Legislatura 17ª - 11ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 80 del 11/06/2014

 

LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE    (11ª)

 

MERCOLEDÌ 11 GIUGNO 2014

80ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

SACCONI 

 

            Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Teresa Bellanova.      

 

 

            La seduta inizia alle ore 15,10.

 

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE  

 

     Il presidente SACCONI, relatore dei disegni di legge nn. 1428 e connessi, dà prioritariamente conto dell'animato dibattito che si è svolto nell'Ufficio di Presidenza della Commissione testé conclusosi, annunciando che si è convenuto di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti al suddetto disegno di legge, assunto dalla Commissione come testo base, alle ore 10 di martedì 24 giugno.

 

            La Commissione prende atto.

 

 

IN SEDE CONSULTIVA 

 

Schema di decreto ministeriale concernente regolamento recante sgravi fiscali e sgravi contributivi a favore di imprese che assumono lavoratori detenuti (n. 97)

(Osservazioni alla 2a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli con rilievi) 

 

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.

 

Il PRESIDENTE ricorda che in tale occasione la relatrice Favero ha concluso la propria illustrazione con una proposta di osservazioni destinate alla Commissione di merito (pubblicata in allegato alla seduta di ieri).

 

Nessuno chiedendo di intervenire, presente il prescritto numero di senatori, la proposta di osservazioni, favorevoli con rilievi, viene messa ai voti e approvata, col voto contrario della senatrice MUNERATO (LN-Aut).

 

 

IN SEDE REFERENTE 

 

(1428) Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro  

(24) ZELLER e BERGER.  -  Disposizioni in favore delle madri lavoratrici in materia di età pensionabile  

(103) Maria Grazia GATTI ed altri.  -  Disciplina delle modalità di sottoscrizione della lettera di dimissioni volontarie e della lettera di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro  

(165) Laura BIANCONI.  -  Disposizioni in materia di agevolazioni per la conciliazione dei tempi delle lavoratrici autonome appartenenti al settore dell'imprenditoria, del commercio, dell'artigianato e dell'agricoltura  

(180) Rita GHEDINI ed altri.  -  Misure a sostegno della genitorialità, della condivisione e della conciliazione familiare  

(183) Rita GHEDINI ed altri.  -  Norme applicative dell'articolo 4, commi da 16 a 23, della legge 28 giugno 2012, n. 92, in materia di contrasto al fenomeno delle dimissioni in bianco  

(199) ICHINO ed altri.  -  Misure per favorire l'invecchiamento attivo, il pensionamento flessibile, l'occupazione degli anziani e dei giovani e per l'incremento della domanda di lavoro  

(203) Loredana DE PETRIS ed altri.  -  Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonché del prestatore d'opera e della prestatrice d'opera  

(219) Silvana Andreina COMAROLI ed altri.  -  Disposizioni temporanee in materia di contratti di lavoro, concernenti l'introduzione di clausole di flessibilità oraria e di modificazione delle mansioni del lavoratore con l'applicazione di misure indennitarie e l'attuazione di programmi di formazione professionale  

(263) SANGALLI ed altri.  -  Agevolazioni fiscali per l'assunzione di manager e consulenti di direzione nelle piccole e medie imprese  

(349) DE POLI.  -  Modifica all'articolo 8 della legge 23 luglio 1991, n. 223, concernente l'applicazione, in caso di trasferimento d'azienda, dei benefici economici previsti per i datori di lavoro che assumono lavoratori in mobilità  

(482) DE POLI.  -  Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di rafforzamento dell'istituto del congedo parentale a sostegno dei genitori di bambini nati prematuri o gravemente immaturi ovvero portatori di gravi handicap  

(500) DE POLI.  -  Modifica all'articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e all'articolo 4 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, in materia di agevolazioni per la ricollocazione di lavoratori licenziati da privati datori di lavoro non imprenditori  

(555) ICHINO ed altri.  -  Misure sperimentali per la promozione dell'occupazione e il superamento del dualismo fra lavoratori protetti e non protetti. Modifiche alla legge 28 giugno 2012, n. 92, in materia di contratto a termine, di lavoro intermittente e di associazione in partecipazione  

