Legislatura 16ª - Commissioni 1° e 2° riunite - Resoconto sommario n. 79 del 27/07/2010
Azioni disponibili
IN SEDE REFERENTE
(2156) Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione
(2044) BAIO ed altri. - Misure per contrastare fenomeni corruttivi nel rapporto tra eletti, cittadini e pubblica amministrazione
(2164) LI GOTTI ed altri. - Norme per il contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione e in materia di cause ostative all'assunzione di incarichi di governo, incandidabilità ed ineleggibilità dei condannati per reati contro la pubblica amministrazione. Delega al Governo in materia di coordinamento del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, fatto proprio dal Gruppo parlamentare Italia dei Valori, ai sensi dell'articolo 79, comma 1, del Regolamento
(2168) D'ALIA. - Disciplina della partecipazione alla vita pubblica e degli emolumenti per l'esercizio della funzione pubblica, regolamentazione degli incarichi di consulenza e norme in materia di contrasto a fenomeni di corruzione
(2174) FINOCCHIARO ed altri. - Norme per il contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione e nel settore privato. Cause ostative all'assunzione di incarichi di governo, incandidabilità ed ineleggibilità dei responsabili per reati contro la pubblica amministrazione e collegati
- e petizioni nn. 825 e 1121 ad essi attinenti
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta del 16 giugno scorso.
Il presidente BERSELLI fissa per lunedì 27 settembre 2010, alle ore 18 il termine per la presentazione degli emendamenti.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.
(2226) Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia, approvato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell'esame e rinvio)
Riprende l'esame sospeso nella seduta del 21 luglio scorso.
La senatrice DELLA MONICA (PD) fa presente di aver chiesto, insieme agli altri Capigruppo dell'opposizione della Commissione giustizia, che nel corso della passata settimana non si svolgessero i lavori delle Commissioni riunite, in considerazione del fatto che diversi senatori erano, in sede di Commissione antimafia, stati chiamati a svolgere a Palermo alcune audizioni di esponenti delle istituzioni e degli enti locali siciliani. Esprime pertanto il proprio stupore per la decisione assunta dalle Presidenze non solo di svolgere seduta nel corso della passata settimana ma addirittura di procedere alla fissazione di un termine per la presentazione degli emendamenti.
Per quanto riguarda gli emendamenti presentati sottolinea come con tali proposte si sia voluto in qualche modo dare seguito ai rilievi e alle osservazioni svolte nell'ambito del ciclo di audizioni effettuate dalla Commissione antimafia a Palermo.
Con le proposte in esame si interviene in primo luogo sulla questione relativa alla disciplina dei collaboratori di giustizia. Un ulteriore gruppo di emendamenti poi affronta la questione relativa al cosiddetto voto di scambio. Infine i restanti emendamenti recano norme in materia di antiriciclaggio.
Rileva poi come nel corso delle audizioni svolte presso l'altro ramo del Parlamento il Procuratore nazionale antimafia abbia sottolineato l'eccessiva genericità dei criteri di delega.
Conclude sottolineando come sebbene in linea generale il nostro ordinamento presenti una efficace legislazione antimafia, appaiono tuttavia necessari puntuali interventi volti a fronteggiare il fenomeno delle varie forme di infiltrazione delle organizzazioni criminali di stampo mafioso nel mondo dell'economia.
Il senatore BIANCO (PD) dà per illustrati gli emendamenti a sua firma e condivide l'auspicio espresso dalla senatrice Della Monica di introdurre disposizioni integrative in modo da corrispondere alle esigenze autorevolmente rappresentate, da ultimo nella missione della Commissione parlamentare antimafia a Palermo, per rendere più efficace l'azione contro la criminalità organizzata.
Il Senato potrebbe orientarsi a confermare il voto unanime della Camera dei deputati, rinviando a un altro disegno di legge (che potrebbe essere predisposto dai capigruppo delle Commissioni riunite) la trattazione delle proposte contenute negli emendamenti; alternativamente, le Commissioni riunite potrebbero esaminare gli emendamenti che riguardano materie già trattate nel provvedimento: con l'introduzione di alcune modeste ma significative modifiche il testo sarebbe rinviato alla Camera dei deputati per l'approvazione definitiva. