Legislatura 17ª - 12ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 120 del 04/06/2014

La presidente DE BIASI (PD), in qualità di relatrice, replica agli interventi svolti in sede di discussione generale.

Il testo base adottato dalla Commissione di merito, essendo d'iniziativa governativa, ha certamente inciso sulla fisionomia del dibattito, ma ciò non ha impedito una discussione ampia, profonda ed articolata.

Come rilevato da diversi degli oratori, il testo presenta alcuni profili suscettibili di chiarificazione, soprattutto in tema di riparto delle competenze legislative e di definizione delle funzioni del Senato, ma introduce opportunamente alcuni correttivi ormai improcrastinabili al Titolo V della parte II della Costituzione e, correlativamente, al sistema bicamerale. Per ciò che attiene alla tutela della salute, il testo persegue il fine, del tutto condivisibile, di assicurare uniformità nella fruizione dell'assistenza sanitaria, ponendo le premesse per il superamento degli eccessivi divari tra i vari servizi sanitari regionali, tali ormai da determinare un vulnus ai principi sanciti dagli articoli 3 e 32 della Costituzione. Tale esigenza è sottesa alla scelta di attribuire allo Stato la potestà legislativa esclusiva sulle norme per la tutela della salute, lasciando in capo alle regioni la disciplina organizzativa dei servizi sanitari: in questo modo vengono contemperate le esigenze di mantenimento di un adeguato decentramento legislativo con quelle di garanzia di uniformità dell'assistenza sanitaria, evitando i rischi di un nuovo centralismo regionale, tale da portare all'emersione di ventuno diversi sistemi sanitari. Grazie a tali correttivi, potranno essere fugati i dubbi e i giudizi, talora ingenerosi, sul funzionamento del Servizio sanitario nazionale, fermo restando che le scelte di merito relative alle politiche sanitarie non sono suscettibili di essere assunte con disposizioni di rango costituzionale, che possono solo delineare il quadro ordinamentale di riferimento. Il nuovo riparto di competenze legislative va peraltro posto in relazione al superamento del bicameralismo paritario: in tale ottica, appaiono condivisibili gli inviti a definire con maggiore chiarezza, e rafforzare, il ruolo del Senato delle Autonomie, che può divenire l'architrave del sistema, consentendo alle istituzioni territoriali di partecipare al processo di formazione della volontà del legislatore statale e di svolgere anche penetranti funzioni di controllo e di garanzia.

Ciò premesso, la relatrice illustra uno schema di parere favorevole con osservazioni.

 Ferma restando la valutazione complessivamente positiva del testo, si prefigurano diversi possibili interventi migliorativi, volti a: rafforzare il ruolo del Senato nell'ambito del procedimento legislativo, in riferimento alle leggi di interesse lato sensu sanitario, incluse quelle concernenti le politiche sociali; rendere maggiormente perspicuo il riparto di competenze legislative; integrare la clausola di supremazia, introducendo la possibilità di intervento statale anche al fine di tutelare i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali; introdurre, quale contrappeso alla clausola di supremazia statale, la previsione di disposizioni regionali suppletive e cedevoli in caso di inerzia del legislatore statale; attribuire al Senato, in via esclusiva, proprio in ragione della mancanza del rapporto fiduciario con il Governo, il potere d'inchiesta parlamentare, almeno nel settore della tutela della salute; consentire, infine, trasferimenti vincolati dallo Stato alle regioni, anche al di fuori delle materie di competenza statale, al fine di garantire l'uniforme erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.

 

Si passa quindi alle dichiarazioni di voto.