(571) BITONCI.  -  Disciplina del documento unico di regolarità contributiva  

(625) BERGER ed altri.  -  Modifica all'articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, in materia di semplificazione della disciplina del lavoro occasionale in agricoltura  

(716) NENCINI.  -  Disposizioni per favorire il reinserimento dei lavoratori espulsi precocemente dal mondo del lavoro e per il sostegno ai disoccupati di lunga durata, non più ricollocabili, prossimi alla pensione in ragione dell'età e del monte contributi versati  

(727) BAROZZINO ed altri.  -  Ripristino delle disposizioni in materia di reintegrazione nel posto di lavoro di cui all'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300  

(893) Sara PAGLINI ed altri.  -  Ripristino delle disposizioni in materia di reintegrazione del posto di lavoro di cui all'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300  

(936) DI MAGGIO ed altri.  -  Disposizioni per promuovere la conservazione e la valorizzazione del capitale umano nelle imprese attraverso progetti di riqualificazione che possono includere attività produttiva connessa all'apprendimento  

(1100) FRAVEZZI ed altri.  -  Modifica all'articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, in materia di semplificazione della normativa relativa alle prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio nel settore agricolo  

(1152) Loredana DE PETRIS ed altri.  -  Istituzione del reddito minimo garantito  

(1221) ICHINO ed altri.  -  Disposizioni volte a favorire l'utilizzazione in attività di utilità pubblica delle competenze e capacità delle persone sospese dalla prestazione lavorativa contrattuale con intervento della cassa integrazione guadagni  

(1279) SACCONI ed altri.  -  Delega per la predisposizione di uno Statuto dei lavori e disposizioni urgenti in materia di lavoro  

(1312) Mariarosaria ROSSI ed altri.  -  Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, in materia di apprendistato di riqualificazione  

(1409) Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione consensuale del contratto di lavoro per dimissioni volontarie, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Vendola ed altri; Teresa Bellanova ed altri

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio) 

 

            Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta di ieri.

 

     Il senatore PETROCELLI (M5S) rileva che il disegno di legge delega del Governo, per strutturazione e disposizione, gli ricorda il sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi avvenuto nel 1527. Mutati i protagonisti, i barbari possono semplicemente essere identificati nei partiti di governo, nell'esecutivo e in una stampa bassamente padronale. In questo processo che nulla ha di democratico, il popolo viene a tratti illuso, dileggiato o ricattato, come dimostra quanto disposto a proposito della Cassa integrazione e come rappresentato da quella figura degli "esodati" insipientemente creata dalla legge Fornero. Di fatto Governo e maggioranza rispondono unitamente ai padroni dei rispettivi partiti, che sostanzialmente coincidono con quelli delle banche e del mondo dell'editoria e della comunicazione. Eppure la soluzione della problematica degli esodati sarebbe assai semplice, risiedendo nella semplice restituzione agli appartenenti a tale categoria il loro legittimo diritto di regolare il rapporto di lavoro sulla base delle norme precedenti. L'argomento della mancanza di copertura è anch'esso una menzogna, perché le risorse potrebbero facilmente essere rinvenute evitando l'acquisto di sistemi d'arma inutili, eliminando le presidenze di alcuni enti scandalosamente strapagate, che consentono la titolarità di svariate posizioni apicali, tra loro spesso in evidente conflitto, e rivedendo le modalità di accesso alla dirigenza pubblica. In questo senso l'affidamento della presidenza della Commissione al presidente Sacconi, di cui è noto il percorso politico, appare in piena continuità con questa logica; tutte le misure in materia di mercato del lavoro fin qui adottate consentono la sostanziale legalizzazione della precarietà, decisa e praticata tra circoli di amici e con la complicità dei sindacati. Compaiono così nel provvedimento ben otto possibili situazioni di contratto a tempo determinato, comunque non sufficienti ad obbligare i datori di lavoro ad assumere il lavoratore. Con il provvedimento di delega, per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, si sta organizzando una sorta di elemosina di Stato, che contrasta direttamente con quella proposta di reddito di cittadinanza che il suo Gruppo ha avanzato fin dal proprio insediamento in Parlamento. Il testo dell'articolo 1 della Costituzione viene ridotto ad un ossimoro, atteso che il provvedimento non contiene alcuna misura seria finalizzata a favorire l'occupazione, ma unicamente la legalizzazione degli interessi dei padroni dello Stato. Il sistema parte d'altronde da lontano, vale a dire da quando l'onorevole Craxi, con la complicità della maggioranza pentapartita, abolì il meccanismo della cosiddetta scala mobile. Il Governo Renzi e la sua maggioranza sembrano dunque ignorare come il tasso della disoccupazione giovanile sia oggi del 40 per cento e che la più parte dei lavoratori siano in realtà parzialmente occupati o sottoccupati.

