Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 474 del 15/12/2010

Sulla pubblicità dei lavori in Commissione

PERDUCA (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERDUCA (PD). Signor Presidente, nel pomeriggio di ieri abbiamo avuto una seduta delle Commissioni riunite 1a e 2a (dove, tra l'altro, avremmo dovuto parlare di un decreto in cui si affrontavano misure necessarie e urgenti per la sicurezza) in ordine alla quale, se essa dovesse essere ricostruita tramite il Resoconto stenografico, non si riuscirebbe a comprendere il merito di una questione che non voglio qui rievocare, ma che, insomma, ha a che vedere con un problema anche di incolumità personale che si è verificato durante i lavori.

Onde evitare che in futuro si possano verificare degli atti anche di aggressione fisica, oltre che verbale occorre che - secondo una proposta tra l'altro più volte fatta propria dai senatori Questori durante il dibattito del bilancio interno del Senato -qualsiasi nostra riunione sia pubblica. Deve essere data la massima pubblicità ai lavori di qualsiasi Commissione, sia che si tratti di sede referente che di sede deliberante, perché non è possibile che all'interno delle Aule di un organo legislativo esistano delle questioni, tra l'altro anche di merito, che non devono essere conosciute dagli elettori, posto che essi, purtroppo, non possono eleggere direttamente i loro rappresentanti in Parlamento.

Tutto ciò servirebbe magari anche a contenere nei limiti della decenza civile il rapporto tra i senatori; se ci fosse stata non soltanto la possibilità di pubblicità attraverso il canale radiofonico ma anche attraverso la televisione via Internet, che abbiamo, non così efficiente come quella della Camera, sul nostro sito «Senato.it», molto probabilmente avremmo potuto disporre di ulteriore documentazione su quanto accaduto ieri.

Tra l'altro, ironia della sorte, una delle misure che avrebbe dovuto essere discussa ieri pomeriggio era la cosiddetta flagranza differita, che estende alle 48 ore successive la possibilità dell'arresto in flagranza, sulla base di documentazioni fotografiche e filmate. Se veramente si ritiene che tutte queste norme - alle quali sono totalmente contrario - debbano essere adottate con grande necessità e urgenza (se c'è un problema in Italia è quello delle manifestazioni sportive, dove sembra che succeda la guerra, mentre ieri mi sembra di aver capito che essa appartenga purtroppo ancora alle strade: ma se ne parlerà a mezzogiorno con il ministro Maroni), occorre allora assumersi le proprie responsabilità e dare massima pubblicità ai nostri lavori.

Ripeto, il Collegio dei senatori Questori ha espresso più volte parere favorevole in questa direzione. Non si capisce perché non si possa passare dalle parole ai fatti.

CECCANTI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CECCANTI (PD). Signor Presidente, c'è una mia proposta di modifica regolamentare che rimuove il divieto di pubblicità dei lavori per le Commissioni in sede referente. Tra l'altro, è una norma che esiste solo nel Regolamento del Senato e non in quello della Camera e che mi sembra totalmente insensata rispetto allo spirito di pubblicità che dovrebbe informare tutti i lavori parlamentari. Non si tratta di prevedere un obbligo di pubblicità, però di rimuovere quantomeno il divieto.

PRESIDENTE. Colleghi, c'è una proposta di modifica del Regolamento che va in questa direzione. Poi vedremo cosa succederà nei prossimi mesi, ma penso che essa sia all'attenzione della Giunta per il Regolamento, alla quale occorre dare la possibilità di esaminare tali modifiche, che, anche se non riguardano questioni profonde relative agli equilibri tra le forze politiche, mi sembra vadano nel senso di una maggiore trasparenza.