Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 564 del 08/06/2011
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FINOCCHIARO (PD). Non devo ricordare a lei, presidente Schifani, che padrone dell'andamento dei lavori di quest'Aula non è il Governo della Repubblica, ma il Senato della Repubblica. (Applausi dai Gruppi PD, IdV, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI e Misto-ApI).
PRESIDENTE. Mi rifarò all'Aula, infatti. É l'Aula che comanda, e non la Presidenza del Senato.
FINOCCHIARO (PD). E' esattamente l'Aula che comanda, e il Regolamento del Senato della Repubblica.
PRESIDENTE. È il nostro viatico.
FINOCCHIARO (PD). Lo so bene, Presidente, che è il vostro viatico.
Desidero fare due considerazioni rispetto alla garbata esposizione del sottosegretario Augello, che ringrazio per il garbo, ma non per il merito.
Quest'Aula ha fatto due votazioni questa mattina: con il primo voto è stato bocciato l'emendamento del senatore Malan; con il secondo è stato bocciato l'articolo 1 del disegno di legge.
In sostanza, ciò che è stato bocciato è il sistema con il quale viene radicata presso la Presidenza del Consiglio dei ministri l'Autorità - o chiamatela come volete - che deve governare il controllo della corruzione nella pubblica amministrazione.
Questo è il punto. E, se questo è il punto, non è ammissibile né proponibile alcun emendamento che riproduca questo sistema.
Al sottosegretario Augello, che per inciso, e con grande abilità retorica, dice che non è possibile ricorrere al sistema dell'Autorità indipendente (come l'articolo 6 della Convenzione ONU sulla corruzione del 2003 impone), io chiedo quali siano - ohibò! - le ragioni di questa impossibilità, che peraltro, come possibilità positiva, viene invece prevista in altri disegni di legge presentati e abbinati a questo provvedimento. Mi resta oscuro perchè noi dobbiamo o dovremmo contravvenire, o proponiate di contravvenire all'articolo 6 della Convenzione ONU, per creare un carrozzone - mi perdonino le insigni personalità che verrebbero a comporre questo organismo - che resta saldamente nelle mani della Presidenza del Consiglio.
E voglio ancora aggiungere che non solo abbiamo dalla nostra l'articolo 97, secondo comma, del Regolamento del Senato della Repubblica, che appunto dichiara inammissibili ordini del giorno, emendamenti e proposte in contrasto con deliberazioni già adottate dal Senato sull'argomento nel corso della discussione, ma abbiamo dalla nostra anche un'altra proposta positiva. Si sta agitando in quest'Aula, e fuori - capisco la forza della disperazione - una mistificazione che, in sé, è anche una calunnia, secondo la quale verrebbe impedita dalle opposizioni di questo Paese la discussione di un provvedimento anticorruzione chiaro ed efficace.
La strada è chiara davanti a noi. Esistono molteplici disegni di legge presentati dalle opposizioni e abbinati a questo provvedimento: sono tutti disegni di legge rispetto ai quali io non esprimo nessuna preferenza. Il Governo ritiri il proprio provvedimento, si vada in Commissione, si scelga uno di questi testi come testo base, su questo si costruisca un provvedimento assai più compiuto, profondo, efficace e rispondente alle prescrizioni internazionali e si torni subito in Aula. (Applausi dai Gruppi PD, IdVe UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI).
Questo è quello che abbiamo voluto dal primo momento, presentando i disegni di legge anticorruzione (ben tre sono quelli del mio Gruppo), sollecitando in ogni sede e con ogni forma - compresa una lettera diretta a lei, presidente Schifani - la discussione del provvedimento anticorruzione, presentando noi il disegno di legge di ratifica della Convenzione di Strasburgo ed impegnandoci in ogni modo perché l'Italia abbia una disciplina anticorruzione che faccia onore alla necessità di liberare il nostro sistema dalla corruzione. Siamo pienamente consapevoli dei guasti, non misurabili solo con il metro del codice penale, che la presenza della corruzione reca al nostro sistema, alle competitività del Paese, alla libertà dei nostri mercati e alla possibilità delle nostre imprese di muoversi secondo regole chiare e definite.
Perché volete ostinarvi? Il vostro disegno di legge è sbagliato, ed è stato bocciato per due volte dall'Assemblea del Senato. L'opposizione, il più grande partito dell'opposizione, stende davanti voi il tappeto rosso della possibilità di avere, in tempi brevi, una disciplina efficace e rispettosa degli impegni internazionali in materia di corruzione.
Se vi ostinerete, io devo dirvi quello che penso, con ogni chiarezza: noi saremo costretti ad esperire ogni mezzo perché si eviti che questo Senato torni a discutere di un argomento che ha già bocciato.
Quando vi renderete conto che c'è la necessità di rimettere in relazione la forma di una maggioranza che muta continuamente (Applausi dai Gruppi PD e IdV) e la sostanza del merito delle decisioni gravi che noi vi diciamo di essere disponibili, su questo tema, ad assumere insieme a voi, portandone la responsabilità? Purché queste siano chiare, serie, efficaci e rispettose della legalità internazionale. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e del senatore Serra).