Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03148

Atto n. 3-03148 (in Commissione)

Pubblicato il 22 settembre 2016, nella seduta n. 685

BOCCHINO , CAMPANELLA , BAROZZINO , MINEO , VACCIANO , MOLINARI , BIGNAMI , FUCKSIA , MASTRANGELI , DE PETRIS , BENCINI , DE PIETRO , SIMEONI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che:

la legge 13 luglio 2015, n. 107 ha previsto un piano straordinario di immissioni in ruolo estremamente articolato e complesso, che ha comportato un movimento di docenti senza precedenti e una stratificazione di situazioni, talvolta in antitesi, tra categorie di docenti, anche a causa delle modifiche via via introdotte, sia legislative che esecutive;

l'organico definito di potenziamento, ad esempio, veniva presentato come scaturente dal piano triennale dell'offerta formativa (PTOF) delle varie scuole, quindi dalle reali ed effettive richieste degli istituti. Invece, molte scuole si sarebbero ritrovate con dotazioni organiche su potenziamento assolutamente non richieste, non volute e non utili al proprio piano educativo-didattico, proprio perché assunte senza tenere conto delle effettive esigenze delle scuole;

tenuto conto inoltre che:

il piano straordinario di mobilità, anch'esso previsto nella legge 13 luglio 2015, n. 107, ha riguardato tutti gli ambiti nazionali ed è stato affidato ad un "algoritmo", di cui sono tutt'oggi sconosciuti i criteri e le principali variabili adottate. Il suddetto algoritmo ha provocato degli errori, accertati e riconosciuti dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca stesso, a cui si è cercato di ovviare con lo strumento delle conciliazioni, strumento contrattualmente previsto, ma che non ha sanato le innumerevoli criticità segnalate;

nel mese di aprile 2016, il Governo, anche in previsione dei disagi che la mobilità avrebbe causato, ha modificato la legge n. 107 del 2015, attraverso il famoso "emendamento Puglisi", che amplia la deroga al vincolo triennale di permanenza nella sede attribuita dal piano assunzionale, ma, altresì, a forte discapito dei precari rimasti in GAE (graduatoria ad esaurimento), attribuisce alla mobilità anche i posti del già organico di fatto, da sempre ricoperti attraverso il meccanismo delle supplenze dai precari della GAE;

considerato inoltre che a quanto risulta agli interroganti:

i docenti che non hanno presentato domanda per il piano assunzionale si ritengono danneggiati da quanto esposto, in quanto la disciplina del vincolo triennale è stata modificata in itinere e li ha depauperati dei posti usualmente ad essi attribuiti, ma danneggiati anche dalle contrattazioni di alcune regioni, ad esempio la Sicilia, dove le assegnazioni provvisorie sono state ampliate anche ai posti sul sostegno, anche senza specializzazione;

il concorso bandito e previsto dal comma 114 dell'art 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107 ha ulteriormente peggiorato la situazione dei precari del sud, in quanto, dei posti banditi, sono stati immessi in ruolo percentuali risibili di docenti (in Sicilia l'1,7 per cento), in quanto anche in questo caso i posti sono stati occupati dalla mobilità e di fatto sfumati, sia per i vincitori sia per i precari, che sarebbero stati immessi secondo il meccanismo del doppio canale;

i 45.000 docenti in graduatoria ad esaurimento, quindi, hanno subìto diversi danni, innanzitutto da una legge che ha derogato sulla quota del 50 per cento dei posti da mettere a disposizione per i nuovi ruoli, poi da un emendamento, che derogando i vincoli sulle assegnazioni provvisorie, ha loro tolto la possibilità di aderire al piano assunzionale ed infine, danno ancora più grave, di non poter neanche ottenere un incarico annuale per via della saturazione dei posti in organico di fatto, a seguito della deroga citata,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se non ritenga opportuno intervenire tempestivamente, al fine di prevedere un meccanismo che possa quantomeno contenere i danni a carico dei precari delle GAE, dando loro la possibilità di potere lavorare anche nel corrente anno scolastico 2016/2017, così come hanno fatto nell'ultimo decennio, mettendosi a servizio del sistema d'istruzione nazionale e colmando le enormi lacune di organico esistenti.