Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00114
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Atto n. 4-00114
Pubblicato il 29 aprile 2013, nella seduta n. 16
DE PIN , CRIMI , AIROLA , ANITORI , BATTISTA , BENCINI , BERTOROTTA , BIGNAMI , BLUNDO , BOCCHINO , BOTTICI , BUCCARELLA , BULGARELLI , CAMPANELLA , CAPPELLETTI , CASALETTO , CASTALDI , CATALFO , CIAMPOLILLO , CIOFFI , COTTI , DE PIETRO , DONNO , ENDRIZZI , FATTORI , FUCKSIA , GAETTI , GAMBARO , GIARRUSSO , GIROTTO , LEZZI , LUCIDI , MARTELLI , MARTON , MASTRANGELI , MOLINARI , MONTEVECCHI , MORONESE , MORRA , MUSSINI , NUGNES , ORELLANA , PAGLINI , PEPE , PETROCELLI , PUGLIA , ROMANI Maurizio , SANTANGELO , SCIBONA , SERRA , SIMEONI , TAVERNA , VACCIANO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -
Premesso che l'82 per cento dei comuni italiani è interessato a situazioni di dissesto idrogeologico; le ondate di maltempo riversano specie nei mesi invernali ingenti volumi di pioggia, aggravando il problematico stato del territorio e riportando periodicamente in primo piano il problema delle frane; tali eventi si ripetono spesso negli stessi luoghi provocando ricorrenti tragedie; nel mese di novembre 2012, nel Paese si sono registrate piogge intense e concentrate in gran parte della Toscana, del Lazio, del Veneto, dell'Emilia-Romagna, dell'Umbria, del Friuli-Venezia Giulia e della Liguria; le ricadute a livello economico sono pesanti: secondo i dati di Anci-Cresme tra il 1944 e il 2011 il danno prodotto in Italia dalle calamità naturali ha superato i 240 miliardi di euro, con una media di circa 3,5 miliardi di euro all'anno. Le calamità idrogeologiche hanno contribuito per circa il 25 per cento al danno complessivo;
considerato che da un dossier presentato nei giorni scorsi dall'Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni, accompagnato da una proposta per un "piano anti-dissesto", risulta che nel nostro Paese gli edifici a rischio di frane ed alluvioni sono 1.260.000, tra cui oltre 6.000 scuole e 531 ospedali, mentre in territori ad alto rischio vivono 6 milioni di persone, e 22 milioni in zone a rischio medio;
ritenuto che a giudizio degli interroganti è necessario, affinché questi fenomeni, comuni e frequenti, non si trasformino in catastrofi naturali ad ogni pioggia un po' più intensa, che lo studio, la comprensione e la modellazione delle dinamiche evolutive di versanti e corsi d'acqua diventino parte integrante della gestione del territorio in tutti i suoi aspetti, dalla pianificazione urbanistica fino alla manutenzione di opere ed infrastrutture, limitando e compensando l'impermeabilizzazione del suolo, che riduce l'assorbimento di pioggia e arriva ad impedirlo completamente,
si chiede di conoscere:
quali decisioni il Ministro in indirizzo intenda assumere per porre in atto le adeguate e necessarie strategie il cui obiettivo prioritario è la messa in sicurezza del territorio;
se non ritenga utile intervenire incisivamente e costantemente per una mirata programmazione degli interventi di riduzione del rischio, ed una corretta pianificazione territoriale valutando positivamente i diversi disegni di legge sul consumo del suolo, presentati nel corso della XVI Legislatura;
se non ritenga opportuno predisporre un aggiornamento continuo dei dati, investendo nuove risorse nella conoscenza e nella ricerca per poter vivere domani in un territorio più sicuro.