Legislatura 16ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 362 del 07/03/2012

(2923) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - SANNA ed altri.  -  Modifica degli articoli 15 e 16 dello Statuto speciale per la Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, in materia di composizione ed elezione del Consiglio regionale  

(2991) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA  -  Modifica all'articolo 16 dello Statuto speciale per la Sardegna, approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, concernente la composizione del Consiglio regionale

(Seguito dell'esame congiunto e sospensione)

 

            Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 29 febbraio.

 

            Si procede alla trattazione degli emendamenti riferiti al testo unificato proposto dai relatori per i disegni di legge in titolo, pubblicati in allegato al resoconto della seduta del 29 febbraio.

 

     Il senatore PARDI (IdV) dà per illustrati gli emendamenti 1.1 e 1.3.

 

         Il senatore CABRAS (PD) illustra l'emendamento 1.2, diretto a ridurre a cinquantacinque il numero dei consiglieri, al fine di mantenere un rapporto equilibrato fra eletti e popolazione e di salvaguardare le ragioni dell'autonomia speciale della Regione Sardegna.

 

         Il relatore SARO (PdL) invita a ritirare l'emendamento 1.3, sottolineando che la composizione della giunta rientra nell'autonomia statutaria. Inoltre, invita a ritirare l'emendamento 1.2, in modo da rispettare, anche per la Regione Sardegna, un criterio di riduzione del numero dei consiglieri regionali in ragione del 20 per cento rispetto a quello attuale.

 

         Il relatore SANNA (PD) si associa al parere espresso dall'altro relatore Saro, ma per quanto riguarda l'emendamento 1.2 si rimette alla Commissione, condividendo le considerazioni svolte dal proponente, senatore Cabras.

 

            Il sottosegretario MALASCHINI, a nome del Governo, si rimette alla Commissione.

 

         Il senatore PARDI (IdV), accogliendo l'invito dei relatori, ritira gli emendamenti 1.1 e 1.3.

 

         Il senatore CABRAS (PD) insiste per la votazione dell'emendamento 1.2.

 

         Il senatore BIANCO (PD) preannuncia il voto favorevole del suo Gruppo, sottolineando l'esigenza di salvaguardare le ragioni dell'autonomia della Sardegna.

 

         Il senatore PISTORIO (Misto-MPA-AS) ritiene preferibile rispettare la volontà espressa complessivamente dalle Regioni a statuto speciale per un ridimensionamento dei rispettivi consigli e quindi preannuncia un voto contrario sull'emendamento 1.2.

 

         Il senatore SALTAMARTINI (PdL) preannuncia il voto contrario del suo Gruppo sull'emendamento 1.2.

 

         Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL), intervenendo in dissenso dal suo Gruppo, preannuncia che non parteciperà alla votazione. Egli ritiene che debbano essere respinte le tentazioni populistiche dirette a ridurre in misura non equilibrata la rappresentanza democratica. Tuttavia, se vi fosse un accordo complessivo, egli sarebbe favorevole a una riduzione anche più accentuata dei consigli regionali nel senso proposto dal senatore Cabras con l'emendamento 1.2.

 

         Il senatore BODEGA (LNP) osserva che l'emendamento 1.2 contraddice la proposta di riforma avanzata dalla stessa Regione Sardegna e pertanto preannuncia il voto contrario del suo Gruppo.

 

         Il presidente VIZZINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) ritiene che il numero dei rappresentanti del popolo nei consigli regionali debba tenere conto anche della speciale autonomia delle Regioni di cui si tratta. Esse hanno avanzato appositi disegni di legge costituzionale tra loro omogenei, che testimoniano in modo autentico lo spirito autonomista che le connota. Preannuncia, dunque, un voto coerente con le determinazioni avanzate dalle Regioni a statuto speciale.

 

            Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, l'emendamento 1.2 è quindi posto in votazione ed è respinto.

 

         Su proposta del PRESIDENTE, la Commissione conviene di sospendere l'esame.