Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 564 del 08/06/2011
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FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, come vede, quando ci si spiega le posizioni cominciano, per così dire, ad entrare in dialogo.
A me pare che la discussione di oggi pomeriggio stia dimostrando in maniera del tutto evidente che sarebbe davvero un errore grave per la maggioranza affidare la sorte del provvedimento esclusivamente alla decisione del presidente Schifani sull'ammissibilità di questo emendamento che introdurrebbe l'articolo aggiuntivo (senatore Bricolo, gli articoli aggiuntivi non scendono come gli angeli sulla terra, ma hanno bisogno di un veicolo, che è rappresentato dagli emendamenti). Dunque, mi parrebbe davvero fuori luogo che fosse riversata sulla responsabilità in ordine alla decisione sull'ammissibilità o meno di un emendamento la sorte di un provvedimento contro la corruzione.
Certo, potrei un po' speculare e dire che sarebbe il caso che decideste se l'articolo 1 è essenziale - come sostenuto questa mattina dal sottosegretario Augello - o non è essenziale, ma ciò che dico vale a maggior ragione se esso non è essenziale, come argomenta il sottosegretario Caliendo sostenendo che ci sono parti del disegno di legge del Governo che vivono di vita propria, al di là di quell'architettura che noi contestiamo e abbiamo sempre contestato, anche quando, nel 2008, avete abolito l'Autorità nazionale contro la corruzione (e lo dico al presidente Gasparri che sostiene che tanto già ci siamo).
Noi abbiamo la ferma volontà di avere una disciplina seria contro la corruzione. Forse manca a questo dibattito un'informazione, o meglio un dato di verità, e cioè che il provvedimento è rimasto in Commissione bilancio sette mesi e mezzo in attesa della relazione tecnica del Governo, come peraltro testimonia un carteggio intervenuto tra me e il presidente Schifani esattamente su questo punto.
Quindi, noi oggi siamo nella condizione di poter dire che se il provvedimento fosse rinviato in Commissione, o meglio se la Commissione venisse reinvestita di questa questione, noi avremmo più testi tra i quali scegliere quello base: a quel punto, se ne scelga uno, quello che verrà ritenuto il più compiuto, secondo me, e, quindi, il più ricco di strumenti contro la corruzione. Ciascuno quindi presenterà emendamenti, anche il Governo naturalmente, che tiene a quelle misure recate dagli altri articoli del suo disegno di legge, sulla cui validità, come dire, io mi voglio esprimere, perché ci sono anche suggerimenti positivi. Diamo pertanto un termine ai lavori della Commissione, così rispettiamo tutti il nostro impegno, e approfittiamo del varco d'Aula per discutere subito il provvedimento che ratifica la Convenzione di Strasburgo in materia di corruzione, esitato ieri dalle Commissioni riunite 2a e 3a.
Daremo così - mi pare - la massima prova della volontà del Parlamento italiano di occuparsi di questo tema, non commetteremo smarginature, non ridurremo una cosa così complessa a una dichiarazione di ammissibilità o di inammissibilità, scaricando - mi si consenta il termine - sul Presidente del Senato la sorte di questa questione e ciascuno di noi potrà così trovare il modo di contribuire ad una legislazione seria ed efficace. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).