Legislatura 17ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 46 del 25/06/2014

 

AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE    (3ª)

 

MERCOLEDÌ 25 GIUGNO 2014

46ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

CASINI 

 

            Intervengono il vice ministro dell'economia e delle finanze Morando e il sottosegretario di Stato per gli affari esteri Della Vedova.                     

 

La seduta inizia alle ore 8,50.

 

 

IN SEDE REFERENTE 

(1527) Disposizioni concernenti partecipazione a Banche multilaterali di sviluppo per l'America latina e i Caraibi, approvato dalla Camera dei deputati

(Esame e rinvio)

 

     Il relatore PEGORER (PD) illustra il provvedimento in esame, che riguarda l'ampliamento della partecipazione finanziaria dell'Italia alla Banca di sviluppo dei Caraibi e alla Banca interamericana di sviluppo. Sottolinea che l'America latina e i Caraibi rappresentano aree geografiche che, per molte ragioni, tra cui la presenza di una consistente comunità di origine italiana, sono di primaria importanza per la nostra politica estera e che il rafforzamento del nostro contributo alle due banche aumenterà la capacità dell'Italia di incidere sulle politiche di sviluppo nel continente. Sottolinea che, nonostante la situazione di difficoltà dell'economia italiana, l'assunzione di questo impegno avrà ricadute positive per il nostro Paese, come confermato dal fatto che nell'ultimo triennio la Banca interamericana di sviluppo ha finanziato investimenti a favore imprese italiane per oltre 90 milioni di dollari. Ricorda che la Banca di sviluppo dei Caraibi è un'istituzione finanziaria regionale fondata nel 1969 e attualmente composta da 26 Paesi membri, mentre la Banca interamericana di sviluppo, la più grande istituzione di sviluppo multilaterale a carattere regionale, è stata istituita nel 1959 ed è attualmente composta da 48 Stati membri. Si tratta di istituti finanziari che operano in linea con gli obiettivi della politica estera italiana verso i Paesi meno sviluppati, privilegiando le politiche di investimento per la crescita e la stabilità rispetto agli interventi di mero assistenzialismo. Ricorda che il provvedimento in esame autorizza la partecipazione italiana all'aumento di capitale della Banca di sviluppo dei Caraibi con la sottoscrizione di oltre 9300 azioni, per una contropartita di oltre nove milioni di euro, da versare in quattro rate annuali per ciascuno degli anni fino al 2017. Il disegno di legge autorizza altresì la sottoscrizione da parte dell'Italia di 9.800 azioni del capitale della Banca interamericana di sviluppo, per una somma di circa due milioni di euro. Evidenzia, in conclusione, il contenuto dell'articolo 2 del disegno di legge in esame che istituisce la Conferenza Italia-America latina e Caraibi, con la funzione di definire la programmazione degli interventi di sviluppo nei Paesi interessati.

 

         Il presidente CASINI  dichiara aperta la discussione generale.

 

         Il senatore LUCIDI (M5S) chiede ulteriori informazioni sulla tipologia delle iniziative finanziate dalle due banche multilaterali di cui al provvedimento in esame.

 

         Il relatore PEGORER (PD) sottolinea che l'obiettivo dei due istituti è di eliminare gli squilibri sociali nei Paesi interessati, attraverso la concessione di prestiti ai Governi e al settore privato.

 

            Il vice ministro MORANDO rileva che le attività delle banche multilaterali di sviluppo per l'America latina e i Caraibi sono coerenti con le politiche della cooperazione italiana in quelle aree. Sottolinea l'importanza dell'istituzione della Conferenza Italia-America latina e Caraibi, da convocarsi con cadenza biennale, proprio con l'obiettivo di armonizzare i diversi interventi volti a favorire lo sviluppo dei Paesi interessati.

 

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

 

  (1332) Ratifica ed esecuzione del Trattato tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare cinese, in materia di reciproca assistenza giudiziaria penale, fatto a Roma il 7 ottobre 2010

(Seguito e conclusione dell'esame)

 

            Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 1° aprile.

 

     Il presidente CASINI comunica che la Commissione bilancio ha espresso parere non ostativo sul disegno di legge in esame.

           

         Nessuno chiedendo di intervenire, il presidente CASINI, verificata la presenza del numero legale, pone quindi ai voti il mandato al relatore De Cristofaro a riferire favorevolmente all’Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale.

           

            La Commissione approva.

