Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 474 del 15/12/2010
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D'UBALDO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'UBALDO (PD). Signor Presidente, intervengo brevemente solo per associarmi alle preoccupazioni espresse dal collega De Lillo e per far presente che ormai da molti anni (sia quando questo problema è stato posto dalle amministrazioni locali di centrosinistra, sia ora, in presenza di una Giunta di centrodestra) nella città di Roma è ben presente la preoccupazione di riordinare i meccanismi, le procedure, le condizioni attraverso i quali, democraticamente, si disciplinano le manifestazioni di dissenso o, comunque, in generale le manifestazioni politiche.
Aggiungo anche che il Ministro dell'interno, il Governo, la maggioranza - ma noi potremmo anche concorrere nelle sedi opportune - hanno ormai il dovere di immaginare che la Capitale non possa essere più soltanto il luogo dove ogni settimana, più volte alla settimana, si susseguono, arrecando un danno oggettivo alla sensazione di convivenza civile per tutti i cittadini di Roma, grandi e piccoli eventi e manifestazioni di ogni tipo. Credo che la gestione dei grandi eventi e delle manifestazioni politiche dovrebbero fuoriuscire da questa condizione nella quale ciascuno, Comune e Stato, agisce con difficoltà in un contesto di coordinamento, ma ognuno con una precipua e limitata responsabilità. È giunto al momento di riordinare queste procedure e di fissare una cornice chiara.
Anch'io considero inaccettabile qualsiasi tolleranza rispetto alla violenza che ieri si è perpetrata. Ho avuto modo di vedere chi erano coloro i quali partecipavano a queste manifestazioni con il volto coperto e con le spranghe in mano: grosso modo, per la loro fisionomia, non mi sembrava che si trattasse di studenti dell'università di Roma. (Applausi dei senatori Perduca e Leddi). Credo pertanto sia necessario approfondire l'aspetto delle infiltrazioni, condannare questi soggetti che non erano studenti ed alzare la nostra voce di protesta per manifestazioni che non colpiscono neanche un simbolo del potere pro tempore, cosa che già sarebbe inaccettabile, ma colpiscono le sedi della democrazia rappresentativa dove agisce sia la maggioranza pro tempore sia l'opposizione. (Applausi dal Gruppo PD).