Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 564 del 08/06/2011
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Informativa del Governo sui recenti attentati in Libano e Afghanistan che hanno coinvolto militari italiani e conseguente discussione
CROSETTO, sottosegretario di Stato per la difesa. Riferisce sulla dinamica dei recenti attentati avvenuti il 27 maggio in Libano e il 30 maggio in Afghanistan, i quali hanno provocato rispettivamente il ferimento di sei e cinque militari italiani. Per quanto riguarda l'attacco terroristico avvenuto su una strada di collegamento molto trafficata nei pressi di Beirut, si può escludere che fosse diretto specificamente contro il contingente italiano: è probabile invece che mirasse a colpire UNIFIL in quanto forza di stabilizzazione e di pacificazione. L'attentato va inquadrato nella situazione di instabilità mediorientale, accentuata dalle attuali difficoltà politiche e amministrative in Libano, dalla presenza di numerosi campi profughi palestinesi, nei quali le forze di sicurezza libanesi non possono operare, e dalla crisi della Siria. Fermo restando che l'Italia continuerà a dare il suo contributo a UNIFIL fino a quando non saranno prese nuove decisioni dalle organizzazioni internazionali, il Governo sta valutando l'ipotesi di un ridimensionamento del contingente italiano nell'ambito di una missione che è passata ormai sotto il comando spagnolo. Per quanto riguarda l'attentato degli insorgenti ad Herat, che ha preso di mira un organismo della ricostruzione piuttosto che un obiettivo militare coinvolgendo civili inermi, esso si inquadra nella strategia della tensione contro il processo di transizione che è entrato in una fase cruciale. Gli assalitori sono stati neutralizzati, l'area è stata rapidamente bonificata e un attentatore è stato catturato: la capacità di reazione dimostrata dalla forze militari afghane, che sono state addestrate dal contingente italiano, è motivo di orgoglio per il Paese e induce a credere che entro il 2014 tutto il territorio sarà consegnato alle autorità afghane. A nome del Governo, esprime infine vicinanza a tutti i militari italiani impegnati in missioni all'estero. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sull'informativa del Governo.
SCANU (PD). Esprime preoccupazione per le modalità dei recenti attentati in Libano e in Afghanistan che mostrano la volontà delle forze contrarie alla pacificazione di alzare il livello dello scontro. Ad Herat gli insorgenti hanno voluto colpire un emblema del processo di ricostruzione e dell'unità d'intenti tra forze militari e società civile. Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha invitato a non abbassare il livello di guardia: appaiono dunque inopportune alcune dichiarazioni del Presidente del Consiglio volte a soddisfare le richieste della Lega Nord di ridimensionare l'impegno italiano. Sollecita infine un confronto in Commissione prima del varo del prossimo decreto di rifinanziamento delle missioni internazionali. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Come precedentemente convenuto, sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 15,34, è ripresa alle ore 16,01.
Presidenza della vice presidente MAURO
CARRARA (CN-Io Sud). Gli attentati avvenuti in Libano e Afghanistan ai danni di militari italiani - ai quali esprime la solidarietà del Gruppo - sembrano avere in comune l'intento di ostacolare gli sforzi del contingente italiano di stabilire un contatto diretto con le popolazioni locali. Resta anche alto il rischio di ulteriori aggressioni già pianificate. Consegna il testo del suo intervento affinché sia allegato ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
PEDICA (IdV). I recenti attentati dimostrano che sta crescendo la tensione in Libano e Afghanistan e pertanto si aggravano i rischi a cui sono sottoposti i militari italiani, ai quali va espressa solidarietà e gratitudine per il ruolo che svolgono nelle missioni internazionali di pace. L'Italia dei Valori resta convinta della necessità di ritirare il contingente militare dall'Afghanistan e di valutare in modo ragionato la presenza italiana nei teatri di crisi, cosa attualmente impossibile dal momento che si continua a rinnovare la partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali tramite decreti-legge, mentre le proposte di legge quadro in materia giacciono in Parlamento. (Applausi dal Gruppo IdV).
GALIOTO (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI). Il ripetersi di attentati ai danni di militari italiani, soprattutto in Afghanistan, suscita sgomento e induce a porsi interrogativi sull'opportunità di riequilibrare la presenza italiana almeno nei teatri di intervento considerati non più strategici. Senza far mancare il sostegno e la solidarietà di tutte le forze politiche alle truppe impegnate nelle missioni internazionali, il Governo dovrà cercare di accelerare il passaggio dei poteri al Governo afghano ed il progressivo disimpegno da quell'area di crisi. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI. Congratulazioni).
TORRI (LNP). Nell'ultima sessione primaverile dell'Assemblea della NATO, i rappresentanti di alcuni Paesi hanno cominciato a manifestare dubbi sulla sostenibilità dell'impegno in Afghanistan, dopo la morte di Bin Laden. Si tratta di un approccio sbagliato, perché l'obiettivo deve restare quello di disarticolare l'organizzazione di Al Qaeda per tenere il terrorismo lontano dai Paesi occidentali. È invece opportuno decidere assieme alla NATO una tempistica per accelerare il passaggio della responsabilità della sicurezza al Governo afghano. Per quanto riguarda il Libano, è apprezzabile l'annuncio del Sottosegretario della progressiva riduzione del contingente italiano, ma contestualmente si dovrà vigilare sulle decisioni assunte dagli altri Paesi della NATO, onde evitare che l'Italia resti da sola a sostenere l'onere dell'impegno militare in quella zona. (Applausi dal Gruppo LNP).
CANTONI (PdL). L'angoscia suscitata dalle notizie di attentati ai militari italiani in missione all'estero, solitamente, apre al strada alle invocazioni di un rientro delle truppe o di una loro cospicua riduzione. In questo momento, però, nessun Paese può disimpegnarsi da quelle aree di crisi, dove solo le forze militari possono intervenire a difesa di democrazie ancora troppo deboli. È quindi essenziale garantire la continuità dell'impegno della comunità internazionale, nel cui ambito il contingente italiano svolge un ruolo importante, da tutti apprezzato e riconosciuto. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Torri).