Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 474 del 15/12/2010
Azioni disponibili
Calendario dei lavori dell'Assemblea
Discussione e reiezione di proposte di modifica
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi questa mattina con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il calendario dei lavori dell'Assemblea per il periodo dal 15 al 23 dicembre 2010:
| Mercoledì | 15 | dicembre | pom. | h. 17-21 | - Disegno di legge n. 2479 - Decreto-legge n. 187, recante misure urgenti in materia di sicurezza (Approvato dalla Camera dei deputati) (scade l'11 gennaio 2011) |
| Giovedì | 16 | " | ant. | h. 9,30-14 | |
| " | " | " | pom. | h. 16 | |
| Venerdì | 17 | " | ant. | h. 9,30 |
Gli emendamenti al disegno di legge n. 2479 (Decreto-legge in materia di sicurezza) dovranno essere presentati entro le ore 20 di mercoledì 15 dicembre.
Gli emendamenti ai disegni di legge nn. 1905-B (Riforma università), 2466 (Trattato assegnazione seggio Parlamento europeo) e 2212 (Incentivi fiscali rientro lavoratori in Italia) dovranno essere presentati entro le ore 20 di venerdì 17 dicembre.
| Lunedì | 20 | dicembre | ant. | h. 11-21 (*) | - Disegno di legge n. 1905-B - Riforma università (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) - Disegno di legge n. 2466 - Ratifica trattato assegnazione seggio Parlamento europeo (Approvato dalla Camera dei deputati) (da mercoledì 22, pom.) - Disegno di legge n. 2212 - Incentivi fiscali rientro lavoratori in Italia (Approvato dalla Camera dei deputati) |
| Martedì | 21 | " | ant. | h. 9,30-14 | |
| " | " | " | pom. | h. 16-21 | |
| Mercoledì | 22 | " | ant. | h. 9,30-14 | |
| " | " | " | pom. | h. 16 | |
| Giovedì | 23 | " | ant. | h. 9,30 |
(*) La seduta unica di lunedì 20 dicembre sarà sospesa dalle ore 14 alle ore 15 e dalle ore 16,30 alle ore 18,30.
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2479
(Decreto-legge n. 187, recante misure urgenti in materia di sicurezza)
(9 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| Relatori | 1 h. |
|
| Governo | 1 h. |
|
| Votazioni | 1 h. |
|
| Gruppi 6 ore: |
|
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| PdL | 1 h. | 41' |
| PD | 1 h. | 29' |
| LNP |
| 40' |
| UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE |
| 34' |
| Misto |
| 33' |
| IdV |
| 32' |
| FLI |
| 31' |
| Dissenzienti |
| 5' |
BELISARIO (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BELISARIO (IdV). Signor Presidente, come ho dichiarato a nome del mio Gruppo nella Conferenza dei Capigruppo, l'Italia dei Valori non è d'accordo con questo calendario.
Apprezziamo un'ulteriore e approfondita discussione sul decreto-legge sicurezza e porremo anche al ministro Maroni alcuni interrogativi su quanto è successo nella giornata di ieri. Proprio per tali motivi, per un clima di particolare tensione che certamente si vive e che potrebbe aumentare nel corso di queste giornate, avevamo chiesto, e le chiediamo nuovamente in Aula, di avviare nella Commissione competente i lavori sulla riforma universitaria, ma di farlo in maniera cadenzata, dando rilevanza a tutte le istanze che ci sono e continuano ad esserci nel Paese, dagli studenti ai docenti, ai ricercatori, ai professori associati e anche agli stessi rettori, perché abbiamo bisogno che il Parlamento comprenda fino in fondo quali sono le difficoltà che questa riforma presenta e, se possibile, provando a correggere qualche errore che riteniamo contenga.
Per queste ragioni, non ci vogliamo sottrarre ad alcun confronto, ma lo vogliamo fare tenendo a mente le istanze che vengono dalla base, cui spesso tutti quanti ci riferiamo, allentando i momenti di tensione e provando insieme a correggere il testo, come peraltro alla Camera si è già riusciti a fare in sede di seconda lettura. Riteniamo che questo sia assolutamente importante e per queste ragioni reiteriamo all'Assemblea la proposta di rinviare la discussione in Aula e comunque il voto finale a dopo le vacanze natalizie. (Applausi dal Gruppo IdV).
