Legislatura 17ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 528 del 15/11/2017

     Il relatore CASSINELLI (FI-PdL XVII) illustra il disegno di legge in titolo, già approvato in sede legislativa dalla I Commissione della Camera dei deputati.

Il provvedimento si compone di un solo articolo. Il comma 1 stabilisce che la Repubblica riconosce il testo del «Canto degli italiani» di Goffredo Mameli e lo spartito musicale di Michele Novaro quale proprio inno ufficiale. Il comma 2 prevede che con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, siano stabilite le modalità di esecuzione dell'inno, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera ii), della legge n. 13 del 1991.

Ricorda che Goffredo Mameli, giovane patriota genovese, scrisse l'inno nel settembre del 1847, intitolandolo «Canto degli italiani»; il testo fu musicato dal tenore e compositore Michele Novaro, anch'egli genovese, il 24 novembre dello stesso anno.

L'inno debuttò pubblicamente il 10 dicembre 1847 a Genova, nell’ambito di una commemorazione della rivolta del quartiere di Portoria contro gli occupanti asburgici durante la guerra di successione austriaca. Sebbene proibito dalle autorità sabaude, a causa dell'ispirazione repubblicana e giacobina del suo autore, ben presto si diffuse tra i combattenti, divenendo il canto più amato e popolare del Risorgimento italiano e degli anni successivi all'unificazione. In particolare, venne intonato diffusamente dagli insorti durante le cinque giornate di Milano, dalle folle acclamanti la promulgazione dello Statuto albertino nel 1848, nonché da volontari impegnati nella difesa della Repubblica romana nel 1849. Il Canto fu uno dei brani più popolari anche durante la seconda guerra di indipendenza, intonato nei campi di battaglia a Solferino e San Martino, nonché durante la terza guerra di indipendenza e la presa di Roma nel 1870.

Accantonato durante il ventennio fascista, il brano tornò in auge del secondo dopoguerra. Il 12 ottobre 1946, infatti, un provvedimento del Governo presieduto da Alcide De Gasperi dispose il riconoscimento, in via provvisoria, dell'inno di Mameli quale inno nazionale della Repubblica italiana, da utilizzare nella cerimonia del giuramento delle Forze armate. Tuttavia, negli anni successivi non è stato adottato alcun provvedimento ufficiale per il riconoscimento del Canto quale inno nazionale, sebbene siano state presentate nel tempo diverse proposte di legge in tal senso.

In particolare, nella XIV legislatura sono stati presentati in Senato due progetti di legge, di cui uno costituzionale. Entrambi i progetti di legge hanno iniziato l'esame parlamentare presso la Commissione affari costituzionali del Senato senza tuttavia essere approvati definitivamente. Anche nella XV legislatura è stato avviato, sempre al Senato, l'esame di alcuni disegni di legge in materia, senza giungere alla loro approvazione. Nella XVI legislatura sono stati presentati, sia alla Camera, sia al Senato diversi progetti di legge in materia, tuttavia di nessuno di questi è stato avviato l'esame.

Si ricorda, altresì, che nella medesima legislatura il Parlamento ha approvato la legge n. 222 del 2012, che prescrive l’insegnamento dell’inno di Mameli nelle scuole italiane e riconosce il 17 marzo, data della proclamazione a Torino, nell'anno 1861, dell'Unità d'Italia, quale «Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera».

In conclusione, a distanza di oltre settanta anni dal provvedimento del primo Governo repubblicano che consentì l'uso provvisorio del «Canto degli italiani», il componimento appare meritevole di una legittimazione legislativa che ne sancisca il riconoscimento in tutte le sedi istituzionali.