Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 474 del 15/12/2010

FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, come lei sa, noi non condividiamo il contenuto di questa riforma, ma questo, soprattutto in terza lettura, non è l'aspetto essenziale della nostra opposizione al calendario: lo dico per sgombrare il campo dal fatto che si possa pensare che la nostra contrarietà a questo calendario abbia in sé ragioni di natura meramente ostruzionistica.

Desidero invece richiamarmi al normale andamento dei lavori del Senato, e nella sua articolazione di Commissione e in Aula. La Commissione non ha ancora neanche cominciato ad esaminare un testo che reca 55 modifiche operate dalla Camera, di cui peraltro una ci risulta sicuramente in violazione della legge di stabilità, perché non reca la prescrizione che riguarda l'invarianza di spesa. Inoltre, come è noto, esiste nel Paese un movimento che conta centinaia di migliaia di ragazzi, di docenti, di ricercatori che ogni giorno manifestano, segnando un clima di dissenso su questo provvedimento, rispetto al quale abbiamo il dovere di procedere con il massimo della responsabilità possibile.

Per questa ragione, ancora prima dei fatti accaduti ieri, ai quali - come è noto - gli studenti dissenzienti sono del tutto estranei, in occasione della scorsa Conferenza dei Capigruppo abbiamo chiesto che la Commissione svolgesse una serie di audizioni, al fine di verificare, da una parte, quali fossero i rilievi critici che ancora vengono mossi da un così grande numero di persone a questo testo e, dall'altra, se le modifiche apportate avessero incontrato o potessero incontrare il favore di quella grande parte del Paese che non condivide la riforma universitaria.

In ogni caso, a norma di Regolamento, se si comincia oggi ad esaminare quelle 55 modifiche e lunedì il provvedimento deve essere sottoposto all'Aula, mi chiedo entro quale termine la Commissione debba concludere i propri lavori, termine che è necessario fissare. In queste condizioni, infatti, il termine sarebbe una ghigliottina rispetto all'esame delle 55 modifiche, essendo il testo così profondamente cambiato.

Allora, poiché il termine del 31 dicembre di quest'anno non ha alcun rilievo rispetto alla riforma, né per la sua copertura finanziaria (dal momento che tale copertura è recata dalla legge di stabilità), né per le regole dei concorsi (essendo questa una legge delega, tali norme saranno contenute nei decreti legislativi, che dovranno poi essere esaminati dalle Camere), e poiché questa scadenza non ovvia a nessuna delle obiezioni che sono state sollevate dal Governo - in particolare dal ministro Gelmini - e da qualche rappresentante della maggioranza, chiedo che si ponga ai voti una proposta alternativa sul calendario dei lavori dell'Assemblea, in modo da stabilire che la Commissione cominci subito a lavorare sul testo di riforma dell'università e che l'esame in Aula venga fissato per la prima settimana di ripresa dei lavori parlamentari dopo la sospensione per le festività natalizie.

Ribadisco che, come dicevo all'inizio, non intendo avanzare una richiesta di natura meramente dilatoria o ostruzionistica, ma cerco di tener conto dell'importanza di questo testo, delle modifiche che ad esso sono state apportate e anche di un movimento che si segnala nel Paese. Un attimo di riflessione e un tentativo di governo razionale, attraverso il confronto, avrebbero secondo me il potere di ricondurre il dibattito entro un ragionamento condiviso che valga ad assicurare al prosieguo dell'esame del disegno di legge di riforma dell'università un esito, affidato ovviamente alle maggioranze e alle opposizioni, e ai numeri che registreremo nelle Aule di Camera e Senato, e non invece ad uno scontro reso ancora più aspro da questa tensione sui termini di esame del testo. (Applausi dal Gruppo PD).