Ordine del Giorno n. G1.104 al DDL n. 2067

G1.104

STEFANI, CENTINAIO, ARRIGONI, CALDEROLI, CANDIANI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DIVINA, STUCCHI, VOLPI

Precluso

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge di modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento giudiziario,

        premesso che:

            in Italia ogni anno sono circa duemila le ragazzine che nascono e vivono nelle nostre città ma, già a partire dai cinque anni, si ritrovano oggetto di veri e propri contratti: vengono cedute come spose dalle loro famiglie che, in cambio, ottengono soldi. Nella maggior parte dei casi si tratta del mantenimento a vita delle proprie figlie, come una sorte di dote al contrario, versata dai futuri mariti ai genitori delle ragazzine;

            il dato, elaborato dal Centro nazionale di documentazione per l'infanzia, tiene conto anche delle situazioni sommerse, ma è fermo al 2007 perché in Italia non ci sono progetti specifici per contrastare i matrimoni forzati, né tantomeno studi statistici. L'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha provato a contare i casi accertati, quelli nei quali c'è stata una denuncia e la relativa messa in sicurezza della vittima: sono non meno di 150 ogni anno. Un'associazione operante nel settore (Associazione Trama di Terre di Imola) ha calcolato che nel nostro Paese i casi, come rilevato in precedenza, ogni anno sono circa duemila di spose bambine;

            i matrimoni forzati hanno una dinamica accertata. In Italia viene stretto l'accordo: i genitori della bimba la promettono in sposa a un uomo molto più grande in cambio di denaro e del mantenimento della ragazzina. Le nozze avvengono però nei Paesi d'origine (Pakistan, India, Bangladesh, Albania o Turchia), perché nel nostro ordinamento i matrimoni con minori sono vietati, come previsto dall'articolo 84 del codice civile, fatto salvo il caso in cui il minore abbia compiuto i 16 anni e sia autorizzato dal tribunale per i minorenni a contrarre matrimonio per comprovati gravi motivi;

            le spose bambine d'Italia provengono soprattutto dalle comunità di India, Pakistan, Bangladesh ma anche Albania e Turchia, di religione musulmana e devono sottostare alla legge islamica secondo la quale una bambina raggiunge la maggiore età già a nove anni. In tutto il mondo, invece, gli Stati più a rischio - secondo i dati delle Nazioni Unite - sono Niger, Ciad, Bangladesh e Guinea dove il 60 per cento delle donne si sposa prima dei 18 anni;

            quando si parla di matrimoni forzati in Italia di solito si fa riferimento a bambine costrette a sposare uomini grandi, ma non bisogna dimenticare che molto spesso avviene il contrario. Infatti, questi fenomeni coinvolgono anche bimbi maschi promessi a donne adulte. Nelle comunità di India e Pakistan, a titolo di esempio, le famiglie si mettono d'accordo con un vero e proprio contratto matrimoniale, un accordo economico grazie al quale i genitori dei futuri sposi ottengono somme di denaro, la certezza del mantenimento dei propri figli o addirittura un aiuto per ottenere documenti e permessi di soggiorno. In altre parole quando un cittadino straniero chiede il ricongiungimento con un cugino di secondo grado, quel lontano parente sarà in realtà il marito di una bambina o il suo promesso sposo. Ma provare questi abusi è estremamente difficile, e allora capita molto spesso che restino impuniti. Ed estranei a qualunque calcolo statistico. Purtroppo nel nostro Paese si fa ancora pochissimo. Invece accade che il matrimonio forzato non sia neanche considerato un reato penale specifico. Men che meno una violazione dei diritti umani o una forma di violenza sulle donne;

            è necessario quindi che sia considerato reato far sì che una persona, per mezzo di costrizione, si sposi contro la sua volontà. Forzare qualcuno al matrimonio utilizzando violenza o minaccia o facendo leva su precetti religiosi ovvero sfruttando una situazione di vulnerabilità deve essere considerato un reato e deve pertanto punito con la reclusione,

        impegna il Governo:

            a procedere con celerità, anche con provvedimenti normativi di natura emergenziale, all'introduzione di un nuovo reato (bambine spose) di costrizione al matrimonio o all'unione civile e quello di induzione al viaggio finalizzato al matrimonio.