Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 564 del 08/06/2011
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GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Signora Presidente, signor Sottosegretario, negli ultimi dieci giorni in alcune delle zone dove sono impegnati i nostri militari si sono succeduti tre attentati, come è stato ricordato. Il primo il 27 maggio in Libano, nel quale sono stati coinvolti e feriti 10 nostri militari; il secondo in Afghanistan, al compound PRT di Herat, con 15 feriti; il terzo attentato ha provocato l'uccisione di un ufficiale dei Carabinieri, sempre in Afghanistan, in circostanze ancora da chiarire. Gli attacchi contro i nostri militari lasciano sempre tutti sgomenti. Anche noi vogliamo esprimere la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime e ai feriti, augurando loro una pronta guarigione.
Gli attentati subiti in questi anni, che purtroppo negli ultimi mesi si sono intensificati proprio quando la transizione, soprattutto in Afghanistan, appare più vicina, ci rafforzano nella convinzione che la presenza militare italiana non è stata inutile, ma anzi è stata utile e proficua. Tuttavia, a nostro giudizio, si pone con forza la questione di un riequilibrio progressivo della presenza italiana nei teatri di intervento, che ad oggi non sono più considerati strategici. Non vogliamo dire niente di nuovo dal momento che una riflessione in questa direzione è stata compiuta nei giorni scorsi anche dai ministri Frattini e Calderoli.
A nostro avviso, però, è arrivato il momento di dare un segnale politico che non può e non deve essere interpretato come una defezione: i militari impegnati nelle missioni all'estero hanno e continueranno ad avere tutto il nostro sostegno. Ci sembra, però, che un riequilibrio delle presenze dei nostri militari nei vari scenari appaia oggi una decisione di maturità e di responsabilità. Si potrebbe seguire l'esempio, soprattutto per il Libano, del modello che è già stato attuato con le missioni nei Balcani: ad un progressivo consolidamento pacifico della situazione si è proceduto con un graduale riequilibrio delle forze in campo. Dal momento che lo stesso ministro La Russa ha evidenziato che in futuro, soprattutto in Afghanistan, i rischi per i nostri militari non diminuiranno, auspichiamo che lo stesso processo di transizione venga accelerato e monitorato con maggiore attenzione rispetto ad oggi.
Certo, sappiamo bene che l'Italia è parte di una coalizione e che le decisioni vanno contemperate nel quadro di un'alleanza, ma è ora che il Governo e la nostra diplomazia contribuiscano ad un salto di qualità. È evidente ed apprezzabile che un negoziato politico-diplomatico in tutta la regione venga messo in atto al più presto possibile; un negoziato che però deve proseguire e procedere di pari passo con una presenza militare riequilibrata nelle sue dimensioni per ottimizzare il nostro ruolo e per far sì che non ci si debba ritrovare così spesso con il Governo a relazionare su attentati e con le forze parlamentari ed i politici ad esprimere costernazione e solidarietà per le vittime. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Torri. Ne ha facoltà.