Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 564 del 08/06/2011
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CARRARA (CN-Io Sud). Signora Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli colleghe e colleghi, innanzitutto mi associo a quanto ha detto il rappresentante del Governo per la solidarietà espressa nei confronti delle vittime nella ricerca della stabilizzazione e della pace in questi teatri.
I due attentati che si sono susseguiti così a breve distanza l'uno dall'altro, prima in Libano e poi in Afghanistan, sembrano avere la stessa radice. Infatti, è sempre più forte il sospetto che dietro a questi attacchi vi sia un chiaro messaggio dissuasivo nei confronti delle nostre truppe a stabilire un contatto diretto con le popolazioni locali. (Brusìo).
Signor Presidente, mi scusi, ma in queste condizioni mi vedo costretto a consegnare il mio intervento.
PRESIDENTE. Colleghi, consentite al senatore Carrara di svolgere il suo intervento.
CARRARA (CN-Io Sud). La ringrazio, signora Presidente. In Libano sei militari italiani della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) sono rimasti feriti in seguito a un attacco contro i mezzi dell'ONU. L'ipotesi più accreditata è che dietro all'attentato ci possa essere un messaggio rivolto alla comunità internazionale, impegnata proprio a condannare la dura repressione siriana.
I soldati italiani sono in Libano dal settembre 2006 nell'ambito della missione Leonte, che fa parte dell'intervento ONU denominato UNIFIL. L'Italia partecipa alla missione internazionale con un contingente di 1.780 militari. Appena tre giorni dopo l'attentato in Libano, quattro aggressori hanno sferrato un attacco nei pressi del Centro per la ricostruzione provinciale di Herat, unità NATO nell'Afghanistan occidentale, gestita da soldati e da civili italiani. Secondo le intelligence italiane e americane, anche questo assalto, che ha lasciato feriti cinque militari italiani, sarebbe servito per spezzare il legame tra i militari in azione di pace e il popolo civile.
Il timore che aleggia ora è quello che altri possibili attentati contro obiettivi dell'esercito di pace siano già pianificati, anche in virtù del fatto che da circa un mese sono in forte aumento alcune piccole operazioni di intimidazione e continue sparatorie. (Brusìo).
Signora Presidente, mi scusi, consegno l'intervento.