FINOCCHIARO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, come lei sa, noi non condividiamo il contenuto di questa riforma, ma questo, soprattutto in terza lettura, non è l'aspetto essenziale della nostra opposizione al calendario: lo dico per sgombrare il campo dal fatto che si possa pensare che la nostra contrarietà a questo calendario abbia in sé ragioni di natura meramente ostruzionistica.
Desidero invece richiamarmi al normale andamento dei lavori del Senato, e nella sua articolazione di Commissione e in Aula. La Commissione non ha ancora neanche cominciato ad esaminare un testo che reca 55 modifiche operate dalla Camera, di cui peraltro una ci risulta sicuramente in violazione della legge di stabilità, perché non reca la prescrizione che riguarda l'invarianza di spesa. Inoltre, come è noto, esiste nel Paese un movimento che conta centinaia di migliaia di ragazzi, di docenti, di ricercatori che ogni giorno manifestano, segnando un clima di dissenso su questo provvedimento, rispetto al quale abbiamo il dovere di procedere con il massimo della responsabilità possibile.
Per questa ragione, ancora prima dei fatti accaduti ieri, ai quali - come è noto - gli studenti dissenzienti sono del tutto estranei, in occasione della scorsa Conferenza dei Capigruppo abbiamo chiesto che la Commissione svolgesse una serie di audizioni, al fine di verificare, da una parte, quali fossero i rilievi critici che ancora vengono mossi da un così grande numero di persone a questo testo e, dall'altra, se le modifiche apportate avessero incontrato o potessero incontrare il favore di quella grande parte del Paese che non condivide la riforma universitaria.
In ogni caso, a norma di Regolamento, se si comincia oggi ad esaminare quelle 55 modifiche e lunedì il provvedimento deve essere sottoposto all'Aula, mi chiedo entro quale termine la Commissione debba concludere i propri lavori, termine che è necessario fissare. In queste condizioni, infatti, il termine sarebbe una ghigliottina rispetto all'esame delle 55 modifiche, essendo il testo così profondamente cambiato.
Allora, poiché il termine del 31 dicembre di quest'anno non ha alcun rilievo rispetto alla riforma, né per la sua copertura finanziaria (dal momento che tale copertura è recata dalla legge di stabilità), né per le regole dei concorsi (essendo questa una legge delega, tali norme saranno contenute nei decreti legislativi, che dovranno poi essere esaminati dalle Camere), e poiché questa scadenza non ovvia a nessuna delle obiezioni che sono state sollevate dal Governo - in particolare dal ministro Gelmini - e da qualche rappresentante della maggioranza, chiedo che si ponga ai voti una proposta alternativa sul calendario dei lavori dell'Assemblea, in modo da stabilire che la Commissione cominci subito a lavorare sul testo di riforma dell'università e che l'esame in Aula venga fissato per la prima settimana di ripresa dei lavori parlamentari dopo la sospensione per le festività natalizie.
Ribadisco che, come dicevo all'inizio, non intendo avanzare una richiesta di natura meramente dilatoria o ostruzionistica, ma cerco di tener conto dell'importanza di questo testo, delle modifiche che ad esso sono state apportate e anche di un movimento che si segnala nel Paese. Un attimo di riflessione e un tentativo di governo razionale, attraverso il confronto, avrebbero secondo me il potere di ricondurre il dibattito entro un ragionamento condiviso che valga ad assicurare al prosieguo dell'esame del disegno di legge di riforma dell'università un esito, affidato ovviamente alle maggioranze e alle opposizioni, e ai numeri che registreremo nelle Aule di Camera e Senato, e non invece ad uno scontro reso ancora più aspro da questa tensione sui termini di esame del testo. (Applausi dal Gruppo PD).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Signor Presidente, non ci siamo dichiarati contrari all'approvazione del calendario per due ragioni.
