Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 564 del 08/06/2011

PEDICA (IdV). Signora Presidente, signor Sottosegretario, colleghi, innanzitutto intendo esprimere ancora una volta, personalmente e a nome del Gruppo dell'Italia dei Valori, solidarietà alle famiglie di tutte le vittime degli ultimi attacchi avvenuti in Afghanistan e in Libano. Desidero altresì ribadire la vicinanza e la gratitudine alle Forze armate, impegnate ogni giorno con dedizione, passione e impegno nelle missioni internazionali di pace (sottolineo: di pace).

Mi dispiace dover rilevare - e non lo faccio con polemica, ma solo perché credo che sia necessario - che come sempre il Governo e i relativi rappresentanti di turno si occupino dei nostri ragazzi impegnati in queste difficili missioni quasi esclusivamente in occasione di attentati e attacchi, o comunque di eventi caratterizzati da una certa gravità. La ringrazio quindi, signor Sottosegretario, per le informazioni che ha voluto fornire circa la ricostruzione degli eventi che nell'arco di pochi giorni hanno interessato i nostri militari. Credo però che, a prescindere dagli ultimi gravi incidenti, il Governo, in entrambe queste situazioni, non abbia presentato al Parlamento una posizione politica chiara e seria, soprattutto a fronte dei forti cambiamenti che stanno avvenendo in quei Paesi.

Ricordo in proposito che è dall'inizio della legislatura che si discute di una legge quadro sulle missioni internazionali. Ve ne sono diverse, depositate in entrambi i rami del Parlamento (una peraltro presentata dallo stesso Governo), ma ancora procediamo a rinnovare con decreti legge la nostra partecipazione a queste missioni, continuando purtroppo a non avere un programma!

È evidente come stiano aumentando i pericoli per i nostri soldati e per le nostre truppe e come gli ultimi gravi attentati avvenuti contro le nostre Forze armate, sia in Libano che in Afghanistan, pongano con urgenza la necessità di una riflessione sul ruolo svolto dai nostri militari in quelle regioni.

Dico questo non solo perché siamo preoccupati per l'incolumità dei nostri ragazzi, ma anche perché siamo convinti che la presenza delle nostre Forze armate in scenari di guerra o, comunque, in aree estremamente conflittuali, debba essere una presenza sempre ragionata, responsabile e attenta ad ogni cambiamento, non certo con l'attenzione che i colleghi stanno ponendo a questo dibattito. L'Italia, di fronte a questa situazione, risulta essere poco presente e attenta nonostante, tra l'altro, il nostro contingente in Libano sia ancora oggi il più numeroso.

Per quanto riguarda l'Afghanistan, la posizione dell'Italia dei Valori è da sempre stata chiara. Abbiamo ribadito più e più volte il nostro convinto no alla permanenza delle truppe in Afghanistan. Lo abbiamo fatto dall'inizio della legislatura chiedendo una exit strategy, ovviamente negata e poi considerata la soluzione migliore addirittura dal presidente Obama e dalla NATO. L'ultimo attacco da parte di un commando di quattro talebani al gruppo di ricostruzione provinciale di Herat City gestito dal contingente militare italiano è avvenuto, tra l'altro, in una provincia considerata pochi mesi fa fra le più tranquille anche dal ministro della difesa La Russa, che oggi non è presente.

È quindi indiscutibile che qualcosa non va! Che manca una percezione chiara della grave realtà di quel Paese e che ogni giorno il rischio per i nostri militari si fa sempre più elevato. È ora di prendere delle decisioni serie e responsabili nei confronti non solo di tutti i militari impegnati nelle missioni, ma anche nei confronti di tutto il Paese. È necessario, conseguentemente, rivalutare con attenzione e serietà la partecipazione del nostro contingente in queste missioni internazionali. È ora che i nostri ragazzi ritornino a casa!

Leggiamo inoltre su alcuni quotidiani, e tra questi «Avvenire», un reportage che descrive una giornata con i parà, i quali affermano che così rischiano, perché in Afghanistan ogni minaccia è un fantasma che ti segue e ti perseguita dappertutto.

Vorrei chiedere al Governo un tavolo di responsabilità, e non la riflessione fatta dal sottosegretario Crosetto, che altro non è che una copia del discorso fatto dal ministro La Russa il 31 maggio. Una riflessione anche sulla gravità del momento serve invece al nostro Paese per dare energia e, sicuramente, fiducia ai nostri militari. (Applausi dal Gruppo IdV).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Galioto. Ne ha facoltà.