Legislatura 17ª - 11ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 80 del 11/06/2014

         Il senatore BAROZZINO (Misto-SEL) si riporta alle dichiarazioni e in particolare alla memoria trasmessa alla Commissione dai rappresentanti dell'Associazione giuristi democratici, non tacciabile di estremismo, e che giudica il disegno di legge n. 1428, nei suoi tratti principali, assolutamente generico ed incomprensibile. Esprime inoltre un certo fastidio a proposito dei ricorrenti richiami a presunte richieste dell'Europa alle quali ci si dovrebbe attenere, ricordando che, nel corso di una recente audizione, il commissario europeo per l'occupazione Andor ha affermato che le politiche del lavoro non sono di competenza della Commissione europea, bensì dei singoli governi. Ribadisce inoltre che sovente la Commissione sembra esercitarsi su una realtà del lavoro che è solo presunta, e che nulla ha a che fare col reale mondo delle fabbriche e delle officine, di cui egli stesso è testimone. In proposito ricorda il modello dell'eccellenza rappresentato dalla FIAT di Melfi, a testimonianza che, quando il lavoratore è soddisfatto del lavoro che esegue e non è intimorito da elementi esterni, finisce col rendere di più e meglio. La Commissione lavoro avrebbe dunque il dovere di tutelare la dignità dei lavoratori, e non di umiliare il mondo del lavoro. Quanto poi alle presunte richieste dell'Europa, ricorda che a Göteborg, nota città di un noto Paese dell'Unione europea, è in corso la sperimentazione delle 30 ore lavorative a settimana. Seguendo questo inquadramento logico, il suo Gruppo ha presentato emendamenti al decreto-legge n. 66, contenente misure urgenti in materia di giustizia sociale, che avrebbero consentito l'incremento di 200-250 euro mensili a ciascun lavoratore in cassa integrazione a zero ore, per il quale tale cifra rappresenta un incremento ben più concreto degli 80 euro concessi dal Governo. Sono queste le misure finalizzate a costruire un autentico Stato sociale, dove nessun cittadino viene lasciato da solo. Peraltro Italia e Grecia risultano le uniche nazioni appartenenti all'Unione europea nelle quali non è stato costituito il reddito minimo di cittadinanza. In Italia si registra inoltre il 46 per cento di disoccupazione giovanile e si raggiunge un tasso del 13 per cento di disoccupazione a livello generale, come testimoniato dalle più recenti rilevazioni. Egli si dichiara pienamente disponibile all'ascolto anche di posizioni che non condivide, ma non riscontra analogo atteggiamento rispettoso nei suoi confronti. Quanto alla possibilità di includere all'interno del disegno di legge delega alcune norme relative alla sicurezza, dichiara comunque di non condividere alcuna linea finalizzata a semplificazioni, che vengono adottate unicamente per favorire i datori di lavoro. Ribadisce infine la propria disponibilità a discutere approfonditamente la materia, sottolineando l'esigenza di un confronto diretto della Commissione, in particolare con le categorie più disagiate.