Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00741

Atto n. 4-00741

Pubblicato il 7 agosto 2013, nella seduta n. 91
Risposta pubblicata

CASALETTO , ORELLANA , BIGNAMI , BOCCHINO , DE PIETRO , MANGILI , CAMPANELLA , VACCIANO , GIARRUSSO , FUCKSIA , MARTON , BENCINI , ROMANI Maurizio , SIMEONI , FATTORI , MORONESE , CATALFO , LUCIDI , PEPE , BATTISTA , SANTANGELO - Ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

la villa Reale di Monza, insieme al suo Parco, rappresenta un gioiello del periodo neoclassico di valore mondiale. Dopo essere stata abbandonata dai Savoia all'inizio del XX secolo è rimasta per la gran parte inutilizzata fino ad oggi, manifestando nel corso del tempo un progressivo degrado solo parzialmente contenuto;

nel 2010 il Consorzio pubblico che la gestisce - composto da Ministero dei Beni Culturali, Regione Lombardia, Comune di Monza, Comune di Milano - ha deciso di affidarne la ristrutturazione e la gestione a un soggetto privato, da individuare attraverso un bando di gara ristretto indetto in data 17 marzo 2010 da Infrastrutture Lombarde, la SpA che presiede alla valorizzazione, la gestione, l'alienazione e la manutenzione del patrimonio immobiliare di Regione Lombardia;

il suddetto bando di gara permetterà al privato aggiudicante di poter utilizzare le ingenti risorse pubbliche, essendo l'importo complessivo stimato per l'intervento pari a 23.385.154,26 euro, dei quali 18.969.628,94 a carico dell'amministrazione aggiudicatrice mentre il finanziamento residuo delle opere (pari ad appena 4.415.525,32 euro) è a carico del concessionario, il quale avrà come controprestazione il diritto, per tutta la durata della concessione, di ristrutturare il corpo centrale della Villa reale di Monza;

consentirà inoltre al vincitore della gara di predisporre il progetto esecutivo per la ristrutturazione della stessa, senza adeguate indicazioni da parte del Consorzio proprietario e di lasciare la Villa Reale in uso al Consorzio pubblico proprietario per soli 36 giorni all'anno, mentre per tutto il resto dell'anno il privato gestirà il complesso di propria iniziativa;

la durata della concessione, prevista dal bando, è pari a 30 anni, decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto, a fronte di un canone di concessione di 30.000 euro all'anno;

considerato che:

avverso tale bando di gara si è spontaneamente costituito un comitato di cittadini, poi denominato "Comitato la Villa Reale è anche mia", subito attivatosi con la raccolta di circa 11.000 firme di privati cittadini ed inviando un appello al Presidente della Repubblica sottoscritto da circa 100 nomi di personalità del mondo della cultura, della scienza e dello spettacolo;

nel mese di ottobre 2010 il Comitato suddetto ha presentato un esposto all'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture. Con nota prot. n. 89563 in data 7 settembre 2011 (doc. 17), l'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ha contestato a Infrastrutture Lombarde SpA due rilevanti punti critici;

il primo attiene alla scelta del contraente che, ai sensi del decreto legislativo n. 163 del 2006 e del T.U. n. 42/2004, deve essere orientata verso soggetti forniti di particolari qualifiche tecnico-professionali (certificazione obbligatoria per la partecipazione a gare d'appalto, attestazione SOA per la categoria OS2), ove l'intervento riguardi lavori e opere su monumenti in quanto, nel caso di specie, alla luce delle contestazioni dell'Autorità di Vigilanza (con richiamo all'art. 11, comma 1, decreto ministeriale 24 ottobre 2001 n. 420 ed alla propria determinazione n. 6 del 2001) il bando di gara non conteneva l'indicazione del sudetto requisito. Detto requisito risulta richiesto invece dall'Ente committente solo nella successiva lettera di invito e, quindi, con funzione discriminatoria rispetto a operatori, privi del ripetuto requisito, che avevano richiesto l'ammissione alla gara sulla base del bando. Di conseguenza l'attestazione SOA per la categoria OS2 sarebbe stata utilizzata come strumento operativo all'interno della gara e non come elemento di richiamo alla partecipazione. Pertanto a giudizio degli interroganti, in ciò si anniderebbe, in violazione di legge (imputabile al bando), l'esercizio sviato del potere discrezionale;