La prima è che la maggioranza e il Governo hanno assunto un impegno rispetto all'informativa del ministro Maroni nelle Commissioni riunite 1a e 2a, alle ore 12, non solo sui fatti di questi giorni, ma anche su quale percorso si intenda portare avanti per la conclusione dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 187, in materia di sicurezza, su cui il mio Gruppo ha votato favorevolmente anche alla Camera, e soprattutto per quel pacchetto di norme antimafia che insieme ci siamo impegnati ad approvare, contenuto in un ordine del giorno che avevamo concordato, prima della pausa estiva, a corredo del piano antimafia votato all'unanimità da quest'Aula. Poiché l'intesa è di affrontare e concludere entro la fine di gennaio o nella prima settimana di febbraio l'esame di questo testo in un disegno di legge ordinario, un impegno formalizzato in sede di Conferenza dei Capigruppo, e oggi si inizia una discussione di natura politica sui contenuti di queste norme che sono necessarie e sulle quali vi è un'intesa generale, da questo punto di vista riteniamo soddisfacente l'accordo politico e parlamentare raggiunto.
La seconda questione è relativa al fatto che è noto che noi abbiamo espresso un giudizio di forte contrarietà alla riforma universitaria. Peraltro preannunzio, anche per la correttezza dei rapporti parlamentari, che presenteremo una questione pregiudiziale in ordine alla violazione dell'articolo 81 della Costituzione, considerandolo un testo assolutamente non coperto da questo punto di vista, ma non intendiamo allungare il tempo della discussione perché vogliamo che prima della pausa natalizia il Paese sappia che questa è una riforma inutile per come è stata predisposta.
Queste sono le ragioni per le quali, pur avendo una forte contrarietà rispetto al provvedimento testé citato, non ci siamo espressi in termini contrari al suo inserimento nel calendario in sede di Conferenza dei Capigruppo.
Analogo ragionamento riguarda gli altri due provvedimenti concordati e inseriti all'ordine del giorno, per cui, dal nostro punto di vista, il calendario, per come è stato definito e ferme restando le nostre distinzioni e le nostre diversità di giudizio su alcuni provvedimenti, è accettabile. Volevo soltanto confermare in Aula quanto è emerso in sede di Conferenza dei Capigruppo per contezza di tutti i colleghi. (Applausi della senatrice Bianconi).
VIESPOLI (FLI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIESPOLI (FLI). Signor Presidente, ci siamo espressi in senso favorevole sul calendario, per due ragioni.
La prima è che è stata sostanzialmente condivisa la proposta, da noi fatta emergere durante la discussione, di contattare e coinvolgere il ministro Maroni. Le do atto in proposito, signor Presidente, di una particolare capacità operativa e di raccordo con il Governo, che permette l'audizione del ministro Maroni di qui a mezz'ora nelle Commissioni riunite affari costituzionali e giustizia, considerato che la presenza del ministro Maroni consente di raggiungere un duplice obiettivo: da un lato, di individuare auspicabilmente lo sblocco del confronto e del dibattito interno alla Commissione su un provvedimento peraltro largamente condiviso, come il cosiddetto decreto-legge sicurezza e, dall'altro, di raccordare il suddetto decreto-legge al disegno di legge testé richiamato dal collega D'Alia. Questo è il primo motivo che ci ha portato ad esprimerci in senso favorevole sulla proposta di calendario.
Per quanto riguarda poi la questione dell'università e della sua riforma, al di là del merito, e ferme restando le giuste esigenze del confronto e del dialogo, credo che, proprio per quel che sta accadendo, il Senato abbia il dovere istituzionale di dimostrare una capacità di intervenire sul provvedimento. Dunque, credo sia giusta la calendarizzazione, fermo restando, ripeto, il confronto e il dibattito rispetto alle diverse posizioni che i Gruppi hanno espresso e manifestato sulla riforma.
Queste sono le due motivazioni per le quali confermiamo il parere favorevole alla proposta di calendario emersa in sede di Conferenza dei Capigruppo.
BRICOLO (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRICOLO (LNP). Signor Presidente, anche noi abbiamo valutato favorevolmente questo calendario.
