Legislatura 17ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 341 del 24/11/2015

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(2138) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 ottobre 2015, n. 174, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione, approvato dalla Camera dei deputati

(Parere alle Commissioni 3a e 4a riunite, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento. Esame. Parere favorevole)

 

     Il relatore ROMANO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) illustra il decreto-legge n. 174 del 30 ottobre 2015, recante una serie di disposizioni volte ad assicurare, per il periodo dal 1° ottobre al 31 dicembre 2015, la proroga della partecipazione del personale delle Forze armate e di polizia alle missioni internazionali, nonché la prosecuzione degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione.

Il provvedimento disciplina, altresì, i profili normativi connessi alle missioni e prevede, per specifici aspetti (trattamento giuridico, economico e previdenziale, disciplina contabile e penale), una normativa strumentale al loro svolgimento, individuata essenzialmente mediante un rinvio all'ordinamento vigente.

Il decreto-legge si compone di 12 articoli, suddivisi in tre capi.

Il capo I, composto dai primi 7 articoli, reca le autorizzazioni di spesa necessarie alla proroga del termine per la partecipazione italiana a diverse missioni internazionali, raggruppate sulla base di criteri geografici. Nello specifico, l'articolo 1 prevede le autorizzazioni di spesa relative alle missioni che si svolgono in Europa (Balcani, Bosnia-Erzegovina, Albania, Kosovo, Cipro e le zone del Mediterraneo), l'articolo 2 quelle relative alle missioni che si svolgono in Asia (Afghanistan, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Libano) e l'articolo 3 quelle relative alle missioni in Africa (Mali, Corno d'Africa, Oceano indiano, Somalia).

Rileva che, all'articolo 1, è prevista anche l'autorizzazione di spesa relativa alla partecipazione di personale italiano all'operazione militare dell'Unione europea nel Mediterraneo centromeridionale denominata EUNAVFOR MED, decisa dall'Unione europea dopo l'emanazione del precedente decreto-legge «missioni» e finanziata separatamente con il decreto-legge n. 99 del 2015. L'articolo 2, invece, reca l'autorizzazione di spesa per la proroga della partecipazione di personale militare all'attività della coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica del Daesh.

All'articolo 4, sono previste le autorizzazioni - sempre per l'ultimo trimestre del 2015 - relative a spese strumentali (contratti di assicurazione e di trasporto e realizzazione di infrastrutture), cessione di materiale bellico, mantenimento del dispositivo info-operativo dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) a protezione del personale impegnato nelle missioni, nonché al potenziamento del dispositivo aeronavale di sorveglianza e sicurezza nel Mediterraneo centrale.

Gli articoli da 5 a 7 recano le relative norme sul personale e quelle in materia penale e contabile.

Il capo II, comprendente gli articoli da 8 a 10, disciplina le iniziative di cooperazione allo sviluppo e al sostegno ai processi di pace e di stabilizzazione, nonché il regime degli interventi.

Da ultimo, gli articoli 11 e 12, ricompresi nel capo III, recano disposizioni concernenti la copertura finanziaria del provvedimento e la sua entrata in vigore.

Segnala che la normativa vigente non prevede una disciplina uniforme per l'autorizzazione e lo svolgimento delle missioni internazionali, che invece è contenuta nei provvedimenti legislativi con i quali di volta in volta le missioni stesse sono finanziate. L'ultimo provvedimento di proroga del finanziamento delle missioni (decreto-legge n. 7 del 2015) è scaduto il 30 settembre 2015. È stato quindi necessario procedere con urgenza a un rifinanziamento delle missioni ancora in corso di svolgimento per il periodo dal 1° ottobre al 31 dicembre 2015. Peraltro, rileva che è all'esame del Senato il disegno di legge n. 1917, recante la nuova normativa quadro sulle missioni internazionali, già approvata dalla Camera dei deputati.

Conclude, proponendo di esprimere un parere che riconosca sussistenti i presupposti di necessità e urgenza.

