Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 564 del 08/06/2011

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, più che fare una sintesi, vorrei affidare all'Aula le mie riflessioni e comunicare quello che mi accingo a decidere.

È stata sempre intenzione di questa Presidenza fare in modo di essere sensibile alle richieste sia di maggioranza che di opposizione tutte le volte in cui queste istanze erano finalizzate a un dibattito su temi sensibili del Paese. Non vi è dubbio che il tema della corruzione nell'ambito della pubblica amministrazione è uno dei temi più sensibili fra quelli in ordine ai quali i cittadini chiedono giustamente delle risposte.

Questo disegno di legge è stato presentato dal Governo un anno e due mesi fa; è stato in effetti fermo per alcuni mesi in Commissione perché mancavano dei pareri della Commissione bilancio. Vi sono state delle sollecitazioni...

INCOSTANTE (PD). Ma non è così!

PRESIDENTE. Posso parlare?

MORANDO (PD). Forse ci si dovrebbe domandare il perché.

PRESIDENTE. Ma, colleghi, non mi sento in uno stadio. Mi sento nell'Aula del Senato. Chiedo soltanto quel minimo di rispetto nei confronti della carica che ricopro, e non della persona. Tutto qua. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

Su parecchie sollecitazioni dei Gruppi di opposizione, che recentemente non hanno più votato il calendario, ho assunto una determinazione (l'ho anche annunziato pubblicamente), vale a dire che sarebbe stata fatta la mia proposta di calendarizzare d'ufficio questo disegno di legge anche senza relatore, ove necessario, per il 6 giugno. Così è avvenuto.

Purtroppo, nonostante il grande sforzo e l'oneroso impegno a cui sono sottoposte di solito, la 1a e la 2a Commissione - senza ovviamente voler mancare di rispetto alle altre - non hanno potuto concludere il proprio lavoro. Ma è chiaro che questo aspetto sconta in Aula un deficit di procedibilità e di organicità di lavoro (non dobbiamo nascondercelo), perché un disegno di legge anticorruzione che giunge in Aula senza un relatore, con un testo base soltanto, con una relazione del Presidente della Commissione sicuramente non consente, non tanto alla Presidenza, bensì a chi deve partecipare al dibattito e votare, una visibilità organica ed ampia della disciplina dei lavori e dei temi sui quali è chiamato a riflettere e a pronunziarsi. Si è andati avanti così.

Oggi è accaduto un evento del quale, naturalmente, non possiamo non prendere atto: è stato bocciato l'articolo 1. Non compete a me valutare la essenzialità dell'articolo 1 ai fini dell'impianto della legge: si tratta di una scelta del Governo e della maggioranza. Compito della Presidenza è fare in modo che l'Aula possa pronunziarsi al meglio e sforzarsi perché dal Senato, dal Parlamento esca un testo quanto più possibile organico, che affronti materie sensibili quale è quella dell' anticorruzione, con un'articolazione accettabile e che tocchi i vari gangli, per esempio, nella fattispecie, della corruzione, la sua disciplina e l'istituzione di organismi finalizzati al contrasto alla corruzione in un ambito più ampio di articolazione.

Il voto di oggi naturalmente è stato oggetto di dibattito politico. Sono state avanzate da alcuni esponenti dell'opposizione alcune proposte di rivisitare in Commissione una nuova disciplina all'articolo 1 il quale, allo stato attuale, è stato proceduralmente bocciato. Quindi, formalmente non si può più parlare in Aula di articolo 1, in quanto non esiste più. È stato sottoposto alla Presidenza un emendamento innovativo, sulla cui ammissibilità ci dobbiamo pronunziare.

Per un attimo, però, vorrei rifarmi a un senso di responsabilità collegiale e - consentitemi una volta di poterlo dirlo, pur se esulo dal mio ruolo - anche politica. Occorre, cioè, che tutti noi facciamo in modo che si possa lavorare in quest'Aula, dopo che le Commissioni si sono trovate ad affrontare temi per i quali non c'è stato il tempo per lavorare.

Alla luce di queste considerazioni, convocherei per le ore 18, senza alcuna decisione dell'Aula, la Conferenza dei Capigruppo, che mi sembra il luogo più idoneo per proseguire la mia riflessione, al fine di sforzarci di arrivare ad una decisione che sia possibilmente la più condivisa. Il mio sforzo, e credo lo sforzo di tutti noi, è, quanto meno su temi come l'anticorruzione, di instaurare un clima d'Aula e una responsabilità collegiale che porti a scontrarci e a confliggere sui contenuti, ma non sul procedimento, e principalmente non sulla compiutezza di un disegno di legge. Preferirei evitare che si possa dire che dal Senato è uscito un testo anticorruzione monco. Sarebbe questa una sconfitta di tutti. Non sta a me entrare nel merito se sia monco o meno senza l'articolo 1, però voglio esperire questo tentativo convocando la Conferenza dei Capigruppo per le ore 18. Spero che da essa possa scaturire una decisione unanime sull'andamento dei lavori, nell'interesse della trattazione al meglio di un tema sensibile come la lotta alla corruzione, tema che sta a cuore di tutti gli italiani e certamente di tutti i senatori che compongono quest'Assemblea. (Applausi dal Gruppo PdL).

Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà immediatamente dopo la conclusione della Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 17,34, è ripresa alle ore 19,31).