Per quanto riguarda il decreto sicurezza, ricordo che è stato approvato dalla Camera senza alcun voto contrario: gran parte delle opposizioni ha votato in modo favorevole e un'altra parte si è astenuta. È un provvedimento importante, che è stato costruito con il contributo di tutti. Il dibattito è stato di rilievo e ci ha permesso di arrivare a predisporre un provvedimento che ci sta a cuore, e che credo stia a cuore anche ai colleghi delle opposizioni, che dà risposte immediate in ordine al contrasto alla criminalità. Ciò che ci ha spinto a calendarizzare il provvedimento per questa settimana è il pericolo della sua decadenza.
Per quanto riguarda gli emendamenti proposti dalla Commissione antimafia, abbiamo già dichiarato che siamo disponibili ad affrontare immediatamente l'argomento sull'altro provvedimento licenziato dal Governo, che fa parte del secondo pacchetto sicurezza, proposto dal ministro Maroni, cioè il disegno di legge sicurezza, che è arrivato all'attenzione del Senato. Credo che le Commissioni potranno decidere di istituire un Comitato ristretto per affrontare e discutere gli emendamenti e per inserirli nel più breve tempo possibile in questo importante provvedimento, e ciò potrà avvenire già dalla prossima settimana.
Per quanto concerne, invece, il disegno di legge di riforma dell'università, ricordo che si tratta della terza lettura, che l'abbiamo esaminato nel luglio dell'anno scorso e che è stato fermo diversi mesi alla Camera, dove, infine, è stato approvato. Riteniamo sia importante tornare sull'argomento in Aula prima della pausa natalizia, dunque già dalla prossima settimana. In quella sede ognuno avrà la possibilità di portare avanti le proprie idee. Ci confronteremo nel modo più corretto possibile. Però è giusto, dopo sei mesi, approvare questo provvedimento per dare le risposte che il mondo universitario da troppo tempo sta aspettando. (Applausi dal Gruppo LNP).
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Signor Presidente, anche noi condividiamo la proposta di calendario che lei ha formulato nella Conferenza dei Capigruppo e che adesso ha comunicato all'Aula.
Abbiamo apprezzato la soluzione che vede tra poco il Ministro dell'interno in audizione nelle Commissioni riunite, non soltanto per risolvere un problema di contenuti legati agli emendamenti oggetto di un ordine del giorno del 3 agosto scorso, ma anche per dare una spiegazione, con una prima informativa, seppur non completa, in merito ai gravi incidenti di ieri a Roma, così da stemperare il clima e garantire un prosieguo sereno dei lavori parlamentari.
Confermo la nostra posizione sul calendario; mi pare però che volere a tutti i costi procedere all'approvazione del disegno di legge Gelmini con questo calendario forzato, a partire da lunedì, sia una forzatura della maggioranza. Comprendo che la forza dei numeri è risolutiva. Non c'è motivo di approvare solo a maggioranza il calendario, però ritengo che sarebbe stato più opportuno consentire, su una materia così rilevante e oggetto di ampie modifiche alla Camera, in 55 punti, tanto che siamo di fronte a un provvedimento sostanzialmente diverso, un confronto più ampio e procedere alla sua approvazione nelle prime due settimane di gennaio.
È una scelta. Non abbiamo ragioni per una posizione contraria, ma ci pare una visione un po' restrittiva di un confronto che avrebbe potuto essere più sereno su un provvedimento importante. Non mi faccio impressionare dalle contestazioni di piazza: non è quello il tema. Ma ci sono tante sensibilità che si sono manifestate nei confronti di questa riforma e forse sarebbe stata opportuna una maggiore attenzione. È una scelta della maggioranza, ne prendiamo atto.
GASPARRI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GASPARRI (PdL). Signor Presidente, il Gruppo del Popolo della Libertà condivide l'ipotesi di calendario avanzata. Poche parole per motivare la nostra adesione.
Intanto valutiamo tutto l'insieme dei lavori che dobbiamo affrontare, a cominciare dall'intervento del ministro Maroni nelle Commissioni riunite affari costituzionali e giustizia che ci sarà tra poco, che agevola il percorso del decreto, che va convertito per la sua importanza, per la sua scadenza e per i suoi contenuti, e mi auguro agevoli anche un confronto politico-parlamentare su materie che da tempo sono all'attenzione del Senato, che sono state riassunte in ordini del giorno e che sono contenute anche nel disegno di legge che accompagna il decreto, e che ci siamo tutti impegnati a portare all'esame dell'Aula con la massima rapidità, nelle prossime settimane.