           

         Il presidente relatore SACCONI evidenzia che la personalizzazione dell'avversario e la criminalizzazione delle sue idee sono meccanismi pericolosi, tali da indurre menti fragili ad azioni sconsiderate, ed invita il senatore Petrocelli e quanti intendessero ricorrere alla stessa metodica oratoria a ricordare i tragici precedenti, anche recenti, che questi atteggiamenti hanno indotto nella storia italiana.

 

         Il senatore BAROZZINO (Misto-SEL) si riporta alle dichiarazioni e in particolare alla memoria trasmessa alla Commissione dai rappresentanti dell'Associazione giuristi democratici, non tacciabile di estremismo, e che giudica il disegno di legge n. 1428, nei suoi tratti principali, assolutamente generico ed incomprensibile. Esprime inoltre un certo fastidio a proposito dei ricorrenti richiami a presunte richieste dell'Europa alle quali ci si dovrebbe attenere, ricordando che, nel corso di una recente audizione, il commissario europeo per l'occupazione Andor ha affermato che le politiche del lavoro non sono di competenza della Commissione europea, bensì dei singoli governi. Ribadisce inoltre che sovente la Commissione sembra esercitarsi su una realtà del lavoro che è solo presunta, e che nulla ha a che fare col reale mondo delle fabbriche e delle officine, di cui egli stesso è testimone. In proposito ricorda il modello dell'eccellenza rappresentato dalla FIAT di Melfi, a testimonianza che, quando il lavoratore è soddisfatto del lavoro che esegue e non è intimorito da elementi esterni, finisce col rendere di più e meglio. La Commissione lavoro avrebbe dunque il dovere di tutelare la dignità dei lavoratori, e non di umiliare il mondo del lavoro. Quanto poi alle presunte richieste dell'Europa, ricorda che a Göteborg, nota città di un noto Paese dell'Unione europea, è in corso la sperimentazione delle 30 ore lavorative a settimana. Seguendo questo inquadramento logico, il suo Gruppo ha presentato emendamenti al decreto-legge n. 66, contenente misure urgenti in materia di giustizia sociale, che avrebbero consentito l'incremento di 200-250 euro mensili a ciascun lavoratore in cassa integrazione a zero ore, per il quale tale cifra rappresenta un incremento ben più concreto degli 80 euro concessi dal Governo. Sono queste le misure finalizzate a costruire un autentico Stato sociale, dove nessun cittadino viene lasciato da solo. Peraltro Italia e Grecia risultano le uniche nazioni appartenenti all'Unione europea nelle quali non è stato costituito il reddito minimo di cittadinanza. In Italia si registra inoltre il 46 per cento di disoccupazione giovanile e si raggiunge un tasso del 13 per cento di disoccupazione a livello generale, come testimoniato dalle più recenti rilevazioni. Egli si dichiara pienamente disponibile all'ascolto anche di posizioni che non condivide, ma non riscontra analogo atteggiamento rispettoso nei suoi confronti. Quanto alla possibilità di includere all'interno del disegno di legge delega alcune norme relative alla sicurezza, dichiara comunque di non condividere alcuna linea finalizzata a semplificazioni, che vengono adottate unicamente per favorire i datori di lavoro. Ribadisce infine la propria disponibilità a discutere approfonditamente la materia, sottolineando l'esigenza di un confronto diretto della Commissione, in particolare con le categorie più disagiate.