la suddetta illegittimità rilevata dall'Autorità non ha dunque permesso al bando di assolvere appieno alla propria funzione di pubblicità-notizia relativa ad una gara speciale, quale è quella che concerne interventi conservativi, di recupero e adeguamento funzionale dei beni monumentali. Detta gara è "speciale" in quanto aperta solo a soggetti in possesso del requisito di capacità tecnico-professionale previsto dalla legge. Contraddice pertanto, a giudizio degli interroganti, il predetto carattere il bando di gara che venga rivolto a tutte le imprese costruttrici e non ai soli operatori aventi titolo legale per la partecipazione, i quali, pertanto, non sono stati posti in grado di operare la verifica della loro esclusiva legittimazione alla partecipazione. La mancanza dello specifico richiamo ha comportato una limitazione ex post alla partecipazione, tant'è che l'Ente procedente ha finito con l'indire la gara tra due soli concorrenti;

relativamente alla seconda criticità l'Autorità di Vigilanza ha rilevato che dall'analisi del quadro economico complessivo, risultano oneri totali per la Stazione Appaltante per un importo di 1.530.371 euro, corrispondente al 6,5 per cento dell'importo posto a base di gara, in contrasto con quanto indicato nella deliberazione n. 29 del 30 luglio 2008. Quest'ultima deliberazione stabilisce infatti che per tale attività espletata Infrastrutture Lombarde SpA non può percepire i compensi previsti nelle convenzioni stipulate dal punto 3.13 della convenzione stessa, ma solo l'incentivo di cui all'art. 95 (rectius 92, comma 5) del decreto legislativo n. 163/2006 che prevede una somma nel limite massimo del 2 per cento dell'importo posto a base di gara di un'opera o di un lavoro, da ripartire tra il proprio personale, quale incentivo per le attività svolte. L'illegittimità riscontrata dall'Autorità di Vigilanza si ripercuote nel regime della spesa e pregiudica, quindi, le concrete attività di esecuzione delle opere preordinate dalla valorizzazione del bene;

sulla questione nel corso della XVI Legislatura sono stati presentati numerosi atti di sindacato ispettivo;

il 15 dicembre 2010 sono stati nominati i componenti della commissione giudicatrice del bando;

risulta agli interroganti che nel febbraio 2011 sarebbe stato presentato un esposto alla Soprintendenza Regionale;

in data 7 marzo 2011 in Consiglio Comunale a Monza è stata data comunicazione dei nomi dei componenti della commissione giudicatrice;

il 15 aprile 2011 è stata indetta una conferenza stampa da parte del Presidente della Regione Lombardia e del Sindaco di Monza sulla aggiudicazione del bando alla ATI (Associazione Temporanea d'Impresa) capeggiata da Italiana Costruzioni;

in sede di aggiudicazione, stante le proteste e perplessità sollevate da più parti, le condizioni sono state così modificate: 23 anni di concessione (compreso quello per il restauro) invece di 30, 60.000 euro l'anno, più lo 0,7 del fatturato, 8 milioni a carico del concessionario anziché 5;

rimangono invariate le condizioni che, a parere degli interroganti, fanno di questa operazione un esempio, da non seguire, di privatizzazione di un bene culturale di rilievo nazionale, con totale deresponsabilizzazione del pubblico verso un patrimonio che ha il dovere costituzionale di salvaguardare;

in data 7 luglio 2011 viene firmata la convenzione fra la ATI ed il Consorzio;

nel settembre 2011 Legambiente Lombardia, per conto del Comitato "La Villa Reale è anche mia" ha presentato un ricorso al TAR;

nel novembre 2012 viene consegnato il progetto definitivo;

il 6 dicembre 2012 viene comunicato il parere favorevole della Soprintendenza ai Beni archeologici;

il 22 dicembre 2012 viene convocata la Conferenza di servizi (tramite avviso di convocazione 30 novembre 2011) che approva il progetto definitivo dopo una discussione di pochi minuti;

in data 5 marzo 2012 è la data di inizio cantiere, in assenza del progetto esecutivo;

il 22 giugno 2012 è stato approvato il progetto esecutivo;

