Legislatura 17ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 141 del 22/07/2015

PROCEDURE INFORMATIVE 

 

Interrogazione   

 

            Il sottosegretario ALFANOrisponde all'interrogazione n. 3-01916, a firma del senatore Battista e relativa alla costruzione e all'impiego di un reparto di élite delle Forze armate, rilevando che la componente nazionale delle forze speciali è stata costituita e schierata in Afghanistan a seguito dell'approvazione del Ministro della difesa pro tempore, nel corso del 2005, comunicata alla NATO nel febbraio 2006 e inclusa nell'ambito del contingente autorizzato dai decreti-legge di proroga delle missioni internazionali, unitamente ai necessari stanziamenti. Tali forze, il cui approntamento ricade sulle singole Forze armate, operavano, al pari di altre componenti nazionali, all'interno della missione ISAF (a guida NATO) in Afghanistan.

            In particolare, la denominazione NATO di Task Force 45 (TF45) si riferiva al Joint Special Operations Task Group "Condor -A" (denominazione italiana dello stesso elemento) e cioè ad un insieme di forze speciali e di supporto, anche logistico, amalgamate e organizzate per rispondere ai compiti ricevuti dalle autorità della NATO. Tale Task Force aveva il compito di supportare le forze di sicurezza afgane nelle operazioni disposte dal governo afgano per il mantenimento della sicurezza e la stabilizzazione del paese, e la sua area di operazione coincideva principalmente con la regione ovest a guida italiana. La predetta Task Force non ha mai operato al di fuori dell'Afghanistan e non ha condotto operazioni esclusivamente finalizzate al trattamento di dati biometrici.

            In particolari contesti e in specifiche operazioni le autorità atlantiche in Afghanistan hanno poi dotato tale Task Force di alcuni strumenti atti a raccogliere dati biometrici finalizzati all'identificazione di soggetti sospetti. Il rilevamento dei predetti dati è avvenuto sulla scorta di disposizioni operative dei comandi militari della NATO, impartite in attuazione di quanto concettualmente sviluppato in apposite direttive elaborate dalla medesima organizzazione.

            Tali documenti rappresentano, sostanzialmente, le specifiche regole dell’organizzazione internazionale cui la missione fa capo,alle quali il Garante per la protezione dei dati personali fa riferimento, nel parere reso nell'adunanza del 18 dicembre 2014, indicandoli quali possibili strumenti regolatori del trattamento dei dati personali effettuati in ambiti territoriali che, come di norma accade per le missioni internazionali, non sono soggetti alla sovranità dello Stato italiano e nei quali, pertanto, non trova applicazione, come chiarito dallo stesso Garante, il codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

            In ogni caso, la problematica del trattamento dei dati personali da parte dei contingenti militari italiani impiegati nei teatri operativi è all'attenzione del Ministero, che sta valutando, in sinergia con il Garante e alla luce delle indicazioni da questo fornite nel già richiamato parere, l'opportunità di promuovere uno specifico intervento normativo che consenta di armonizzare le prescrizioni contenute nel codice con le finalità di difesa e di sicurezza dello stato sottese, nel particolare contesto delle missioni internazionali, al trattamento medesimo.

 

     Replica il senatore BATTISTA (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE), richiamando i contenuti di uno specifico ordine del giorno da lui presentato in sede di esame del disegno di legge n. 1917 (recante disposizioni concernenti la partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali e il cui esame in sede referente si è concluso questa mattina presso le Commissioni riunite affari esteri e difesa) e invocando la definizione di un quadro giuridico che garantisca adeguate tutele giuridiche e operative ai corpi di élite nazionali impegnati all'estero, come la Task Force 45 ovvero una similare unità che pare sia operante in Iraq.

            Anche in relazione all'utilizzo dei dati biometrici raccolti nel corso delle operazioni internazionali, auspica che anche alle Forze armate venga garantita la possibilità di procedere al loro trattamento, al fine di fornire la tutela più efficace alla complessa attività di individuazione dei soggetti pericolosi o dediti al terrorismo, fondamentale, a sua volta, per le misure di prevenzione.

            Ciò premesso, si dichiara comunque soddisfatto delle delucidazioni ricevute.