           

         Il senatore LEPRI (PD) manifesta preliminarmente la propria personale solidarietà alle critiche sollevate in particolare dal senatore Petrocelli ed alle modalità, che giudica violente e non rispondenti a quel minimo di doveroso rispetto che deve sempre caratterizzare i lavori del Parlamento. Conviene inoltre col Presidente nel ritenere centrale il lavoro che la Commissione sarà chiamata ad affrontare, soprattutto nella fase emendativa. La riforma in questione riveste indubbia importanza, senz'altro superiore allo stesso decreto-legge n. 34, recentemente convertito; certo non risolverà in via definitiva il problema della disoccupazione, che ha bisogno anche di scelte ulteriori e coraggiose, a partire dalla redistribuzione del lavoro, dibattito che pienamente si inserisce nella stessa cultura politica che è alla base del partito cui egli aderisce. Quanto alle questioni di merito, con riferimento all'articolo 1 del decreto-legge e con specifico riferimento al comma 2, lettera a), numero 1, sottolinea l'esigenza di riflettere sulla impossibilità di autorizzare le integrazioni salariali, questione a suo avviso assai delicata e che dovrebbe trovare spiegazione unicamente in casi particolari. Specifica importanza riveste poi il punto 3 del comma 2, relativo alla necessità di regolare l'accesso alla cassa integrazione guadagni solo a seguito di esaurimento delle possibilità contrattuali di riduzione dell'orario di lavoro. Richiama quindi l'attenzione sui contenuti della previsione che consente, a parità di condizioni economiche, la trasformazione da cassa integrazione in deroga in contratto di solidarietà, che rappresenta un tema del tutto rivoluzionario e sottolinea l'esigenza di chiarire la previsione relativa ai contributi delle imprese che finora non sono state chiamate a gestire i fondi comuni di solidarietà.

            La grande questione sollevata invece dall'articolo 2 riguarda il rapporto Stato-Regioni, che egli non ritiene sufficientemente chiarito e che d'altro canto risulta profondamente connesso alle modifiche che riguarderanno l'articolo 117 della Costituzione. Allo stato reputa però complicata la dinamica relativa alla selezione tra le attività del Ministero, prefigurando la possibile contraddizione tra attività programmatica delle Regioni e funzione gestionale dell'Agenzia. Va altresì chiarita la relazione esistente tra politiche attive e politiche passive, vale a dire tra Ministero, INPS e programmazioni territoriali operate dalle Regioni. Mentre l'articolo 3 gli pare del tutto condivisibile, segnala, a proposito dell'articolo 4, l'esigenza di chiarire se il contratto a tutele crescenti rappresenti un'ulteriore tipologia contrattuale, ovvero una diversa e semplificata modalità di contratto a tempo determinato. Invita comunque a cassare dalla disposizione l'avverbio "eventualmente", che sembra introdurre nella delega una sorta di facoltizzazione all'esercizio. Quanto al punto a) del comma 1 del medesimo articolo, segnala l'esigenza di estendere il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio, a condizione che non si determini un eccesso di flessibilità. Assai condivisibile reputa invece il contenuto dell'articolo 5, sottolineando l'importanza di salvaguardare la tutela delle detrazioni per i coniugi a carico. In proposito invita altresì ad approfondire le ulteriori modalità finalizzate a favorire un maggiore utilizzo del part-time, che in Italia incontra non pochi ostacoli. Conclusivamente, con riferimento al vincolo di invarianza di spesa che accompagna il provvedimento, suggerisce l'opportunità di assegnare qualche risorsa aggiuntiva dedicata, al fine di garantire la piena realizzazione di una riforma così delicata.

