Legislatura 17ª - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 178 del 26/02/2014

 

BILANCIO    (5ª)

 

MERCOLEDÌ 26 FEBBRAIO 2014

178ª Seduta (pomeridiana)

 

Presidenza del Presidente

AZZOLLINI 

 

            Interviene il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Galletti.                                                                                                                                                                                        

  

            La seduta inizia alle ore 15,15.

 

SULLA DECADENZA DEL DECRETO-LEGGE N. 151 DEL 2013  

 

      Il senatore D'ALI' (NCD) chiede al Presidente di avere chiarimenti se la Presidenza del Senato fosse al corrente, già nel corso della mattinata, dell'intenzione del Governo di lasciar decadere il decreto-legge n. 151 del 2013 (cosiddetto "salva-Roma") approvato, in prima lettura, da questo ramo del Parlamento. Infatti, se la questione si rivelasse fondata, sarebbe stata compiuta una grave scorrettezza nei confronti del Senato che ha proceduto in tempi rapidissimi alla conversione del decreto-legge cosiddetto "milleproroghe", modificato dalla Camera dei deputati, a pochi giorni dalla decadenza. Evidenzia, altresì, come il Governo abbia adottato una condotta scorretta nei confronti del Senato che, sulla base della Costituzione vigente, riveste un ruolo istituzionale e politico non inferiore a quello della Camera dei deputati e annuncia sin d'ora che non sarà più disponibile a votare in modo responsabile, come ha fatto fino a questo momento, qualunque provvedimento sul quale i due rami del Parlamento manifestino, tra loro, un rispetto reciproco, come è sempre accaduto in passato.

 

            Il senatore URAS (Misto-SEL) ricorda che questa Commissione e il Senato hanno approvato, in prima lettura, il disegno di legge n. 1215 di conversione del decreto n. 151, ritenendolo un compromesso accettabile, onde scongiurare il grave dissesto finanziario del Comune di Roma. Alla luce della scelta del Governo di non insistere per la conversione del decreto, si vengono a determinare delle problematiche di carattere istituzionale, che richiedono attenzione e consapevolezza circa le soluzioni da adottare per uscire da questa situazione politicamente e istituzionalmente poco apprezzabile.  

 

            La senatrice COMAROLI (LN-Aut), ricollegandosi alle perplessità sollevate dal senatore D'Alì, ritiene che il Presidente di turno non fosse a conoscenza dell'intenzione del Governo di lasciar decadere il decreto-legge n. 151 e fa presente che, in merito all'esame del decreto cosiddetto "milleproroghe", era stata raggiunta un'intesa per garantirne rapidamente l'approvazione in via definitiva.

 

            La senatrice ZANONI (PD) considera grave la decisione del Governo di non insistere per la conversione del decreto-legge n. 151 del 2013, in quanto tale scelta comporta conseguenze negative per l'intero Paese: infatti, l'espressione "salva-Roma" rientra in una semplificazione di carattere giornalistico, che mette in ombra le numerose norme delicate ed importanti per l'intera realtà delle autonomie territoriali. Peraltro, la decadenza del decreto comporta anche la mancata approvazione della clausola che faceva salvi gli atti e gli effetti prodottisi in conseguenza del primo decreto in materia di enti locali (n. 126 del 2013), ritirato dal precedente Governo. In conclusione, stigmatizza una scelta dettata da mere ragioni di immagine, che nulla hanno a che fare con l'interesse generale del Paese.

 

            Il senatore MANDELLI (FI-PdL XVII) considera inaccettabile il metodo di lavoro adottato dal Governo e, nell'esprimere il proprio sconcerto, ritiene necessario approfondire le conseguenze di tale scelta.

 

            Il senatore MILO (GAL) fa presente come la decisione adottata dal nuovo Governo non susciti in lui né meraviglia né sconcerto, in quanto si è adottato un metodo decisionale analogo a quello che ha portato alla sostituzione del governo Letta.  Nel rilevare come la situazione che ci si trova dinnanzi derivi da problemi interni al Partito democratico, osserva che, analogamente a quanto fatto con il Presidente del Consiglio Letta, oggi si vuole applicare uno schema analogo nei confronti del sindaco di Roma.

            Ricorda, poi, di aver contribuito, con il suo Gruppo, in maniera costruttiva all'esame di entrambi i decreti-legge in materia di enti locali e fa presente come il Governo, al contrario, sia venuto meno ad impegni presi nei confronti di questo ramo del Parlamento che, peraltro, proprio pochi giorni fa, ha garantito la tempestiva conversione del decreto-legge n. 145 del 2013, (cosiddetto "destinazione Italia"), prossimo alla decadenza, senza sostanziale possibilità di emendarlo.

