Legislatura 17ª - Dossier n. 60

2.4. Residui

Il conto dei residui, in relazione ai valori esposti al 1° gennaio 2015 e quindi in relazione alle risultanze riferibili alla gestione degli esercizi precedenti, presenta un'eccedenza attiva, come saldo tra residui attivi per 209.126 milioni di euro (261.124 milioni nel 2014) e passivi per 113.254 milioni di euro (84.216 milioni nel 2014), pari a 95.872 milioni di euro (nel 2014 l'eccedenza attiva era pari a 176.907 milioni di euro).

Nel corso dell'esercizio 2015 la situazione sopra esposta si è modificata dando luogo ad accertamenti di residui attivi per 150.681 mln, con una riduzione dal lato delle entrate di 58.446 milioni e di residui passivi per 99.304 mln, con una riduzione dal lato delle uscite di 13.949 milioni di cui 10.067 milioni sono somme perenti ai fini amministrativi.

Dei residui attivi pregressi accertati nell'esercizio, 37.773 milioni di euro (erano 30.684 milioni nel 2014) sono stati incassati e 112.907 milioni di euro (112.562 milioni nel 2014) sono rimasti da riscuotere e da versare, mentre dei residui passivi accertati 52.523 milioni di euro risultano essere stati pagati (36.736 milioni di euro nel 2014) e 46.781 milioni (36.662 mln nel 2014) sono invece rimasti da pagare(24) .

In sintesi, per quanto riguarda i residui di nuova formazione, l'esercizio 2015 ha prodotto residui attivi per 95.352 milioni di euro (96.565 milioni nel 2014) e passivi per 66.250 milioni di euro (76.591 milioni nel 2014), con un'eccedenza attiva di 29.102 milioni di euro (era di 19.974 milioni nel 2014).

Dalla ricognizione dei profili qualitativi della consistenza dei residui passivi di nuova formazione al 31 dicembre 2015, sulla base della tabella 17 della relazione al disegno di legge si osserva che circa il 72,6 per cento (64,3 per cento nel 2014) sono da imputare alle spese di parte corrente, circa il 22,5 per cento (35,2 per cento nel 2014) è da ricondurre alle spese in conto capitale, mentre il peso del rimborso di passività finanziarie si attesta al 4,9 per cento (0,5 per cento nel 2014). Tali dati se raffrontati con quelli di spesa per competenza, che presenta una ripartizione in spese correnti per il 68,9 per cento, spese in conto capitale per il 5 per cento e rimborso di passività finanziare per 26,1 per cento, evidenziano le maggiori difficoltà di pagamento delle spese in conto capitale.

Per le spese correnti è preponderante la consistenza dei residui di nuova formazione per trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche (pari a circa il 74,8 per cento di quelli di parte corrente), mentre hanno un impatto minore quelli per poste correttive e compensative (pari a circa l'8,4 per cento), per consumi intermedi (pari al 7,6 per cento), per trasferimenti correnti a imprese (pari al 3,7 per cento) e per redditi da lavoro dipendente (pari all'1,8 per cento).

Tra i residui di nuova formazione relativi a spese in conto capitale si segnalano i contributi agli investimenti (pari al 47,9 per cento dei residui di nuova formazione in conto capitale), i contributi agli investimenti ad imprese (pari al 18,8 per cento), gli investimenti fissi lordi e acquisti di terreni (pari al 18,6 per cento), gli altri trasferimenti in conto capitale (pari all'8,6 per cento), le acquisizioni di attività finanziarie (pari a circa il 3,6 per cento) e i contributi agli investimenti all'estero (pari a circa al 2,4 per cento).

Al 31 dicembre 2015 il totale complessivo dei residui attivi (tenuto conto quindi degli effetti della gestione relativa alla quota residui degli esercizi precedenti e dei residui di nuova formazione) è stato pari a 208.260 milioni di euro (209.126 milioni nel 2014, con un decremento di circa 0,4 per cento), e quello dei passivi a 113.031 milioni di euro (113.254 milioni nel 2014, con un decremento di circa 0,2 per cento), con un'eccedenza attiva complessiva di 95.228 milioni di euro (95.874 milioni nel 2014), dovuta in misura maggiore alla gestione dei residui provenienti dagli esercizi pregressi (66.126 mln di euro a fronte di un eccedenza attiva, per i soli residui di nuova formazione, di 29.102 mln di euro) (cfr. tabella che segue).

Con riferimento al dato inerente i residui attivi pregressi si segnala, dopo la tendenza all'incremento riscontrato negli ultimi anni(25) (ad esclusione del 2011), e la inversione di tendenza registrata nel 2014, una stabilizzazione della consistenza. Relativamente ai residui passivi di nuova formazione dopo gli incrementi registrati negli ultimi anni(26) si rileva una riduzione della loro consistenza (-13,5 per cento).

Tabella 2.4.1 – Variazioni della consistenza dei residui attivi e passivi

(milioni di euro)

2014

2015

Provenienti da esercizi precedenti

Di nuova formazione

Totale

Provenienti da esercizi precedenti

Di nuova formazione

Totale

Var. %

2015/2014

Residui attivi

112.562

96.565

209.127

112.907

95.352

208.259

-0,4%

Residui passivi

36.662

76.591

113.253

46.781

66.250

113.031

-0,2%

Eccedenza (-passiva +attiva)

75.900

19.974

95.874

66.126

29.102

95.228

-0,7%


24) I dati sono desunti dalla relazione illustrativa al disegno di legge in esame.

25) L'aumento è stato del 14,4 per cento nel 2007, del 30 per cento nel 2008, del 18,4 per cento nel 2009, del 22,4 per cento nel 2010, del 14,88 per cento nel 2012, del 13,81 per cento nel 2013.

26) L'aumento è stato del 28,2 per cento nel 2013 e del 23,6 per cento nel 2014.