Legislatura 17ª - 11ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 80 del 11/06/2014
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Il senatore LEPRI (PD) manifesta preliminarmente la propria personale solidarietà alle critiche sollevate in particolare dal senatore Petrocelli ed alle modalità, che giudica violente e non rispondenti a quel minimo di doveroso rispetto che deve sempre caratterizzare i lavori del Parlamento. Conviene inoltre col Presidente nel ritenere centrale il lavoro che la Commissione sarà chiamata ad affrontare, soprattutto nella fase emendativa. La riforma in questione riveste indubbia importanza, senz'altro superiore allo stesso decreto-legge n. 34, recentemente convertito; certo non risolverà in via definitiva il problema della disoccupazione, che ha bisogno anche di scelte ulteriori e coraggiose, a partire dalla redistribuzione del lavoro, dibattito che pienamente si inserisce nella stessa cultura politica che è alla base del partito cui egli aderisce. Quanto alle questioni di merito, con riferimento all'articolo 1 del decreto-legge e con specifico riferimento al comma 2, lettera a), numero 1, sottolinea l'esigenza di riflettere sulla impossibilità di autorizzare le integrazioni salariali, questione a suo avviso assai delicata e che dovrebbe trovare spiegazione unicamente in casi particolari. Specifica importanza riveste poi il punto 3 del comma 2, relativo alla necessità di regolare l'accesso alla cassa integrazione guadagni solo a seguito di esaurimento delle possibilità contrattuali di riduzione dell'orario di lavoro. Richiama quindi l'attenzione sui contenuti della previsione che consente, a parità di condizioni economiche, la trasformazione da cassa integrazione in deroga in contratto di solidarietà, che rappresenta un tema del tutto rivoluzionario e sottolinea l'esigenza di chiarire la previsione relativa ai contributi delle imprese che finora non sono state chiamate a gestire i fondi comuni di solidarietà.
La grande questione sollevata invece dall'articolo 2 riguarda il rapporto Stato-Regioni, che egli non ritiene sufficientemente chiarito e che d'altro canto risulta profondamente connesso alle modifiche che riguarderanno l'articolo 117 della Costituzione. Allo stato reputa però complicata la dinamica relativa alla selezione tra le attività del Ministero, prefigurando la possibile contraddizione tra attività programmatica delle Regioni e funzione gestionale dell'Agenzia. Va altresì chiarita la relazione esistente tra politiche attive e politiche passive, vale a dire tra Ministero, INPS e programmazioni territoriali operate dalle Regioni. Mentre l'articolo 3 gli pare del tutto condivisibile, segnala, a proposito dell'articolo 4, l'esigenza di chiarire se il contratto a tutele crescenti rappresenti un'ulteriore tipologia contrattuale, ovvero una diversa e semplificata modalità di contratto a tempo determinato. Invita comunque a cassare dalla disposizione l'avverbio "eventualmente", che sembra introdurre nella delega una sorta di facoltizzazione all'esercizio. Quanto al punto a) del comma 1 del medesimo articolo, segnala l'esigenza di estendere il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio, a condizione che non si determini un eccesso di flessibilità. Assai condivisibile reputa invece il contenuto dell'articolo 5, sottolineando l'importanza di salvaguardare la tutela delle detrazioni per i coniugi a carico. In proposito invita altresì ad approfondire le ulteriori modalità finalizzate a favorire un maggiore utilizzo del part-time, che in Italia incontra non pochi ostacoli. Conclusivamente, con riferimento al vincolo di invarianza di spesa che accompagna il provvedimento, suggerisce l'opportunità di assegnare qualche risorsa aggiuntiva dedicata, al fine di garantire la piena realizzazione di una riforma così delicata.