Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02182
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Atto n. 3-02182 (con carattere d'urgenza)
Pubblicato il 15 settembre 2015, nella seduta n. 504
PUPPATO , LO GIUDICE , BIGNAMI , GRANAIOLA , SOLLO , PALERMO , SCALIA , FAVERO , RICCHIUTI , RUTA , ORRU' , DE POLI , CONTE , MATTESINI , COLLINA , GAMBARO , PAGLIARI , AMATI , LEPRI , DI BIAGIO , ROMANO , PEZZOPANE , DE PIN , ALBANO , VALDINOSI , LIUZZI , LAI , PIGNEDOLI , FASIOLO , BRUNI - Al Ministro dell'interno. -
Premesso che:
l'ordinamento italiano pone in capo ai sindaci l'onere dell'accoglienza dei minori non accompagnati, senza in ciò distinguere i minori nati in Italia da quelli immigrati dai Paesi esteri;
con l'articolo 1, comma 181, della legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità per il 2015) le risorse relative al fondo nazionale per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati sono state trasferite, a decorrere dalla data del 1° gennaio 2015, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali al Ministero dell'interno;
con tale fondo, il Ministero dell'interno eroga ai Comuni che ne fanno richiesta, tramite le prefetture, un contributo giornaliero massimo di 45 euro per ogni minore, secondo quanto stabilito in sede di tavolo tecnico interministeriale, riunitosi per definire le linee applicative dell'intesa sancita nella seduta della Conferenza unificata del 10 luglio 2014;
rilevato che:
il costo di un minore affidato ad un istituto preposto alla sua tutela, attestandosi, a seconda dei casi, tra i 70 e i 100 euro giornalieri, è in tutta evidenza di gran lunga superiore al contributo corrisposto dal Ministero;
ciò espone i Comuni, che ospitano i minori, ad una spesa non di lieve entità di circa 10.000 euro all'anno, che spesso non sono in grado di sostenere;
considerato, inoltre, che:
l'ospitalità in strutture pubbliche di un minore può protrarsi per molto tempo, anche diversi anni, nel caso lo stesso minore rimanga nella comunità in cui è giunto, mettendo in tal modo a rischio i bilanci dei Comuni ospitanti, soprattutto di quelli più piccoli;
secondo le stime della ong "Save the Children", nei primi 6 mesi del 2015, sono giunti in Italia circa 4.000 minori non accompagnati che necessitano di cure, istruzione e avviamento al lavoro;
i bilanci comunali sono già sotto pressione per gli effetti del patto di stabilità interno e dei tagli ai trasferimenti dallo Stato centrale,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario incrementare il fondo di cui all'articolo 23, comma 11, quinto periodo, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, o, comunque, prevedere a favore dei Comuni che ospitano minori non accompagnati la corresponsione dell'effettivo costo sostenuto giornalmente per garantire l'accoglienza, alleviando in tal modo la pressione economica sui bilanci comunali e sollevando i sindaci dal peso che un apprezzabile atto di generosità verso il prossimo possa tramutarsi in un danno per la comunità;
se non ritenga necessario convocare al più presto i Comuni, tramite l'organo rappresentativo dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani, per definire collegialmente una strategia di ospitalità per i minori stranieri non accompagnati.