Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00245 Testo 2
Azioni disponibili
Atto n. 1-00245 (
(Riformulazione del n. 1-00245)
Pubblicato il 16 giugno 2015, nella seduta n. 465
ROMANO , ZELLER , AIELLO , BILARDI , CAPACCHIONE , CARDIELLO , COMPAGNA , COMPAGNONE , CUOMO , D'ANNA , DE CRISTOFARO , DE SIANO , DI BIAGIO , ESPOSITO Giuseppe , FASANO , LANGELLA , LONGO Eva , MILO , PADUA , PALMA , PEPE , PETRAGLIA , SAGGESE , SCAVONE , SIBILIA , SOLLO , SPILABOTTE , VICECONTE , VILLARI , ZAVOLI
Il Senato,
premesso che:
il decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209 (cosiddetto Codice delle assicurazioni private) all'art 122 dispone l'assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore e i natanti;
il codice della strada di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, e successive modificazioni, vieta dunque di circolare su strada senza copertura assicurativa e prevede una multa da 841 a 3.366 euro, oltre al sequestro del veicolo, in caso di assenza di assicurazione;
in Italia si è negli anni registrato sia un aumento generalizzato dei premi assicurativi RC auto sia una forbice sempre maggiore tra le tariffe applicate nell'area settentrionale e quelle applicate nell'area centro-meridionale;
a fronte dell'obbligatorietà dell'assicurazione RC auto, il mercato delle tariffe assicurative è carente di una normativa che, agendo sulla determinazione dei prezzi, garantisca omogeneità tariffaria delle polizze su tutto il territorio nazionale e sia quindi effettivamente premiale anche nei confronti degli automobilisti meridionali in classe di massimo sconto;
secondo gli studi di settore le tariffe assicurative RC auto sono aumentate del 245 per cento tra il 1994 ed il 2012 (come indicato nel comunicato Adusbef e Federconsumatori del 2 luglio 2013), e un cittadino della Campania, in particolare quello napoletano, si trova a pagare il 240 per cento in più di un cittadino di Milano o Padova, tutti in prima classe di merito e senza incidenti negli ultimi 5 anni;
nel 2013 l'indagine dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, avente l'obiettivo di accertare cause e andamento dei premi e dei costi relativi al mercato dell'assicurazione RC auto, ha accertato che i premi in Italia sono in media più elevati e crescono più velocemente rispetto a quelli dei principali Paesi europei;
nello specifico, con riferimento al livello, i premi in Italia sono più del doppio di quello di Francia e Portogallo, superano quello tedesco dell'80 per cento e quello olandese di quasi il 70 per cento, con riferimento all'andamento, la crescita delle tariffe in Italia è quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia;
emerge anche come gli aumenti annui medi delle polizze RC auto a livello provinciale siano stati del 20 per cento all'anno nel caso di un neo-patentato, del 16 per cento all'anno per un quarantenne, del 9-12 per cento all'anno per un pensionato, del 12-14 per cento all'anno per un diciottenne con ciclomotore e abbiano superato il 30 per cento annuo per un quarantenne con motociclo;
le province nelle quali sono stati riscontrati gli aumenti più significativi sono localizzate nella gran parte dei casi nel Centro-Sud; tali province si caratterizzano, infatti, per una crescita dei premi superiore a quella riscontrata nel Nord Italia;
gli interventi e le proposte avanzate dall'Autorità a chiusura dell'indagine conoscitiva sono state accolte dal Governo Letta che ha inserito, nel decreto-legge n. 145 del 2013, cosiddetto destinazione Italia, un articolo teso a ridurre i costi dell'assicurazione auto (articolo 8); tale articolo è stato successivamente soppresso nella legge di conversione n. 9 del 2014 e presentato sotto forma di disegno di legge (del Ministro pro tempore dello sviluppo economico Flavio Zanonato, A.C. 2126) il quale, con la caduta del Governo, non è neppure stato incardinato nelle Commissioni competenti del Parlamento;
il disegno di legge prevedeva la riduzione dei costi dell'assicurazione auto attraverso un meccanismo di sconti premiali e il totale delle riduzioni previste era del 23 per cento;
anche Cittadinanzattiva, Adiconsum e altre associazioni di consumatori hanno condotto un'indagine dettagliata a livello regionale e provinciale sul mercato italiano della RC Auto (cofinanziata dal Consiglio nazionale consumatori utenti, CNCU, del Ministero dello sviluppo economico), ponendo in evidenza le forti differenze territoriali e registrando come la tariffa più alta sia applicata ad un guidatore adulto a Napoli (1.737 euro), la più economica ad Aosta (335 euro);
la stessa ricerca ha indicato che a livello nazionale i neopatentati pagano in media 2.828 euro all'anno, ma con forte differenze territoriali: la tariffa più alta è stata riscontrata a Salerno (9.307 euro), la tariffa più bassa è stata riscontrata ancora ad Aosta (1.149 euro);
ne deriva una doppia maggiorazione: gli italiani pagano più degli europei e gli italiani del meridione pagano più dell'italiano medio;