 

            Il presidente AZZOLLINI (NCD) reputa molto gravi le conseguenze della decisione del Governo di lasciar decadere il decreto-legge n. 151, sottolineando come tale scelta possa favorire, in futuro, impreviste degenerazioni nei rapporti tra le due Camere, che si sono sempre contraddistinti per un reciproco fair play istituzionale.

            Nel ricollegarsi al decreto-legge n. 145 ("destinazione Italia"), ricorda, quindi, che esso rappresenta solo l'ultimo dei provvedimenti di decretazione trasmessi dalla Camera dei deputati in prossimità della decadenza e per i quali il Senato in generale, e questa Commissione in particolare, hanno costantemente garantito la rapida conversione, prevenendo la paralisi del corretto funzionamento del sistema bicamerale

            Stigmatizza, quindi, la condotta del Governo, che rischia oltretutto di suscitare reazioni che possono prevalere sulla razionalità dei comportamenti. Ricorda che la Costituzione vigente attribuisce un ruolo paritario ad entrambe le Camere. Il Senato ha dimostrato fin qui un senso di responsabilità maggiore rispetto all'altro ramo del Parlamento, garantendo la conversione in legge di tutti i provvedimenti d'urgenza. Nel riservarsi di prendere i necessari contatti con la Presidenza del Senato per segnalare questo disagio e la necessità di superarne le ragioni, anche in considerazione della medesima legittimazione popolare dei rappresentanti dei due rami del Parlamento, osserva peraltro come un utilizzo strumentale delle procedure parlamentari possa, nel lungo termine, nuocere al Governo.

            La decadenza del decreto-legge n. 151 determina problemi destinati a riflettersi sul contenuto del disegno di legge n. 1322, per il quale l'esame in sede deliberante sarà percorribile solo in presenza della disponibilità di tutti i Gruppi.

            Nel ribadire l'intenzione di prendere gli opportuni contatti con il Presidente del Senato nei termini già espressi, anche al fine di garantire una tempistica ragionevole per l'esame del disegno di legge n. 1322, chiede anche al ministro Galletti di riferire sui termini di questo dibattito al Presidente del Consiglio, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, facendo presente come la Commissione bilancio del Senato sia fermamente intenzionata a proseguire il proprio lavoro con la serietà istituzionale con cui ha sempre portato a termine i propri compiti.

 

            Il senatore MILO (GAL) ribadisce la stretta connessione esistente tra il disegno di legge n. 1322 e il decreto-legge n. 151 del 2013, ricordando che mentre nel disegno di legge attuale sono confluiti gli emendamenti al decreto approvati dalla Commissione e poi giudicati improponibili dalla Presidenza del Senato, rischiano di rimanere fuori quelli giudicati invece ammissibili, approvati dall'Assemblea del Senato, ed ora decaduti insieme al testo originario del decreto-legge.

            Non esclude, inoltre, qualora non dovessero essere forniti i necessari chiarimenti volti a risolvere i problemi conseguenti alla decadenza del decreto, la possibilità, da parte sua, di adottare decisioni emblematiche.   

 

            La senatrice LANZILLOTTA (SCpI) rileva la necessità di svolgere alcune riflessioni sul Regolamento del Senato, laddove non distingue, ai fini del giudizio di improponibilità, le proposte approvate dalla Commissione di merito rispetto a tutti gli altri emendamenti. Sarebbe necessario un filtro più rigoroso per valutare la proponibilità degli emendamenti ai disegni di conversione dei decreti-legge anche in Commissione, eventualmente con un'intesa preventiva con la Presidenza del Senato.

            Considerata, poi, la necessità di giungere ad un'equa ripartizione dei tempi di esame dei decreti tra i due rami del Parlamento, ritiene che sarebbe opportuno prevedere che il disegno di legge di conversione venga, comunque, incardinato in Assemblea, alla scadenza dei trenta giorni, prescindendo dalla conclusione o meno del termine dell'esame in Commissione. Infine, reputa inaccettabile pensare di appesantire il disegno di legge n. 1322, recuperando l'intero decreto-legge n. 151, poiché ciò significherebbe impedirne l'approvazione.