 

         Ha quindi la parola la senatrice BERTOROTTA (M5S), la quale si sofferma in particolare sulle misure relative al sostegno alla maternità ed alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, che dovrebbero riguardare evidentemente non solo il mondo privato ma anche quello della pubblica amministrazione. Si tratta peraltro di misure finalizzate anche a tutelare i datori di lavoro, eventualmente attraverso il telelavoro o con il recupero delle ore perdute. Segnala altresì il problema delle madri impossibilitate ad inserirsi nel mondo del lavoro perché appartenenti a famiglie numerose, sottolineando l'esigenza di agevolare le famiglie composte da un numero maggiore di cinque membri. Infine auspica l'innalzamento della soglia del reddito, anche al fine di conseguire una drastica riduzione del lavoro nero.

 

         Anche a giudizio della senatrice PAGLINI (M5S) il disegno di legge delega rappresenta un'opportunità storica in un momento davvero tragico dal punto di vista sociale. In questo senso il Parlamento ha il dovere di fornire risposte tempestive ed efficaci, anche per riparare alla situazione di confusione legislativa che si è verificata. Da ciò la necessità di coniugare l'esigenza di una velocizzazione dell'esame del provvedimento, facendo tuttavia in modo che esso risulti veramente risolutivo dei problemi dei cittadini italiani. L'atteggiamento del suo Gruppo è a questo proposito propositivo, animato dall'intenzione di individuare le migliori soluzioni e consentire alla Commissione di fornire risposte efficaci alla drammatica situazione nella quale versano molti cittadini. Una questione fondamentale sulla quale è necessario riflettere è rappresentata dagli ammortizzatori sociali. L'articolo 1 del disegno di legge, contenente la delega in materia, dà tuttavia per scontato che il cittadino abbia alle spalle una propria storia lavorativa. Occorrerebbe un approccio che tenesse conto della diversità dei sistemi produttivi, nonché della difficoltà di individuare forme di semplificazione diversificate, in relazione alla varietà e alla molteplicità dei settori. Gli attuali tassi di disoccupazione hanno infatti raggiunto vette da allarme rosso, e lo svantaggio maggiore pesa sulle donne giovani e sulle aree meridionali del Paese. Per queste ragioni la disanima del provvedimento richiede una congrua tempistica di svolgimento che consenta un esame adeguato di tematiche di così ampia portata, ricorrendo eventualmente a comitati ristretti o gruppi di lavoro specifici, dedicati a singole materie. Le disposizioni che verranno varate dalla Commissione dovrebbero infatti consentire il recupero dell'attuale gap esistente in quello che il senatore Ichino e il ministro Poletti definiscono "mercato" del lavoro, mentre lei preferirebbe riferirsi piuttosto al "mondo" del lavoro. Il suo Gruppo ha d'altro canto ribadito l'urgenza di aprire una nuova fase nell'applicazione degli ammortizzatori sociali, tale da consentire un'azione diretta a favore del cittadino che perda il lavoro e resti disoccupato. Ulteriori perplessità si appuntano sulla cosiddetta Agenzia nazionale del lavoro, di cui all'articolo 2 del disegno di legge, che tuttavia non ne specifica la composizione e la struttura organizzativa. Tutte queste tematiche sono state d'altro canto oggetto di emendamenti presentati dal suo Gruppo nel corso dell'esame dell'ultima legge di stabilità e del decreto-legge n. 66, e trovano il loro caposaldo nell'istituzione del reddito di cittadinanza.

 

         Il senatore PUGLIA (M5S) richiama la profondità del concetto espresso dall'articolo 1 della Costituzione, che attribuisce al lavoro il valore di fondamento della Repubblica collegando ad esso la dignità del soggetto, e sottolinea il suo disagio nel considerare la profonda divaricazione esistente tra la realtà concreta e tale disposizione cardine della Carta costituzionale.

 

         In considerazione dell'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, il presidente relatore SACCONI dichiara quindi chiusa la seduta e rinvia il seguito dell'esame congiunto alla seduta convocata per domani, alle ore 8.30.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

 

            La seduta termina alle ore 16,30.