Legislatura 17ª - 11ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 298 del 01/03/2017
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IN SEDE CONSULTIVA
(2705) Conversione in legge del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13, recante disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale
(Parere alle Commissioni 1a e 2a riunite. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.
La senatrice BENCINI (Misto-Idv) apprezza le indicazioni emerse nella seduta di ieri, in cui si precisa che il rilascio del permesso umanitario non può essere condizionato dallo svolgimento di attività lavorative. Ritiene comunque che la partecipazione alla gestione e alla manutenzione delle strutture ospitanti possa rappresentare un'occasione di integrazione dei richiedenti asilo con le comunità locali.
La senatrice PAGLINI (M5S) riconosce che il coinvolgimento in occasioni di lavoro costituisce un'opportunità importante di confronto con le comunità locali. A tal fine auspica che i richiedenti asilo possano svolgere anche attività di insegnamento della lingua e della cultura dei propri Paesi di origine e che possano essere inoltre impiegati in lavori socialmente utili.
Il presidente SACCONI (AP (Ncd-CpE)), relatore, dà conto di uno schema di parere, allegato al resoconto, che fa riferimento agli elementi emersi nel corso del dibattito. In primo luogo, sottolinea il richiamo a non promuovere attività lavorative dei richiedenti asilo a favore delle comunità di accoglienza che comportino oneri di finanza pubblica. Ribadisce che il loro coinvolgimento in lavori di manutenzione e gestione delle strutture ospitanti non deve essere inteso come condizione per il rilascio del permesso umanitario. La partecipazione ad attività lavorative costituisce invece una risposta allo spirito di accoglienza da parte delle comunità locali.
La senatrice D'ADDA (PD) interviene per sottolineare che le precisazioni fornite dal Presidente relatore rimuovono ogni dubbio circa la possibilità di condizionare il rilascio di permessi umanitari allo svolgimento di attività lavorative e consentono dunque il superamento delle perplessità da lei evidenziate nella precedente seduta.
Il senatore SERAFINI (FI-PdL XVII) annuncia il voto contrario del proprio Gruppo, in quanto ritiene che determinate pratiche di accoglienza possano avere effetti negativi sui rapporti fra richiedenti asilo e comunità locali.
Il senatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE), nel preannunciare voto favorevole, plaude alla scelta di impegnare i richiedenti asilo in attività che possano rivelarsi utili alle comunità locali. Chiede se siano previste dal testo in esame ipotesi di sanzione nel caso di rifiuto a prestare determinate attività lavorative.
La senatrice CATALFO (M5S), annuncia il voto di astensione del proprio Gruppo, confermando le proprie perplessità sul coinvolgimento degli enti del terzo settore, alla luce degli scandali verificatisi proprio nel settore dell'accoglienza degli extracomunitari.
La senatrice MANASSERO (PD) apprezza le puntualizzazioni del Presidente, evidenziando come il lavoro sia uno strumento importante di integrazione sociale. Auspica che adeguati strumenti premiali siano rivolti agli enti locali più coinvolti nell'opera di assistenza e di inserimento dei richiedenti asilo. Annuncia conclusivamente il voto favorevole del suo Gruppo.
Il senatore BAROZZINO (Misto-SI-SEL), pur dando atto al Presidente di aver accolto le indicazioni del dibattito della seduta di ieri, preannuncia voto di astensione, evidenziando nuovamente le proprie perplessità sulle modalità di coinvolgimento dei richiedenti asilo in attività lavorative volontarie.
Il presidente SACCONI (AP (Ncd-CpE)), relatore, ribadisce la necessità di evitare oneri di finanza pubblica. Ritiene che il coinvolgimento dei richiedenti asilo nei termini indicati possa rafforzare sul territorio uno spirito di accoglienza e di comunità, alla luce anche dei lunghi tempi di attesa dei permessi umanitari. La formulazione dello schema di parere intende premiare comportamenti proattivi, senza per questo ledere i principi internazionali sul divieto di lavoro coatto. Esclude la possibilità di un impiego dei richiedenti asilo in attività lavorative che non siano ben precisate, in quanto ciò determinerebbe un'alterazione dei principi di concorrenza nel mercato del lavoro.
Presente il prescritto numero di senatori, mette quindi ai voti lo schema di parere testé presentato, che risulta approvato a maggioranza.