Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 564 del 08/06/2011
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CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALIENDO, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il Governo non rinuncia a verificare tutte le strade possibili perché con l'opposizione, come ho detto questa mattina, si possa pervenire all'approvazione di un serio provvedimento anticorruzione. Il Governo ricorda che la Convenzione dell'ONU del 2003 è stata approvata da questo Governo e da questo Parlamento nel 2009 e anche che, a legislazione vigente, l'attuale autorità anticorruzione è presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
Presidente Finocchiaro, non è possibile dire che noi non abbiamo fatto nessuna modifica, perché lei mi insegna che esiste una dipendenza gerarchica o un rapporto funzionale, ma tra questo Comitato e la Presidenza del Consiglio dei ministri non esiste una dipendenza gerarchica né un rapporto funzionale. Non vi è quindi nessun paragone tra quello che abbiamo bocciato questa mattina e quello che è proposto oggi: si tratta di un testo completamente diverso.
Il Presidente del Consiglio dei ministri adotterà con un proprio decreto le modalità di funzionamento del Comitato, ma su proposta del Comitato stesso, ossia come avviene - e lei me lo insegna - per gli atti del Consiglio superiore della magistratura, che assumono la forma del decreto del Ministro o del decreto del Presidente della Repubblica. Ci troviamo quindi di fronte a un organismo del tutto indipendente.
Vorrei però richiamare ancora per un attimo l'attenzione di tutti sulla non necessità dell'articolo 1 rispetto agli altri articoli del disegno di legge, che abbandonano una vecchia concezione della risposta con autorità terze e indipendenti (Applausi del senatore Nania), ma introducono un principio di responsabilità che è alla base di tutte le normative contemplate dagli articoli da 2 a 12 e che concernono la responsabilità delle amministrazioni locali, di coloro che devono compiere i controlli, la necessità della trasparenza della pubblica amministrazione, il controllo deputato alla collettività, alla generalità dei cittadini, che non c'entrano col Piano nazionale anticorruzione. Infatti, quelle norme, che possono essere magnificamente valutate e inserite a legislazione vigente, garantiscono come conseguenza la lotta alla corruzione.
Pertanto, in quell'opera di vera collaborazione, noi, anziché ridurci alla fine del provvedimento a presentare un emendamento per portare avanti l'idea recata dall'articolo 1, abbiamo ritenuto corretto informare immediatamente il Parlamento dell'intenzione di fare un provvedimento diverso, che teneva conto anche di quanto era stato sollecitato dall'opposizione. Poi si può discutere su quali soggetti inserire nel Comitato e poi possiamo benissimo con dei subemendamenti procedere ad aggiornamenti: non è che io ritenga che siano queste le persone che devono per forza far parte del Comitato. L'aspetto che evidenzio è che non c'è una dipendenza funzionale o gerarchica, né con il Presidente del Consiglio né con altra autorità. I componenti del Comitato non sono autorità politiche e, quindi, vi è una garanzia, essendo un organo che non ha un'influenza diretta e non essendo il vecchio Alto commissario per la lotta alla corruzione. È un organo diverso rispetto a quelle che sono le norme riguardanti la capacità di ciascuno di rigenerarsi.
Ciascuno di voi sa quanto è avvenuto qualche giorno fa. Anche il procuratore nazionale antimafia ha ritenuto che la migliore soluzione per la lotta alla corruzione sia quella di garantire una verifica degli appalti da parte dei sindaci dei Comuni. Questa è la responsabilità alla quale noi vogliamo chiamare tutte le autorità pubbliche, tutte le cariche elettive di questo Paese. È una responsabilità che possiamo costruire insieme, migliorando eventualmente il testo nelle parti da migliorare: ma non per lotta politica. Non sosteniamo che sia la stessa cosa. Non diciamo di aver previsto un Comitato in rapporto con il Presidente del Consiglio dei ministri, perché non è così.
Rispondo al senatore Bruno e al senatore D'Alia. Se l'Aula ritiene necessario un passaggio in Commissione, io mi rimetto all'Aula e al Presidente del Senato. Tentiamo, invece, di riuscire a discutere in questa sede, proprio per quella non dipendenza degli articoli da 2 a 12 da questo articolo. È un articolo sì importante, ma che nulla ha a che vedere con la disciplina prevista dagli altri articoli, che riguardano l'effettiva lotta alla corruzione. Se vogliamo condurre tale lotta, dobbiamo farlo insieme, e al più presto. Forse, potremo farlo anche in questa settimana. (Applausi dai Gruppi PdL e CN-Io Sud).