Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00623
Azioni disponibili
Atto n. 3-00623 (con carattere d'urgenza)
Pubblicato il 14 gennaio 2014, nella seduta n. 164
FUCKSIA , GIARRUSSO , VACCIANO , CAMPANELLA , BOCCHINO , COTTI , MANGILI , BIGNAMI , CASALETTO , ORELLANA , MORRA , MUSSINI , BULGARELLI , ROMANI Maurizio , BENCINI , SIMEONI , PALERMO , ICHINO , BITONCI , ARRIGONI , CONSIGLIO , CANDIANI , BISINELLA , MASTRANGELI , D'AMBROSIO LETTIERI - Ai Ministri della giustizia e dello sviluppo economico. -
Premesso che:
il 20 dicembre 2013 al giornale on line umbro "Tuttoggi.info" è stato recapitato l'avviso di sequestro preventivo, mediante oscuramento, di ben 3 articoli contenenti intercettazioni relative all'inchiesta che riguarda la banca Popolare di Spoleto (BPS) e che vede in attesa di rinvio a giudizio ben 34 persone, tra componenti del consiglio di amministrazione e imprenditori legati all'istituto, per reati che, a vario titolo, vanno dalla mediazione usuraria all'ostacolo alla vigilanza, dall'associazione a delinquere fino alla bancarotta fraudolenta;
il giudice per le indagini preliminari Daniela Caramico D'Auria ha disposto il sequestro preventivo dopo la querela presentata a novembre da Giovannino Antonini, ex dominus della BPS, che il 20 luglio 2013, nell'ambito di un'altra inchiesta della Procura di Roma, è stato arrestato con l'accusa di corruzione in atti giudiziari insieme ad altre 3 persone, fra cui il giudice del Tar Franco De Bernardi (per gli inquirenti Antonini avrebbe cercato di "sistemare" il processo attraverso il quale far annullare il decreto di commissariamento disposto da Banca d'Italia e Ministero dell'economia e finanze);
è la prima volta che un provvedimento di censura riguarda un quotidiano on line;
gli atti processuali erano ormai pubblici da ben 3 mesi quando il giornale, diretto da Carlo Ceraso, ha pubblicato gli articoli incriminati. Infatti il 29 maggio 2013 il procuratore capo della Procura di Spoleto Gianfranco Riggio comunicava l'avviso di conclusione indagine; dall'8 all'11 agosto, in successione, "Tuttoggi.info" si occupava della vicenda con inchieste scritte a 4 mani dallo stesso Ceraso e dal collega del "Giornale dell'Umbria" Massimo Sbardella;
considerato che, per quanto risulta agli interroganti:
nell'ordinanza di sequestro del 20 dicembre scorso è lo stesso magistrato che dichiarava che "le intercettazioni pubblicate negli articoli" sono "atti non più coperti da segreto avendo il Pubblico ministero emesso nell'ambito del procedimento n. 319/2009 avviso di conclusione delle indagini". Quello che si contesta, a detta del gip, è la necessità che il giudice non venga influenzato e non conosca gli atti prima dell'udienza preliminare, nonostante siano, di fatto, già atti pubblici;
nell'ordinanza si legge che "la libera disponibilità degli articoli può aggravare la conseguenza del reato" e, soprattutto, che il giudice "non può e non deve conoscere gli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero se non attraverso il dibattimento", mentre nessun riferimento è fatto alla pubblica opinione che, a conclusione indagini, dovrebbe avere il diritto di conoscere (e approfonditamente) atti che toccano un istituto bancario importante come quello di Spoleto, quotato in borsa;
delle vicende della BPS si è occupato anche "Ossigeno", l'osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia, dato che lo stesso Ceraso ha ricevuto in passato intimidazioni e minacce di morte che, scrive lo stesso osservatorio "avevano verosimilmente la loro origine nell'interesse della testata per le vicende dell'istituto di credito umbro";
a parere degli interroganti se tale principio diventasse norma potrebbe portare all'oscuramento di gran parte della cronaca giudiziaria del nostro Paese,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, non ritengano opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento, considerati i dubbi sollevati relativamente alla correttezza delle motivazioni alla base del provvedimento di sequestro preventivo mediante oscuramento degli articoli del giornale umbro on line "Tuttoggi.info" disposto dal giudice;
quali iniziative di competenza intendano assumere per evitare che questo importante precedente diventi una sistematica ed arbitraria lesione al diritto di cronaca e soprattutto al diritto fondamentale di ogni cittadino di essere informato.