Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 564 del 08/06/2011
Azioni disponibili
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sull'informativa del Governo.
SCANU (PD). Esprime preoccupazione per le modalità dei recenti attentati in Libano e in Afghanistan che mostrano la volontà delle forze contrarie alla pacificazione di alzare il livello dello scontro. Ad Herat gli insorgenti hanno voluto colpire un emblema del processo di ricostruzione e dell'unità d'intenti tra forze militari e società civile. Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha invitato a non abbassare il livello di guardia: appaiono dunque inopportune alcune dichiarazioni del Presidente del Consiglio volte a soddisfare le richieste della Lega Nord di ridimensionare l'impegno italiano. Sollecita infine un confronto in Commissione prima del varo del prossimo decreto di rifinanziamento delle missioni internazionali. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Come precedentemente convenuto, sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 15,34, è ripresa alle ore 16,01.
Presidenza della vice presidente MAURO
CARRARA (CN-Io Sud). Gli attentati avvenuti in Libano e Afghanistan ai danni di militari italiani - ai quali esprime la solidarietà del Gruppo - sembrano avere in comune l'intento di ostacolare gli sforzi del contingente italiano di stabilire un contatto diretto con le popolazioni locali. Resta anche alto il rischio di ulteriori aggressioni già pianificate. Consegna il testo del suo intervento affinché sia allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
PEDICA (IdV). I recenti attentati dimostrano che sta crescendo la tensione in Libano e Afghanistan e pertanto si aggravano i rischi a cui sono sottoposti i militari italiani, ai quali va espressa solidarietà e gratitudine per il ruolo che svolgono nelle missioni internazionali di pace. L'Italia dei Valori resta convinta della necessità di ritirare il contingente militare dall'Afghanistan e di valutare in modo ragionato la presenza italiana nei teatri di crisi, cosa attualmente impossibile dal momento che si continua a rinnovare la partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali tramite decreti-legge, mentre le proposte di legge quadro in materia giacciono in Parlamento. (Applausi dal Gruppo IdV).
GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Il ripetersi di attentati ai danni di militari italiani, soprattutto in Afghanistan, suscita sgomento e induce a porsi interrogativi sull'opportunità di riequilibrare la presenza italiana almeno nei teatri di intervento considerati non più strategici. Senza far mancare il sostegno e la solidarietà di tutte le forze politiche alle truppe impegnate nelle missioni internazionali, il Governo dovrà cercare di accelerare il passaggio dei poteri al Governo afghano ed il progressivo disimpegno da quell'area di crisi. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI. Congratulazioni).
TORRI (LNP). Nell'ultima sessione primaverile dell'Assemblea della NATO, i rappresentanti di alcuni Paesi hanno cominciato a manifestare dubbi sulla sostenibilità dell'impegno in Afghanistan, dopo la morte di Bin Laden. Si tratta di un approccio sbagliato, perché l'obiettivo deve restare quello di disarticolare l'organizzazione di Al Qaeda per tenere il terrorismo lontano dai Paesi occidentali. È invece opportuno decidere assieme alla NATO una tempistica per accelerare il passaggio della responsabilità della sicurezza al Governo afghano. Per quanto riguarda il Libano, è apprezzabile l'annuncio del Sottosegretario della progressiva riduzione del contingente italiano, ma contestualmente si dovrà vigilare sulle decisioni assunte dagli altri Paesi della NATO, onde evitare che l'Italia resti da sola a sostenere l'onere dell'impegno militare in quella zona. (Applausi dal Gruppo LNP).
CANTONI (PdL). L'angoscia suscitata dalle notizie di attentati ai militari italiani in missione all'estero, solitamente, apre al strada alle invocazioni di un rientro delle truppe o di una loro cospicua riduzione. In questo momento, però, nessun Paese può disimpegnarsi da quelle aree di crisi, dove solo le forze militari possono intervenire a difesa di democrazie ancora troppo deboli. È quindi essenziale garantire la continuità dell'impegno della comunità internazionale, nel cui ambito il contingente italiano svolge un ruolo importante, da tutti apprezzato e riconosciuto. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Torri).