Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00358
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Atto n. 2-00358
Pubblicato il 23 febbraio 2016, nella seduta n. 580
VACCIANO , MUSSINI , MOLINARI , SIMEONI , ROSSI Gianluca , BUEMI , ORELLANA , LIUZZI , FUCKSIA , BENCINI , BIGNAMI , ROMANI Maurizio , SCALIA , MONTEVECCHI , GAETTI , BELLOT , MUNERATO , MARINO Mauro Maria , PEPE , BOTTICI , BATTISTA , DE PETRIS , CAMPANELLA , CASALETTO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
è a conoscenza degli interroganti che, all'interno dei caveau della succursale romana di via dei Mille della Banca d'Italia, sono conservati 419 plichi contenenti beni di diversa natura e provenienza, divenuti proprietà del Ministero dell'economia e delle finanze dopo esser stati oggetto di sequestri fiscali o per l'impossibilità, a distanza di anni, di individuare i legittimi proprietari;
col trasferimento nel 1999 del servizio di tesoreria dello Stato dal Ministero alla Banca d'Italia, tali depositi (suddivisi in oltre 2.087 bisacce di dimensioni che variano da 2 a 50 litri) giacciono nei sotterranei della succursale della banca centrale nazionale senza alcuna prospettiva o progetto di ottimizzazione che li riguardi. Per la precisione, nel 2005 il Ministero designò un gruppo di lavoro interistituzionale, costituito da rappresentanti della Banca d'Italia, del Ministero stesso e del Ministero per i beni e le attività culturali, al quale fu affidato l'incarico di attuare una ricognizione puntuale al fine di accertarne il contenuto e catalogarlo in maniera più dettagliata, con l'auspicio di dare una più idonea collocazione agli oggetti con maggiore rilevanza storica o artistica. Il lavoro di inventario portato avanti per 30 sessioni, tra il giugno 2005 e il luglio 2006, ha riguardato l'esplorazione di una parte dei plichi, precisamente 59 su 419. L'attenzione del gruppo di lavoro si è concentrata maggiormente su 35 depositi in particolare che presentavano un rilevante valore storico-culturale, informazione desunta da indicazioni approssimative allegate ad alcuni plichi; risulta invece che il contenuto di 50 depositi non sottoposti a ricognizione non sia accompagnato da alcuna descrizione, quindi il contenuto rimane sconosciuto anche alla Banca d'Italia. Gli interroganti, tuttavia, sono a conoscenza che la Ragioneria generale dello Stato, Dipartimento ispettorato generale per la finanza delle pubbliche amministrazioni, sia in possesso di dossier relativi al contenuto di tutti i plichi;
durante l'attività dell'intergruppo, i delegati alla catalogazione hanno pensato di suddividere idealmente i reperti visionati in raggruppamenti tematici, con lo scopo di facilitare la percezione della loro importanza storica in occasione della presentazione dell'attività di ricognizione avvenuta presso la filiale di via dei Mille nel 2007. Tali categorie sono state individuate semplicemente sulla base delle vicende che hanno impresso ai cimeli la rilevanza storica che li rende preziosi. Pertanto, i diversi macro-gruppi tematici che ne sono derivati sono i seguenti: beni sequestrati a Mussolini durante la fuga dall'Italia, cimeli di gerarchi fascisti arrestati durante la loro fuga, oggetti lasciati dai Savoia all'interno del palazzo del Quirinale, oro donato alla patria, beni appartenuti ai prigionieri di guerra e alla comunità italiana di Salonicco, corpi di reato, effetti personali rinvenuti tra le macerie del terremoto di Reggio Calabria del 1908;
a titolo di esempio, alcuni sacchi contengono banconote di nazionalità diverse, insegne smaltate, placchette in avorio, monili, moschettoni, pezzi di argenteria, posate, gemme e rubini, bottoni in oro, collier, spille, scudetti, orologi di pregio. Tra i beni appartenuti ai gerarchi fascisti si annovera anche una decorazione in argento e smalto intitolata a Manuel Carlos de Céspedes, padre della patria cubana e protagonista della lotta contro gli spagnoli nel XIX secolo, e anche una macchina da scrivere "Olivetti studio 42". Mussolini, nella corsa alla frontiera, portava con sé diverse onorificenze militari e cavalleresche e attestati di vari Paesi; il celebre collare dell'ordine supremo della Santissima Annunziata, la massima onorificenza di casa Savoia, il cui conferimento assicurava l'adesione all'omonimo ordine cavalleresco, non riconosciuto dalla Repubblica italiana, tra i più antichi e longevi d'Europa, fondato da Amedeo VI, il "conte Verde", nel 1362. Tra beni riferibili alla casa Savoia sono rimaste soprattutto rare collezioni di argenti, su