Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 564 del 08/06/2011
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LANNUTTI - Al Vice presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
nel corso della trasmissione "Report" del 15 maggio 2011 su RaiTre è andato in onda un servizio che riguardava alcuni casi di gravi irregolarità commesse da giudici amministrativi nell'espletamento delle proprie funzioni;
sono stati denunciati: le irregolarità del concorso per l'accesso al Consiglio di Stato celebrato nell'anno 2006; il caso del Consigliere di Stato, invalido, che partecipa alle maratone; il cosiddetto concorso delle mogli, presieduto dall'attuale presidente del Consiglio di Stato, Pasquale De Lise, e vinto dalle mogli del capo di gabinetto del Ministro Tremonti nonché allora membro dell'organo di autogoverno della giustizia amministrativa e dalla moglie di un altro membro dell'organo di autogoverno della giustizia amministrativa, Salvatore Mezzacapo, i quali nella qualità di membri del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa (CPGA), hanno nominato la commissione del concorso vinto dalle mogli;
il magistrato che ha avuto il coraggio di denunciare queste irregolarità, il dottor Alessio Liberati, è stato sottoposto a ben sei procedure disciplinari nel giro di pochissimo tempo;
con riferimento al concorso del 2006 e alle questioni sollevate dal dottor Liberati, il presidente del Consiglio di Stato, a quanto risulta all'interrogante, avrebbe esercitato le seguenti funzioni: 1) presidente della commissione del concorso impugnato; 2) presidente dell'organo che ha negato l'accesso a parte degli atti del concorso; 3) titolare dell'esercizio disciplinare verso chi ha diffuso gli atti che dimostravano la irregolarità del concorso; 4) parte processuale resistente nel giudizio intentato per l'accesso agli atti; 5) parte processuale resistente nel giudizio intentato per l'annullamento del concorso; 6) presidente dell'organo che giudicherà in ultimo grado sulla regolarità del concorso impugnato; 7) presidente dell'organo che giudicherà sulla procedura disciplinare in via amministrativa; 8) presidente dell'organo che giudicherà in sede giurisdizionale in caso di eventuale condanna disciplinare;
in un precedente atto di sindacato ispettivo (4-04518), che ad oggi non ha avuto risposta, l'interrogante riportava un'intervista del dottor Liberati alla rivista "L'Espresso" nel febbraio 2011, dove il magistrato faceva una lunga lista di nomi e cognomi, di storture e scorrettezze, affermando che: «"stanno minando la credibilità dei massimi organi della giustizia amministrativa. Consiglio di Stato in testa"»; si legge ancora: «La battaglia del magistrato inizia nel 2007, quando viene bocciato al concorso per passare dal Tar al Consiglio di Stato: "Ponevo dei dubbi sui titoli di uno dei vincitori, Roberto Giovagnoli, che a mio parere non aveva i requisiti per partecipare al bando. Più una serie di gravi errori procedurali. Ho fatto ricorso, e così è cominciato il mio inferno". Naturalmente si è pensato che avesse vestito i panni del Torquemada solo per ripicca, per vendetta. Ma lui replica così: "Pochi giorni fa è uscita la sentenza del Tar. Che su Giovagnoli non è entrata nel merito, ma ha dichiarato che il concorso è di fatto illegittimo". Il concorso "illegittimo", però, non è stato annullato, e Liberati ha avuto un risarcimento beffa: mille euro. "Ora la palla passa alla presidenza del Consiglio, che potrebbe intervenire facendo chiarezza sul più importante concorso della giustizia amministrativa. Ma da Palazzo Chigi tutto tace". Sarà una coincidenza, ma dopo il ricorso comincia per Liberati una lunga via Crucis. Da accusatore ad accusato. Continua Liberati: "Il nostro organo di controllo