 

Il senatore ENDRIZZI (M5S) ritiene insussistenti i presupposti di cui all'articolo 77 della Costituzione. In primo luogo, il provvedimento risulta tardivo, in quanto prevede una copertura finanziaria con efficacia retroattiva, a partire dal 1° ottobre. Inoltre, è evidente che sarebbe preferibile un intervento con legge ordinaria che disciplini in modo organico la materia delle missioni internazionali, anche per evitare la reiterazione di provvedimenti d'urgenza.

Peraltro, a suo avviso, appare illegittimo l'uso della forza in Afghanistan, come forma di reazione all'attacco terroristico del 2001, compiuto da cittadini in gran parte di nazionalità saudita. Infine, sottolinea che le ingenti cifre, stanziate negli ultimi anni dai Paesi occidentali per le spese militari, sono risultate inefficaci nel contrasto al terrorismo, come dimostra la proliferazione di organizzazioni estremiste.

Pertanto, a nome del suo Gruppo, dichiara un voto contrario.

 

La senatrice DE PETRIS (Misto-SEL) annuncia un voto contrario. Ritiene inaccettabile, infatti, il reiterato ricorso alla decretazione d'urgenza per la proroga del finanziamento delle missioni internazionali, con la quale peraltro si dispone la copertura di oneri relativi a periodi pregressi. Peraltro, ritiene inopportuno l'accorpamento di missioni differenti, in quanto esso impedisce un esame approfondito dei diversi contesti locali.

Rileva, inoltre, l'esigenza di valutare in modo approfondito i risultati ottenuti dall'Italia con l'intervento in Afghanistan e Iraq. A suo avviso, gli errori compiuti dagli Stati Uniti e dagli altri Paesi occidentali in quell'area hanno contribuito alla nascita del Daesh.

Invita, quindi, il Governo ad affrontare la questione in modo complessivo, attraverso la definizione di una norma di carattere generale, tanto più in considerazione della complessa situazione internazionale.

 

Il senatore MAZZONI (AL-A), nel concordare sulla necessità di approvare una legge quadro sulle missioni internazionali, che eviterebbe il continuo ricorso alla decretazione d'urgenza, auspica che l'iniziativa a tale riguardo sia assunta dal Parlamento. Peraltro, sarebbe opportuna una nuova valutazione della situazione internazionale, anche in considerazione della richiesta di aiuto e assistenza della Francia, in applicazione dell'articolo 42.7 del Trattato di Lisbona. A suo avviso, infatti, è evidente il deterioramento dello scenario internazionale, anche a causa degli interventi - a suo avviso errati - in Libia e in Iraq, oltre al ritiro precipitoso delle truppe americane dai teatri di guerra.

In ogni caso, pur criticando l'intervento tardivo del Governo, effettuato un mese dopo la scadenza del precedente provvedimento, ritiene indispensabile garantire continuità alle missioni in cui è attualmente impegnata l'Italia, in particolare quella per la stabilizzazione del Libano e quella per l'addestramento dei peshmerga curdi, contrapposti ai combattenti jihadisti. Per questo motivo, voterà a favore della proposta di parere formulata dal relatore.

 

Il senatore MALAN (FI-PdL XVII) concorda con le considerazioni del senatore Mazzoni circa l'opportunità di definire una legge quadro sulle missioni internazionali e l'urgenza di prorogare la partecipazione delle Forze armate e di polizia alle missioni internazionali in corso di svolgimento.

Sarebbe opportuno, tuttavia, che il Governo riferisse in merito alle iniziative di cooperazione allo sviluppo indicate all'articolo 8 del decreto-legge, per precisare quali siano gli interventi di sostegno finanziati dall'Italia, al fine di valutare se siano effettivamente efficaci e condivisibili.

Annuncia, quindi, il proprio voto favorevole.

 

Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere favorevole, avanzata dal relatore sulla sussistenza dei presupposti costituzionali.