Sulla vicenda sicurezza, mi pare che la discussione del decreto nei tempi previsti e la disponibilità del Governo e del ministro Maroni ad approfondire - e rispetto al decreto e rispetto al disegno di legge - materie rilevanti con una tempistica che ci garantirà di avere nelle prossime settimane in Aula anche il disegno di legge, siano molto apprezzabili.
Lo stesso vale per le richieste avanzate da altri Gruppi di opposizione. L'inserimento del provvedimento sul rientro dei lavoratori e la ratifica di atti internazionali - atti da noi condivisi e necessari, in taluni casi - dimostra che vi è stata una compilazione costruttiva e responsabile del calendario. Sulla riforma dell'università comprendo anche, dal punto di vista della dialettica politica, quanto detto da Gruppi di minoranza. Tuttavia, voglio ricordare che la riforma universitaria è stata lungamente discussa qui al Senato, dove ha avuto la sua prima lettura e quindi in qualche modo la sua prima definizione sul piano dei contenuti e degli obiettivi. È stata discussa alla Camera con le modifiche che sono state ricordate. Quindi, la nostra è una terza lettura che, per carità, in teoria può dar luogo a tutte le modifiche che si ritiene, sulle parti modificate dalla Camera, perché quelle che hanno già avuto un parere conforme, come ben sappiamo tutti, sono ormai da considerarsi definitive.
Tuttavia, riteniamo che gli interventi nella legge di stabilità, gli stanziamenti previsti, la tempistica che, a nostro avviso, suggerisce in maniera necessaria l'approvazione della riforma entro la fine dell'anno, la ricaduta del dibattito nel Paese, sia per i tanti che la riforma la auspicano, sia per i tanti che la criticano - e rispettiamo quelli che la criticano in maniera pacifica, democratica e dialettica, mentre destano in noi preoccupazione altri tipi di contestazione che abbiamo tutti visto anche nelle ultime ore - rendano opportuno che la terza lettura sia fatta nei tempi proposti - e che noi condividiamo - dalla seduta antimeridiana di lunedì, con il corretto annuncio di questioni pregiudiziali che alcuni Gruppi dell'opposizione hanno avanzato e che quindi voteremo alle ore 11 per poi proseguire la discussione.
Ciò è anche un modo per dare una finalizzazione all'esame parlamentare. Ci troviamo a svolgere un difficile ruolo nel Parlamento: se si decide, c'è tutta una serie di perplessità, se invece si allungano i tempi, veniamo considerati dei parlamentari che parlano senza discutere realmente e senza decidere. Riteniamo che sia maturo il tempo per una terza lettura dell'Assemblea, che possa portare a delle decisioni, dopo mesi e mesi di ampio confronto nel Paese e nel Parlamento.
Quindi approviamo questa ipotesi di calendario che prevede la discussione del decreto-sicurezza sin da oggi pomeriggio e la sua prosecuzione nelle sedute di domani, e della riforma universitaria e di altri provvedimenti dalla seduta antimeridiana di lunedì. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal senatore Belisario, volta a rinviare le dichiarazioni di voto e il voto finale della riforma universitaria alla ripresa dei lavori a gennaio.
Non è approvata.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la controprova.
PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.
Non è approvata.
Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dalla senatrice Finocchiaro, volta a rinviare la discussione della riforma universitaria alla ripresa dei lavori a gennaio.
Non è approvata.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la controprova.
PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.
Non è approvata.
Resta pertanto definitivo il calendario dei lavori approvato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo e da me comunicato all'Assemblea.
Colleghi, come già comunicato, la seduta pomeridiana avrà inizio alle ore 17, con la discussione del decreto-legge n. 2479, recante misure urgenti in materia di sicurezza, mentre alle ore 12 nelle Commissioni riunite 1a e 2a sarà presente il ministro Maroni.
Presidenza del vice presidente CHITI (ore 11,39)