 

            La senatrice BONFRISCO (FI-PdL XVII) evidenzia come la senatrice Lanzillotta, con l'onestà intellettuale che la caratterizza, abbia cercato di individuare anche le quote di responsabilità del Senato nella vicenda che ha portato alla decadenza del decreto-legge n. 151. Tuttavia, ricorda che più volte e, da ultimo, con il decreto cosiddetto "destinazione Italia", il Senato ha dovuto garantire la tempestiva conversione di decreti-legge trasmessi dalla Camera dei deputati a pochi giorni dalla decadenza. Giudica, quindi, preoccupante il cortocircuito innestatosi tra i due rami del Parlamento, stigmatizzando l'atteggiamento dell'Esecutivo che, invece di stemperare tali frizioni, tende ad alimentarle.

            Chiede, pertanto, al Presidente di non avviare l'esame del disegno di legge n. 1322 prima di avere acquisito i necessari chiarimenti istituzionali sul problema che si è venuto a creare a seguito della decadenza del decreto n. 151.

 

            Il senatore SANTINI (PD) ricorda che il disegno di legge n. 1322, assegnato alla Commissione in sede deliberante, contiene comunque delle norme volte ad affrontare problemi incresciosi che richiedono un'urgente soluzione. Pertanto, invita la Presidenza ad avviare l'esame del provvedimento, affrontando contestualmente le problematiche emerse nel corso di questo dibattito.

 

            Il senatore URAS (Misto-SEL) si associa alle considerazioni formulate dal senatore Santini, pur mantenendo ferme le forti perplessità sul decreto-legge n. 151.

 

            Il senatore MILO (GAL) osserva che, in presenza di situazioni straordinarie di necessità ed urgenza il Governo, potrebbe comunque adottare un apposito decreto-legge anche in relazione a talune delle norme contenute nel disegno di legge n. 1322. In ogni caso, manifesta la propria disponibilità ad avviare l'esame del disegno di legge n. 1322, qualora la maggioranza della Commissione sia orientata in tal senso.

 

            Il PRESIDENTE ribadisce, in conclusione, l'intenzione di prendere contatti con il Presidente del Senato, anche al fine di individuare, in futuro, criteri condivisi per la valutazione di proponibilità degli emendamenti, onde evitare che in Assemblea vengano censurate proposte emendative approvate dalla Commissione di merito. 

            Ritiene, poi, che, anche nei momenti di difficoltà di carattere istituzionale, la risposta più efficace consista sempre, nel rispetto delle prerogative della Presidenza, nel proseguire con serietà la propria attività, secondo le procedure previste dal Regolamento.

            Pertanto, giudica opportuno avviare nella seduta di domani l'esame, in sede deliberante, del disegno di legge n. 1322, fermo restando che, fino alla votazione finale, sarà comunque possibile, come previsto dalla Costituzione e dall'articolo 35, comma 2, del Regolamento, che un quinto dei componenti della Commissione ovvero un decimo dei componenti dell'Assemblea o il Governo ottengano l'esame del provvedimento da parte dell'Assemblea.

 

IN SEDE CONSULTIVA 

 

(1248) Conversione in legge del decreto-legge 16 gennaio 2014, n. 2, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione

(Parere all'Assemblea sugli emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame. Parere in parte non ostativo, in parte non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione)

 

Riprende l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana.

 

Il ministro GALLETTI propone una riformulazione dell'emendamento 3.103, al fine di individuare la corretta copertura finanziaria.

 

Il PRESIDENTE, nel ringraziare il rappresentante del Governo, fa poi presente che non vi sono osservazioni da formulare sul nuovo emendamento 3.102 (testo 2), trasmesso dall'Assemblea.

 

Il relatore VERDUCCI (PD) propone, quindi, l'approvazione di un parere del seguente tenore: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'emendamento 3.103, precedentemente accantonato, e l'ulteriore proposta 3.102 (testo 2), trasmessi dall'Assemblea e relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, quanto all'emendamento 3.103, parere non ostativo, condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione delle parole: ", a decorrere dal 1° gennaio 2014," con le seguenti: "per l'anno 2014", all'inserimento, dopo il primo periodo, dei seguenti: "Al relativo onere, pari a 5 milioni di euro, per l'anno 2014, si provvede mediante riduzione della dotazione del fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'interno, ai sensi dell'articolo 2, comma 616, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio", nonché alla soppressione delle parole da: "Conseguentemente" fino alla fine.         Il parere è di nulla osta sull'emendamento 3.102 (testo 2).".

 

La Commissione approva.

 

La seduta termina alle ore 16.