Legislatura 16ª - Commissioni 7° e 13° riunite - Resoconto sommario n. 1 del 28/02/2012

     Riferisce alle Commissioni riunite il relatore per la 7a Commissione, senatore ASCIUTTI (PdL), il quale osserva anzitutto che il disegno di legge n. 2564 si iscrive nella medesima ottica degli altri disegni di legge all'esame delle Commissioni riunite 7a e 13a, rispettivamente sulle città d'arte e sui borghi antichi, di cui oggi inizia contestualmente l'iter. Anch'esso parte infatti dalla constatazione del ruolo decisivo per lo sviluppo economico che può svolgere la rivitalizzazione del vasto patrimonio architettonico e culturale italiano. Si distingue tuttavia dagli altri provvedimenti in quanto comprende, nelle iniziative di riqualificazione, anche i siti inseriti nella "Lista del patrimonio mondiale" dell'Unesco che, come è ben noto, non si esauriscono in centri urbani di particolare rilievo storico, ma comprendono un patrimonio ben più vasto come ad esempio, in Italia, la Costiera amalfitana, le Dolomiti, nonché beni immateriali come il Canto a tenore e l'Opera dei pupi. Il relatore pone peraltro in luce come l'attenzione della 7a Commissione ai siti Unesco sia sempre stata assai viva, ricordando, ad esempio, la legge 20 febbraio 2006, n. 77, di cui egli stesso fu il primo firmatario, che dispose un finanziamento pari a 4 milioni di euro per il triennio 2006-2008 per un ampio spettro di interventi in tali siti, fra cui la predisposizione di servizi di assistenza culturale e di ospitalità per il pubblico, nonché di pulizia e raccolta rifiuti, la realizzazione di aree di sosta e sistemi di mobilità, la valorizzazione e diffusione della conoscenza dei siti nelle istituzioni scolastiche.

            Saluta pertanto con estremo favore il disegno di legge in titolo, che include i predetti siti fra i luoghi di cui è prevista la valorizzazione e il rilancio.

            In considerazione della grave situazione di crisi dei bilanci pubblici, a livello sia nazionale sia locale, occorrono tuttavia, prosegue il relatore, forme di coordinamento e sinergia che mettano insieme i diversi livelli di competenze, per rendere pienamente attrattivo al pubblico il nostro sterminato patrimonio storico-artistico. In questo senso, il disegno di legge si ripropone di favorire gli strumenti volontari di integrazione fra pubblico e privato, assieme agli interventi pubblici unilaterali, nonché di implementare l'adozione di politiche virtuose di riqualificazione e valorizzazione. A tal fine, ai Comuni è data facoltà di individuare, all'interno del perimetro dei centri storici o dei siti Unesco, le zone di particolare pregio nelle quali avviare gli interventi. E' poi definito il ruolo delle Regioni, cui compete la definizione di forme di indirizzo e coordinamento. Sono altresì introdotte, all'articolo 2, diversi incentivi a favore dei soggetti privati che intendessero partecipare alle azioni integrate, come detrazioni fiscali e un'aliquota IVA agevolata. Per la realizzazione degli interventi di recupero, tutela e valorizzazione previsti dalla legge è istituito un Fondo nazionale, con una dotazione finanziaria di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011-2013. Inoltre, per la copertura delle agevolazioni disposte all'articolo 2, sono previsti ulteriori 200 milioni per ciascun anno del triennio. La quantificazione degli oneri complessivi del provvedimento è pertanto pari a 400 milioni di euro per ciascun anno del triennio, che il provvedimento propone di coprire attraverso risparmi sulle spese della Pubblica amministrazione, secondo i criteri formulati dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità di cui al decreto legislativo n. 150 del 2009 (decreto "Brunetta"). Al riguardo, pur ritenendo senz'altro indispensabili cospicui investimenti per le finalità del disegno di legge, il relatore rileva tuttavia come - in una difficile congiuntura economica come l'attuale - l'ammontare di 1.200 milioni di euro nel triennio sia indubbiamente elevato. Inoltre, la copertura finanziaria dovrebbe essere verificata più approfonditamente, oltre che ovviamente aggiornata. Auspica comunque un sereno confronto fra le forze politiche sulle finalità del testo, rimettendosi alle valutazioni della Commissione bilancio sulla copertura.