Legislatura 17ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 528 del 15/11/2017
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Proposta di regolamento recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (n. COM (2017) 481 definitivo)
(Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, dell'atto comunitario sottoposto al parere motivato sulla sussidiarietà. Approvazione della risoluzione: Doc. XVIII, n. 224)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 10 ottobre.
La relatrice BISINELLA (Misto-Fare!) illustra una proposta di risoluzione favorevole, segnalando, in riferimento all'obiettivo di migliorare il grado di trasparenza dei partiti politici europei, l'opportunità di garantire la massima informazione anche sulla provenienza della parte di finanziamento non coperta dal bilancio dell'Unione europea e che i partiti sono tenuti a reperire per proprio conto.
Il senatore MAZZONI (ALA-SCCLP) ricorda che, nel 2017, il Parlamento europeo ha distribuito, a fondazioni e partiti politici, circa 50 milioni di euro. Tali fondi sono stati assegnati anche a soggetti politici rappresentati in modo marginale e, paradossalmente, anche a movimenti nazionalisti che perseguono l'abolizione dell'Unione europea.
L'attuale sistema di ripartizione dei finanziamenti europei, infatti, consente che diversi membri di uno stesso partito nazionale sponsorizzino più di un partito politico europeo, con la conseguenza di un aumento esponenziale dei fondi destinati a partiti e fondazioni.
Pertanto, ritiene condivisibile la modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014, con cui si intende realizzare un'assegnazione dei finanziamenti più trasparente e proporzionata alla effettiva rappresentatività dei partiti politici nel Parlamento europeo.
Tuttavia, in riferimento alla proposta - formulata da alcuni partiti politici europei e dall’amministrazione del Parlamento europeo - di aumentare la soglia di rappresentanza dei partiti da uno a tre deputati, ritiene preferibile elevare almeno a 10 il numero di deputati necessari per presentare domanda di ammissione alla ripartizione dei finanziamenti. Solo in questo modo, a suo avviso, sarà possibile evitare abusi e opacità nell'assegnazione dei fondi pubblici.
Il senatore Mario MAURO (FI-PdL XVII) osserva che il meccanismo adottato dalle istituzioni europee per l'assegnazione di finanziamenti alle fondazioni mutua il sistema in vigore in Germania, che però presenta caratteristiche diverse, in quanto l'attività svolta da questi organismi, nel modello tedesco, è molto più ampia rispetto a quella dei partiti.
A causa di tali difformità, in sede europea si sono poi verificati problemi di trasparenza e abusi del meccanismo di finanziamento, con gravi disparità nell'assegnazione dei contributi pubblici alle fondazioni.
Ritiene opportuno, quindi, che nella fase ascendente i Parlamenti nazionali formulino proposte più stringenti per la revisione del meccanismo di ripartizione dei finanziamenti europei.
La senatrice LO MORO (Art.1-MDP) si associa alle considerazioni dei senatori Mazzoni e Mauro, ritenendo opportuno evidenziare che la modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 appare condivisibile ma altresì insufficiente a evitare il perdurare di opacità nel meccanismo di assegnazione dei fondi pubblici europei.
La senatrice DE PETRIS (Misto-SI-SEL), in merito alla proposta del senatore Mazzoni di aumentare a 10 deputati la soglia di rappresentanza dei partiti per l'ammissione alla ripartizione dei fondi europei, sottolinea che tale criterio finirebbe per penalizzare ulteriormente i partiti di piccole dimensioni, che in Italia peraltro risultano già svantaggiati dall'introduzione della soglia di sbarramento, unico caso nel panorama europeo.
La senatrice BISINELLA (Misto-Fare!) dichiara la propria disponibilità ad accogliere i rilievi formulati. Infatti, sebbene la proposta di regolamento in esame introduca criteri più stringenti al fine di realizzare un significativo avanzamento nella regolamentazione, per ovviare ad eventuali abusi nella ripartizione dei finanziamenti europei che potevano essere posti in essere in base alla normativa precedente, è indubbio che gli obiettivi auspicati non possano considerarsi pienamente raggiunti.
Tuttavia, poiché tale aspetto non attiene specificamente ai profili di proporzionalità e di sussidiarietà, su cui la Commissione è chiamata ad esprimersi, ritiene preferibile che una precisazione nei termini indicati sia inserita nelle premesse.
Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di risoluzione favorevole con osservazioni, avanzata dalla relatrice, pubblicata in allegato.