 

 

(1528) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo interno tra i rappresentanti dei Governi degli Stati membri dell'Unione europea, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento degli aiuti dell'Unione europea forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 in applicazione dell'Accordo di partenariato ACP-UE e all'assegnazione di assistenza finanziaria ai Paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato sul funzionamento dell'UE, fatto a Lussemburgo e a Bruxelles, rispettivamente il 24 giugno e il 26 giugno 2013, approvato dalla Camera dei deputati

(Esame e rinvio)

 

Il relatore PEGORER (PD) illustra il provvedimento in esame, già approvato dalla Camera con alcune piccole modifiche, che istituisce l'undicesimo Fondo europeo di sviluppo come strumento finanziario di sostegno alla cooperazione tra l'Unione europea e i Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico (ACP). Ricorda che la cooperazione tra l'Unione europea e i Paesi ACP, avviata con la prima Convenzione di Yaoundé nel 1963, è attualmente realizzata nel quadro dell'Accordo di Cotonou del 2000, che impone agli Stati dell'Unione europea contributi obbligatori per il finanziamento del Fondo europeo di sviluppo finalizzati a promuovere lo sviluppo economico, la promozione della democrazia e la graduale integrazione di quei Paesi nell'economia mondiale. Evidenzia che l'Accordo in esame, che fa seguito alla decisione del Consiglio europeo del febbraio 2013 di destinare complessivamente a questo scopo 30,5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, stabilisce la ripartizione tra i singoli Paesi dell'ammontare del finanziamento, destinato non solo ai Paesi ACP ma anche ai Paesi e territori d'oltremare. In questo modo l'Italia continuerà ad essere il quarto contributore del Fondo europeo di sviluppo, dopo Germania, Francia e Regno Unito, con un contributo di oltre 3,8 miliardi di euro per il periodo di riferimento, pari al 12,5 per cento del volume totale. Evidenzia che il disegno di legge in esame consta di quattro articoli che riguardano l'autorizzazione alla ratifica, l'ordine di esecuzione, la copertura finanziaria e l'entrata in vigore.

 

Il presidente CASINI  dichiara aperta la discussione generale.

 

Il senatore LUCIDI (M5S) rileva la necessità di assicurare il coordinamento tra le politiche del Governo in materia di cooperazione e l'impianto del disegno di legge di riforma della disciplina della cooperazione allo sviluppo, attualmente in discussione in Senato.

 

         Il relatore PEGORER (PD) sottolinea che, con il provvedimento in esame, il nostro Paese partecipa ad un impegno di cooperazione condotto a livello di Unione europea, pienamente in linea con le indicazioni contenute nel progetto di riforma della disciplina di settore.

 

            Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

 

 

IN SEDE CONSULTIVA 

(1429) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione

(Parere alla 1a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo con osservazioni)  

 

            Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 5 giugno.

 

Il presidente CASINI  dichiara aperta la discussione generale.

 

Il senatore AIROLA (M5S), in riferimento alla relazione svolta dal senatore Tonini, esprime la necessità di particolare cautela nell'utilizzo di modelli istituzionali adottati in altri Paesi europei. Rileva l'esigenza di mantenere nel nuovo assetto costituzionale un adeguato bilanciamento dei poteri, attraverso il rafforzamento degli istituti di garanzia. Stigmatizza la svalorizzazione del ruolo del Parlamento, conseguente, tra l'altro, all'attuale eccessivo uso della decretazione d'urgenza.

 

         Il senatore COMPAGNA (NCD) rileva che la composizione del Senato attraverso una forma di elezione di secondo grado renderebbe difficoltosa la costituzione di delegazioni bicamerali nelle Assemblee parlamentari degli organismi internazionali.

 

         Il senatore LUCIDI (M5S) invita a compiere ogni sforzo per adottare soluzioni istituzionali che possano mantenere una certa stabilità nel corso degli anni. Rileva che il superamento dell'attuale sistema bicamerale si scontra con l'esito del referendum costituzionale svoltosi nel 2006. Esprime l'esigenza di rafforzare le funzioni del Senato in relazione alla definizione delle politiche dell'Unione europea.

 

         Il senatore MICHELONI (PD) apprezza il riferimento del relatore Tonini alla questione dei senatori eletti all'estero, concordando sull'inopportunità di mantenere tale rappresentanza in un'Assemblea parlamentare costituita attraverso una forma di elezione di secondo grado. Rileva però che il mantenimento della rappresentanza degli italiani all'estero presso la Camera dei deputati, cioè nel ramo del Parlamento che nel disegno di riforma costituzionale diventerebbe esclusiva depositaria del rapporto di fiducia, potrebbe sollevare numerose obiezioni, anche in relazione al ruolo decisivo che, nel recente passato, a causa di maggioranze parlamentari molto ridotte, i parlamentari eletti all'estero sono stati costretti a svolgere per la tenuta del Governo. Esprime pertanto la preoccupazione che la soppressione della rappresentanza degli italiani all'estero al Senato possa preludere alla sua soppressione anche presso la Camera dei deputati.