a fine agosto 2012 il Sindaco di Monza e il Ministro dei Beni Culturali comunicano alla stampa che il Belvedere della Villa Reale non ospiterà più il grande ristorante da 80 coperti, previsto dal progetto;

in data 15 ottobre 2012 si apprende da notizie di stampa che "A. Rognoni, Direttore Generale di Infrastrutture Lombarde e responsabile del procedimento amministrativo relativo al bando della Villa Reale di Monza è indagato dalla Procura milanese per turbativa d'asta in merito a un appalto per parte dei lavori per l'Expo 2015." ("La Repubblica" - Milano);

dopo pochi mesi dall'inizio lavori (5 marzo 2012), a quanto risulta agli interroganti dalla documentazione contabile emergerebbe un aumento sensibile dell'importo per i lavori. La cifra si aggirerebbe sui 2 milioni, vale a dire il 10 per cento della somma di partenza;

a parere degli interroganti, interventi di tale natura, possono comportare qualche imprevisto in corso d'opera, considerato che si sta lavorando ad un monumento storico. Ciò non toglie che un importo pari ad una percentuale così alta richiederebbe una precisa verifica da parte del Consorzio. A precisa domanda circa le motivazioni di tale ulteriore stanziamento, al Comitato è stato genericamente comunicato che l'ulteriore finanziamento riguarderebbe l'impiantistica e la rimozione dell'amianto, motivazione che richiede, appunto, verifiche più approfondite;

considerato inoltre che, risulta agli interroganti:

al momento sono poco e mal definite le destinazioni delle varie parti della Reggia e lo spostamento al pianoterra del ristorante sarebbe definitivo. Si ricorda tuttavia che il progetto esecutivo e l'ultimo Rapporto Interno di Project Control, relativo all'avanzamento della costruzione al 31 agosto 2012, considerano ancora il Belvedere come settore destinato alla ristorazione. Procedere ad un restauro così completo e dettagliato senza una visione proiettata ad un futuro ormai prossimo (il termine dei lavori è previsto per l'aprile 2014) potrebbe compromettere l'intera operazione. Da un lato può compromettere e collidere con eventuali soluzioni, dall'altra parte potranno essere proprio future destinazioni d'uso di sicuro successo a obbligare alla messa in opera di ulteriori cantieri;

l'Amministratore Delegato di Italiana Costruzioni ha recentemente dichiarato che parte della Villa sarà adibita a mostra mercato permanente dell'antiquariato disattendendo, pertanto, le legittime aspettative di un suo utilizzo museale. Non risulta inoltre, allo stato, che sia stata presentata alcuna variante al progetto esecutivo che prevedeva la realizzazione del ristorante, cosa che contraddice gli intendimenti espressi nelle dichiarazioni alla stampa a cui si aggiungono le dichiarazioni concernenti la futura gestione della Villa nella prospettiva - sempre di impronta commerciale - di utilizzare gli spazi per eventi di vario genere poco rispettosi della dignità del monumento, orientati essenzialmente a uno sfruttamento massiccio dello stesso ed evocativi dei poco oculati quanto disastrosi utilizzi passati (art. 13, Documento 8 del Disciplinare di gestione);

non è noto lo stato attuale di avanzamento dei lavori e delle previsioni di realizzo, in spregio alle elementari norme di trasparenza, né che cosa si stia realizzando all'interno della Villa Reale e vi sono dubbi che il personale impiegato nelle attività di restauro sia in possesso dei requisiti necessari in quanto si starebbero avvalendo dell'operato di studenti, il che può essere certamente qualificante e educativo per questi ultimi, ma non garantirebbe la qualità del restauro di un monumento storico di tale importanza;

nessuna iniziativa sarebbe stata intrapresa per la costituzione della commissione tecnica di controllo prevista dall'atto costitutivo del Consorzio;

vi sarebbe stato un ulteriore stanziamento di 2.000.000 euro ed uno successivo di 3.000.000 di euro, che non è chiaro se siano aggiuntivi o costituiscano una lievitazione dei precedenti, per imprevisti nell'impiantistica e presunti interventi di rimozione di pannelli di eternit che, secondo una indagine su fonti storiche, interesserebbe solo una minima parte dell'ala sud coinvolta marginalmente nei lavori, cosa che non potrebbe ictu oculi giustificare siffatta integrazione dei già cospicui fondi elargiti;