ha disposto il monitoraggio di tutte le e-mail in cui denunciavo fatti gravi per verificare se siano lesive del prestigio della categoria. L'ex presidente del Consiglio di Stato Paolo Salvatore ha aperto un procedimento disciplinare contro di me". I rimproveri, chiamiamoli così, sono tanti: "In primis mi dicono di aver diffuso un verbale non pubblico nel quale un mio collega poneva dubbi sul caso Giovagnoli. Poi sostengono che abbia diffamato e irriso Carmine Volpe, un magistrato che ha chiesto un'invalidità di servizio per una patologia alla schiena" (...) Liberati (...) racconta così: "Secondo Volpe, l'ernia gli era venuta perché alzava fascicoli troppo pesanti sul lavoro. L'invalidità inizialmente gli è stata negata, poi lui ha fatto ricorso al Tar che gli ha dato ragione. Io, in un dibattito pubblicato on line su una mailing list dedicata ai giudici amministrativi, mi sono "complimentato" con lui. Visto che avevo scoperto che nel frattempo aveva corso una frazione, tre chilometri, di una maratona di beneficenza". Chissà se si tratta dello stesso Carmine Volpe che qualche tempo fa ha fatto di meglio, chiudendo la mezza maratona Roma-Ostia, 21 chilometri, in un'ora e 44 minuti. "C'è stata anche un'interrogazione parlamentare, ma il governo non ha mai risposto. Il paradosso è che mentre io sono sotto inchiesta per aver denunciato i rischi della giurisdizione domestica (cause di giudici che possono essere decise da colleghi che lavorano nella porta a fianco), Volpe è entrato a far parte dello staff del ministro Raffaele Fitto ed è stato promosso presidente di sezione del Consiglio di Stato". La terza accusa, così come la racconta Liberati, suona paradossale. Il magistrato ha ricevuto una lettera anonima sulla sua scrivania che parlava, letteralmente, di sentenze truccate, giudici indagati, arbitrati usati come ricompensa e raccomandazioni: "I fatti erano specifici, e ho mandato la missiva al Consiglio di presidenza per eventuali accertamenti. Loro non hanno fatto nessuna istruttoria, ma hanno aperto una pratica disciplinare contro di me. Dicendo che, spedendola acriticamente, ho fatto implicitamente mie le accuse dell'anonimo". Torna l'accusa di fondo: la sua compagna è mossa dall'invidia perché ha perso il concorso». A ciò Liberati risponde: «Legittimo pensarlo, per carità. È vero, è andata male, anche se ero primo per titoli. Ma non ce l'ho con nessuno. Chiedo solo trasparenza e chiarezza per uno dei concorsi pubblici più importanti del Paese, per il massimo organo della giustizia amministrativa. Ricordo che sono consiglieri personalità come il ministro Franco Frattini, Antonio Catricalà, Nicolò Pollari»;
si legge ancora nell'articolo-intervista: «De Lise l'anno scorso è diventato presidente al posto di Salvatore. (...) Oltre le tre azioni disciplinari in corso, infatti, contro il giudice rompiscatole ne sono state aperte altre, però rimaste, per sua fortuna, solo sulla carta. Ecco com'è andata. "Notai che il nome e la corrispondente data di nascita del presidente di un'associazione dei magistrati di Palazzo Spada, Filoreto D'Agostino figurava in un elenco di massoni pubblicato da un sito Web. Ho chiesto così di verificare l'eventuale iscrizione di magistrati alle logge (come si sa, il vincolo di obbedienza che si deve ai "fratelli" è incompatibile con incarichi in magistratura). Anche in questo caso, fatti non difficili da accertare, ma non è successo niente, anzi hanno aperto un'istruttoria contro di me, dicendo che la lettera poteva essere lesiva dell'onore della categoria". Ancora: "Un'altra pratica è stata intentata contro il giudice Liberati quando lo accusarono di aver offeso Salvatore e De Lise su Internet. "Non so di cosa si trattasse, visto che lo stesso De Lise mi negò l'accesso agli