Legislatura 17ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 141 del 22/07/2015
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Introduce congiuntamente l'esame il relatore GUALDANI (AP (NCD-UDC)), rilevando che, per quanto attiene al conto consuntivo della spesa del Ministero della difesa per il 2014, ai fini di una più puntuale comprensione, risulta utile richiamare le valutazioni riportate dalla Corte dei conti nella relazione sul rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2014, pubblicate già lo scorso 25 giugno. La relazione, infatti, offre un'interessante analisi retrospettiva sulle vicende inerenti il bilancio e il patrimonio dello Stato.
Per quanto ai dati contabili della Difesa, la Corte sottolinea l'inversione del trend della spesa degli ultimi anni. Infatti, a partire dal 2008, anno in cui è stato raggiunto l’apice dei 23,6 miliardi di euro, gli stanziamenti definitivi sono risultati, tranne che per il 2011, sempre in diminuzione. Nel 2014 sono quindi state programmate minori spese per 1,1 miliardi (-5,14 per cento) e sono risultate minori anche le variazioni di bilancio rispetto a quelle registrate nel corso dell’esercizio precedente. Infatti, si è registrata un’integrazione degli stanziamenti di competenza pari a 740 milioni mentre nel 2013 si erano avute variazioni di bilancio per un importo pari a 1,5 miliardi.
Complessivamente i risultati finanziari della gestione sono stati pari a 21,05 miliardi per gli stanziamenti definitivi di competenza, 21,02 miliardi per gli impegni lordi, 21,51 miliardi per i pagamenti totali e 3,03 miliardi di residui. Le entrate extra-tributarie del Ministero hanno, invece, registrato riscossioni per 424 milioni e versamenti per 403 milioni. Da ultimo, le entrate riassegnate risultano pari a 169,43 milioni, in diminuzione rispetto al 2013.
La Corte si sofferma -prosegue l'oratore- anche sulla recente pubblicazione del Libro bianco, riservandosi però di valutarne gli effetti e i risultati nei successivi esercizi finanziari, anche alla luce delle riduzioni derivanti dall’attuazione del complessivo disegno di riforma. In relazione al personale, ha poi segnalato l'esigenza di riconsiderare il termine del 2024 per il conseguimento dell’obiettivo finale di riduzione a 150mila unità previsto dal nuovo modello professionale. Tale traguardo, infatti, potrebbe essere raggiunto in tempi più rapidi, facendo ricorso, da una parte, al rallentamento del processo di avvicendamento del turn-over, e, dall’altra, a procedure di mobilità obbligatoria alle quali assoggettare il personale in esubero nel periodo di riferimento.
Interessanti, infine, le considerazioni svolte dall'organo in questione sul patrimonio immobiliare e sulle misure, adottate negli ultimi anni, per una più economica gestione degli alloggi di servizio e per la dismissione delle strutture non più operative, sia a livello centrale che periferico. Nel triennio 2012-2014 risultano infatti venduti 538 alloggi e incassati 80,89 milioni. Nel corso del 2014 è poi proseguita l’attività volta alla dismissione e alla valorizzazione degli immobili non più utili ai fini istituzionali, portando alla restituzione all’Agenzia del demanio di 103 immobili o porzioni immobiliari, nonché alla valorizzazione e alienazione di ulteriori cespiti.
Passa quindi alla disamina del disegno di legge di assestamento del bilancio per il 2015, che interviene sulle previsioni iniziali (approvate con la legge n. 191 del 2014), sia per l’incidenza di atti amministrativi intervenuti nel periodo gennaio-maggio 2015, che hanno già prodotto i loro effetti sulle poste di bilancio, sia per le variazioni contenute nello stesso disegno di legge in esame.
In particolare, rileva che la tabella 2/a della relazione illustrativa al disegno di legge, recante le previsioni assestate per il 2015 organizzate per missioni, riporta, per quanto attiene alla missione "Difesa e sicurezza del territorio", un aumento della spesa da 19.706 a 19.985 milioni di euro in termini di competenza e da 21.021 a 21.301 milioni di euro in termini di cassa. Viene posto, inoltre, l'accento -per quanto attiene alle spese finali, analizzate in termini di cassa- all'incremento delle dotazioni dovuto ai maggiori contributi agli investimenti alle imprese, tra cui risultano 100 milioni destinati al programma relativo alle fregate FREMM.
Da segnalare, altresì, le note della relazione illustrativa dedicata ai residui passivi (che sono l'espressione di spese già impegnate e non ancora ordinate ovvero ordinate ma non ancora pagate). In particolare, al Ministero della difesa sono imputabili -dal lato delle spese correnti- 518 milioni di euro in relazione ai consumi intermedi. Per quanto attiene, invece, alle spese in conto capitale, tra i residui più consistenti figurano i circa 2.500 milioni di euro di investimenti fissi lordi.
Da ultimo, dà conto di alcuni dati contabili riportati nella relazione illustrativa alla tabella del Ministero della difesa (che reca un prospetto sintetico delle variazioni proposte, corredato da un allegato tecnico per capitoli riferito alle singole missioni). Nel dettaglio, con riferimento alla missione "Difesa e sicurezza del territorio" (che presenta, globalmente, variazioni positive), il programma relativo all'approntamento dei Carabinieri, registra variazioni negative per circa 3.593.000 euro (sia per competenza che per cassa), così come quello relativo all'approntamento e all'impiego delle forze terrestri (31.669.000 euro per la competenza e 32.386.000 per la cassa).
In ordine al programma di approntamento e impiego delle forze navali, risultano invece variazioni positive (15.394.000 per la competenza e 12.871.000 per la cassa), così come per quello relativo alle forze aeree (18.889.000 per la competenza e 24.839.000 per la cassa). In relazione al programma relativo agli interventi non direttamente connessi con l'operatività dello strumento, si registra, per contro, una variazione negativa (26.487.000 euro per competenza e cassa).
Da ultimo, relativamente al programma di pianificazione generale delle Forze armate e approvvigionamenti, si registra invece una rilevante variazione positiva di 182.098.000 per la competenza e 181.035.000 per la cassa.
Conclude proponendo alla Commissione uno schema di parere favorevole sul disegno di legge n. 2008 e uno schema di parere, del pari favorevole, sul disegno di legge n. 2009.
Si apre la discussione generale.