a fronte di queste disuguaglianze contributive l'art. 32, comma 3-quinquies , del decreto-legge n. 1 del 2012, cosiddetto decreto liberalizzazioni, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2012, concernente la disciplina del profilo tariffario in materia di RC auto, stabilisce, fra l'altro, che per le classi di massimo sconto, a parità di condizioni soggettive ed oggettive, ciascuna delle compagnie di assicurazione deve praticare identiche offerte;
nel dettaglio prevede la possibilità di annoverare, fra le condizioni oggettive, le differenti condizioni di rischio rilevabili nelle diverse aree del territorio nazionale;
tale previsione è stata oggetto di rilevanti questioni interpretative, tali da indurre il Ministero dello sviluppo economico a pronunciarsi, su richiesta dell'Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), con nota del 18 aprile 2012, sancendo che "una ragionevole e legittima interpretazione della norma, dovrebbe includere nelle differenziazioni tariffarie possibili anche per le classi di massimo sconto, quelle legate alle oggettive differenze delle condizioni di rischio rilevate nei singoli territori (frequenza dei sinistri, livello dei risarcimenti, eccetera)";
andrebbe altresì ben valutata non la pura sinistrosità ascrivibile a determinate provincie o zone bensì, onde avere un quadro realmente esaustivo del concetto di rischio assicurativo, il costo medio di risarcimento. È infatti noto che nelle provincie meridionali, pur a fronte di un numero di sinistri più elevato che in altre realtà del Paese, è molto diffuso il cosiddetto sinistro-bancomat, quindi di modesto impatto economico, tanto più a seguito della riforma dell'art. 139 Codice delle assicurazioni private, come modificato dal decreto-legge n. 1 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2012 che ha contenuto i risarcimenti per cosiddetti "colpi di frusta";
lo stesso Ministero, nell'evidenziare i problemi di legittimità comunitaria connessi ad un'eventuale interpretazione che fosse diretta a concludere che la disposizione avesse introdotto la tariffa unica nazionale nel territorio italiano, ha sottolineato come la normativa stessa implichi da un lato un maggior onere di trasparenza e di analiticità, da parte delle imprese, nell'enucleazione delle differenze tariffarie legate a fattori territoriali e, dall'altro lato, l'implementazione, ad opera delle imprese stesse, di un regime di maggior favore tariffario verso gli automobilisti più virtuosi nelle aree territoriali a rischio più elevato,
impegna il Governo:
1) a prendere tutte le misure affinché, a fronte dell'obbligatorietà dell'assicurazione per responsabilità civile auto, sia garantito ai cittadini sia il rispetto del principio del beneficio in base al quale la tariffa obbligatoria è commisurata al beneficio ricevuto sia del principio di eguaglianza di cui all'art. 3 della Carta Costituzionale tanto più che l'attuale sistema risulta punitivo in specie per gli utenti meridionali virtuosi;
2) a prendere tutte le misure necessarie per riaffermare il principio di uguaglianza affinché a tutti gli automobilisti virtuosi, a prescindere dal Comune di residenza, si applichino le stesse tariffe, cancellando in questo modo quella che rappresenta una vera e propria extra-tassa per i cittadini del meridione in generale, della Campania in particolare; peraltro, tale differenziazione, comporta autentiche abnormità e colpisce indirettamente vari settori economici. L'effetto perverso delle distorsioni denunciate si riflette, in modo speculare, sulla ormai ingestibile situazione di scopertura assicurativa e violazione dell'obbligo di contrarre polizza R.C.A. per la circolazione dei veicoli a motore: si stima che in provincia di Napoli circoli senza polizza R.C.A. il 30 per cento degli autoveicoli ed il 50 per cento dei ciclomotori. Ciò a sua volta comporta gravissime ulteriori conseguenze sociali quale ad esempio un incremento esponenziale, in specie in Campania, dei sinistri in cui è coinvolto il Fondo di garanzia vittime della strada con carico ulteriore a costo degli utenti;
3) ad attivarsi con tutte le iniziative necessarie affinché:
a) le compagnie assicuratrici diano luogo ad una personalizzazione tariffaria che rispetti il principio della trasparenza e che sia legata alla patente piuttosto che al veicolo; ciò potrebbe anche costituire un volano per l'economia atteso che potrebbe indurre molti soggetti all'acquisto di un secondo veicolo dalle caratteristiche diverse rispetto a quello usato generalmente;
b) sia potenziata la banca dati Ivass anche con l'istituzione dell'anagrafe dei testimoni e con l'acquisizione delle perizie espletate su una determinata targa;
c) si receda da ogni ipotesi di depenalizzare la truffa assicurativa ex art. 642 codice penale ed invece si preveda un'aggravante specifica atteso che il danno si ripercuote sulla collettività;
d) si prevedano sanzioni amministrative accessorie per conducenti di veicoli oggetto delle truffe assicurative.