 

         Il presidente CASINI  invita a tener conto, nella formulazione del parere, delle osservazioni del senatore Micheloni.

 

         Il senatore AMORUSO (FI-PdL XVII) esprime perplessità sulla configurazione del Senato come organo rappresentativo delle autonomie territoriali.

 

Il relatore TONINI (PD) ricorda che la positiva conclusione del processo di riforma costituzionale rappresenta un'esigenza prioritaria per l'Italia. Sottolinea che il rafforzamento del ruolo del nostro Paese nell'Unione europea è legato anche alla capacità di garantire la stabilità del quadro politico e l'efficienza delle istituzioni, soprattutto in una fase, come quella attuale, di grave crisi economica. Illustra pertanto una proposta di parere, soffermandosi in particolare sul tema della rappresentanza degli italiani all'estero, che deve essere legata alla composizione e alle funzioni del nuovo Senato, sull'opportunità di mantenere al Senato un ruolo nella definizione della politica estera e sull'esigenza di rafforzare le sue funzioni nell'ambito della formazione della legislazione e delle politiche dell'Unione europea.

 

         Il presidente CASINI  esprime apprezzamento per la proposta di parere, sottolineando in particolare l'esigenza di valorizzare il ruolo del Senato come organo di rappresentanza del sistema delle autonomie e di collegamento con l'Unione europea.

 

            Previa verifica del prescritto numero legale, viene quindi posta ai voti la proposta di parere non ostativo con osservazioni (pubblicata in allegato) del relatore sul disegno di legge in titolo, che risulta approvata.

 

            La seduta termina alle ore 9,30.

 

 

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1429

 

 

La 3a Commissione, Affari esteri, emigrazione, esaminato il disegno di legge costituzionale in titolo,

 preso atto che nella seduta del 6 maggio 2014 della Commissione Affari costituzionali esso è stato adottato quale testo base dell'esame in sede referente dei diversi disegni di legge di riforma costituzionale;

rilevata la necessità di concludere il processo di approvazione di riforme istituzionali lungamente attese dal Paese;

preso atto che l'intento riformatore punta ad una complessiva rivisitazione dell'organizzazione costituzionale dello Stato, improntandola ad una razionalizzazione del sistema di governo anche per contribuire a superare la grave crisi economica del Paese;

preso atto che il testo del disegno di legge costituzionale modifica radicalmente il ruolo del Senato della Repubblica nel quadro dei nuovi assetti istituzionali, incidendo sulla sua modalità di elezione, sulla composizione numerica, sulla compartecipazione alla relazione fiduciaria con il Governo, sulla partecipazione al procedimento legislativo;

considerato che nella composizione del Senato non sono previsti rappresentanti eletti nella circoscrizione estero, in ossequio al principio della non elettività diretta dei futuri senatori;

considerato altresì come una siffatta decisione risulti ragionevole e comprensibile nel quadro di un Senato fortemente orientato, per composizione e funzioni, alla associazione delle Regioni al potere legislativo nazionale, mentre possa e debba essere rivista nel caso si opti per un Senato dalla composizione più ampia e varia;

valutato criticamente che il disegno di legge costituzionale non prevede per il Senato funzioni in materia di politica estera e in particolare esclude la competenza sui disegni di legge che autorizzano la ratifica dei trattati internazionali, salva la facoltà residuale di esaminare i disegni di legge già approvati e di proporne eventuali modifiche;

considerato che il disegno di legge costituzionale non puntualizza a sufficienza il possibile ruolo che il futuro Senato delle autonomie, analogamente a molte delle Camere alte dei Parlamenti di altri Paesi membri, potrebbe svolgere con riferimento all'Unione europea, ai rapporti con gli organismi internazionali ed alla dimensione interparlamentare; 

esprime, per quanto di competenza, sul disegno costituzionale in esame parere non ostativo con le seguenti osservazioni:

 che si valuti con l'attenzione che la questione merita il tema della rappresentanza degli italiani all'estero nel Senato, in maniera coerente con le scelte complessive che si deciderà di compiere per la sua composizione e le sue competenze;

che sia maggiormente valorizzato il ruolo del Senato, analogamente a quello delle Camere alte di molti altri Parlamenti europei, con riferimento ai rapporti con l'Unione europea, con gli organismi internazionali e nell'ambito della dimensione interparlamentare;

che nel testo di riforma vengano introdotte disposizioni volte a dare rilievo costituzionale al ruolo che il Trattato di Lisbona attribuisce ai Parlamenti nazionali, nell’ambito del procedimento di formazione della legislazione dell’Unione e in altri ambiti.