a tutto questo si aggiunge il silenzio del gestore che delle Amministrazioni (in primis del Consorzio) in ordine alle auspicate destinazioni ad attività museali, nonché l'assenza di un progetto culturale complessivo Villa Reale e Parco quali elementi di un unicum inscindibile del patrimonio storico della città;

nel luglio 2013 alcuni cittadini avrebbero segnalato, attraverso alcune foto scattate nei pressi del cantiere, scavi sproporzionati sul fronte nord della Villa Reale per la realizzazione della centrale di termo refrigerazione. Il "Comitato La Villa Reale è anche mia" ha di nuovo chiesto al Sindaco di Monza e Presidente del Consorzio di farsi espressione di questa preoccupazione sollecitando la sospensione dei lavori limitatamente a quest'area al fine di interrompere lo scempio e ripristinarla recuperando il progetto di costruzione di un labirinto per mascherare le griglie, come già suggerito peraltro da Soprintendenza, Corpo Forestale e Amministrazione Parco nel 2003;

la vicenda, a parere degli interroganti, ripropone in modo allarmante la problematica relativa al controllo sui lavori in corso d'opera a Villa Reale. È facile supporre che, attesi anche i tempi tecnici non brevi per la realizzazione della censurabile opera, questa possa essere stata oggetto di variante o eseguita senza i rituali passaggi autorizzativi. Nel primo caso apparirebbe grave l'eventuale assenso della Soprintendenza. Nel secondo caso sarebbe preoccupante che la Soprintendenza stessa non abbia esercitato i controlli che le competevano;

a parere degli interroganti pertanto sarebbe auspicabile che la Giunta ed il Sindaco di Monza, anche nella sua qualità di Presidente del Consorzio:

promuovano iniziative volte alla previsione nel PGT (piano di governo del territorio) vigente, anche in variante, di vincoli di destinazione culturale della Villa Reale;

effettuino un controllo su quali interventi di rimozione dell'amianto siano stati realizzati e accertino la congruità dei costi in relazione ai fondi pubblici assegnati;

procedano alla elaborazione di un progetto culturale e ambientale per le attività che verranno svolte all''interno della Villa Reale e nel Parco;

assumano iniziative volte alla realizzazione di una politica di controllo pubblico sulle attività che verranno svolte all'interno della Villa Reale e nel Parco in modo da assicurare una vera e propria regia pubblica della gestione finalizzata allo sviluppo culturale e civico di cittadini e frequentatori;

attivino iniziative volte alla revisione del ruolo della gestione dell'associazione temporanea di impresa vincitrice del bando, e alla valorizzazione del ruolo museale della Villa Reale, e ciò anche in prospettiva di rendere la Villa Reale polo di attrazione culturale in occasione dell'Expo 2015 con coinvolgimento del Comune di Milano;

favoriscano iniziative volte alla intensificazione di collegamenti non inquinanti tra l'area urbana milanese e il Parco che scongiuri l'utilizzo esasperato di mezzi privati nonché al rifinanziamento dei fondi per il Parco e la Villa già previsti dalla legge Regionale 40/85,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto in premessa;

quali iniziative di competenza intendano assumere al fine di promuovere la costituzione di una commissione tecnica super partes che verifichi effettività, congruenza e qualità degli interventi eseguiti e da eseguire nella Villa Reale e che svolga attività di indirizzo e di controllo sulla gestione successiva del monumento destinandolo ad attività culturali, didattiche, come del resto previsto dall'art. 8 dell'atto di cessione gratuita della Villa ai comuni di Monza e di Milano del 1996;

se non intendano, alla luce dei fatti esposti e delle criticità sollevate in premessa, attivarsi presso le Amministrazioni competenti affinché venga garantita la tutela della legalità e dell'ambiente relativamente alla ristrutturazione e relativa gestione del complesso monumentale Villa Reale di Monza, luogo dove l'arte e la natura reciprocamente si esaltano, conservandone intatto il patrimonio di ricchezze architettoniche, artistiche e culturali ed al fine di garantirne la fruibilità restituendola ai cittadini come museo, polo didattico, sede di eventi espositivi di livello internazionale e di alta rappresentanza istituzionale.