cui è impresso il sigillo, lo stemma con il nodo del casato, nonché candelieri, portasigarette, astucci, imponenti servizi da tavola, numerosissimi vassoi. Nel gruppo "corpi di reato" sono inseriti oggetti in oro e argento, orologi di marca, lingotti d'oro e di platino, brillanti e rubini e altro materiale di valore sequestrato su disposizione dell'autorità giudiziaria e valutaria nel periodo 1943-1945. Sono stati censiti titoli azionari della costruenda "Baghdadbahn", la ferrovia Berlino-Costantinopoli-Baghdad, impresa ambiziosa maturata nell'ultimo scorcio dell'800 per collegare il mare del Nord con il golfo Persico; altri documenti, racchiusi in diversi plichi, riguardano quote del "prestito Morgan", dal nome della dinastia statunitense che ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'allora nascente industria americana; è stato recuperato e catalogato il certificato di sottoscrizione, datato 1945, dell'Italia al capitale della nascente BIRS, la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo costituita a seguito dell'entrata in vigore degli accordi di Bretton Woods (anno 1944). Durante il vero e proprio lavoro di catalogazione non è neanche stato stimato il reale valore corrente di molti dei cimeli, come per le numerose pietre preziose rinvenute, a causa della difficoltà creata dalle procedure di accesso ai caveau della Banca d'Italia ad eventuali esperti, poiché, nonostante la lodevole iniziativa, nei locali sotterranei corazzati vigono comunque stringenti procedure di sicurezza;
a seguito del completamento dell'opera di classificazione di tutti gli oggetti contenuti nei 419 plichi, avrebbe dovuto attuarsi una seconda fase, ossia lo svincolo dal deposito dei beni che presentavano un valore estrinseco maggiore di quello storico, rendendo così possibile la loro alienazione. Infatti, è a conoscenza degli interroganti che l'Agenzia del demanio, al momento della costituzione del gruppo, avrebbe richiesto l'inserimento di propri funzionari nell'organico della squadra interistituzionale proprio per favorire la vendita dei beni dallo scarso valore storico-artistico intrinseco;
successivamente, gli avvicendamenti politici dell'Esecutivo e dei vertici delle ragionerie generali, ma soprattutto il pensionamento della dirigente del Ministero dell'economia che ha fortemente promosso questo progetto hanno determinato il congelamento, o peggio, l'estinzione dell'iniziativa. L'attività di ricognizione per essere realizzata ha bisogno della determinazione di ciascuna istituzione, della collaborazione tra le stesse, data la commistione di competenze ministeriali che tale catalogazione richiede;
considerato che:
in questa circostanza la Banca d'Italia come istituzione ha il solo dovere di custodia dei beni, perciò non può disporre né avanzare richieste in merito al contenuto dei plichi o sul loro potenziale utilizzo;
è necessaria la volontà del Ministero dell'economia per qualsiasi tipo di azione, che sia l'apertura, la ricognizione, la catalogazione, l'eventuale fruibilità espositoria o la possibilità di monetizzazione. Di fatti, molti dei depositi possiedono un elevato valore storico-artistico, mentre altri presentano profili quantificabili economicamente (ad esempio numismatici) che potrebbero esser messi a disposizione della collettività attraverso lo svincolo del bene dalla stasi in cui è costretto per essere, infine, monetizzato;
in periodi storici come quello attuale, per ottimizzare risorse proprie dello Stato è indispensabile conoscere con esattezza ciò di cui si dispone, perché sia possibile, da una parte, ricollocare i beni con spiccato valore espositivo dando luogo a mostre ed esposizioni per restituire alla cittadinanza beni che le appartengono; dall'altra, cercare di recuperare fondi da investire su progetti precisi senza intaccare il patrimonio pubblico, è lo scopo che un Governo responsabile dovrebbe porsi,
si chiede di sapere:
quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere per garantire il completamento dell'inventario relativo ai 419 plichi custoditi nella succursale della Banca d'Italia di via dei Mille a Roma;
se, di concerto con altri ministeri competenti, una volta avviato l'iter di ricognizione, intenda individuare una o più sedi espositive interessando poli universitari per quanto concerne la valorizzazione di tali beni nazionali;
quali iniziative, anche di carattere normativo, intenda assumere per alienare il materiale privo di rilevante valore storico-culturale e, comunque, verso cui nessuna istituzione pubblica mostri interesse.