudica positivamente le innovazioni decisionali oggetto di ratifica, rilevando altresì che, anche con le nuove norme, l’Italia mantiene il proprio potere di veto.

 

            Il presidente LATORRE, dichiarando chiusa la discussione generale, si dice convinto che sia necessario procedere a una votazione solo con piena cognizione di causa: in questo caso, tuttavia, si deve ritenere che vi sia stato un adeguato approfondimento, poiché la costituzione dell’OCCAR non è una novità e anche l’innovazione procedurale in esame non presenta criticità per l’Italia, che conserva il proprio diritto di veto. Sulla base delle posizioni espresse dai senatori Cotti e Santangelo, peraltro, emerge, nei confronti dello stesso organismo internazionale in questione, un dissenso di fondo di fronte al quale risulta dubbia l’utilità di un rinvio della votazione.

 

            Poiché nessun altro intende intervenire in dichiarazione voto, il PRESIDENTE, previa verifica del numero legale, pone in votazione la proposta di parere favorevole che risulta approvata.

 

            La seduta termina alle ore 16,25.