atti. Certo, ho ricordato, nella solita mailing list per addetti ai lavori, che Salvatore è stato indagato nel 2008 per concorso in corruzione in atti giudiziari e abuso d'ufficio. E ho pubblicato le intercettazioni della cricca che riguardavano De Lise. Ma non ho offeso proprio nessuno". (...) Nel frattempo esplodeva l'inchiesta su Angelo Balducci e la Protezione civile, e spuntavano i nomi dell'ex presidente del Tar Lombardia Pier Maria Piacentini e dei giudici contabili Antonello Colosimo e Mario Sancetta. Ormai fedele al suo ruolo, Liberati ha aperto un ennesimo fronte, stavolta con altri magistrati: gli incarichi esterni ("Un consigliere prende in media 130 mila euro lordi l'anno, ma alcuni vi aggiungono lavori extra da decine di migliaia di euro che non sarebbero rimborsabili"), l'assenza di trasparenza, gli arretrati pazzeschi della giustizia amministrativa. E sempre con nomi e cognomi»;
Liberati si sente deluso: «"Sto pensando di andare a lavorare all'estero. Ma vada come vada, non potrò esimermi dal fornire alle procure competenti gli elementi che, per difendermi, ho raccolto sui rapporti tra magistrati amministrativi, comitati d'affari, politica e massoneria. Non è coraggio, è la mia coscienza che me lo impone"»;
i giudici amministrativi a differenza dei magistrati ordinari possono partecipare, ben retribuiti, a commissioni di collaudo e arbitrati per dirimere talune controversie spesso oggetto di giudizi da parte dei TAR e del Consiglio di Stato;
considerato infine che l'interrogante riterrebbe opportuna un'indagine patrimoniale per verificare i patrimoni accumulati dagli stessi magistrati e con modalità e criteri predefiniti,
si chiede di sapere:
se il Governo intenda approfondire per gli aspetti di propria competenza, con doverosi riscontri ed ispezioni, le denunce inoltrate dal dottor Alessio Liberati che ha documentato, anche con l'intervista a "L'Espresso", fatti e misfatti della giustizia amministrativa e di alcuni magistrati;
quali misure urgenti il Governo intenda attivare per evitare che i magistrati che fanno il loro dovere, ma che non sono iscritti né alla massoneria, né alle confraternite o alle varie "cricche" di potere, vengano puniti perché lederebbero l'onore della categoria dei magistrati, quando al contrario, a quanto risulta all'interrogante, vengono premiati con i più alti incarichi direttivi coloro che brigano per spartirsi il potere pilotando i concorsi ed eventuali sentenze;
quali iniziative urgenti ed indifferibili di carattere normativo intenda adottare per porre fine a quella che appare una sorta di «giurisdizione domestica» dei giudici amministrativi e a quello che, secondo l'interrogante, costituisce un evidente conflitto di interesse, che è peraltro già oggetto di ricorso innanzi alla Corte europea per i diritti dell'uomo;
se la partecipazione dei giudici amministrativi alle commissioni di collaudo e arbitrati non possa generare un evidente conflitto di interessi che può mettere a repentaglio l'autonomia e l'indipendenza stessa della giustizia amministrativa;
se non intenda, infine, adottare le opportune iniziative normative al fine di fare divieto assoluto ai magistrati ordinari, contabili, amministrativi e militari, nonché agli avvocati dello Stato, di esercitare qualsiasi libera professione nonché di assumere incarichi arbitrali anche tenendo conto di quanto stabilito dal disegno di legge (A.S. 2081), di cui l'interrogante è primo firmatario, considerato che il tema del regime delle incompatibilità dei magistrati e degli incarichi extragiudiziari costituisce uno degli argomenti di maggiore rilevanza nel quadro dell'affermazione dei valori costituzionali di autonomia e di indipendenza della magistratura sanciti nell'articolo 104 della Costituzione.
(4-05354)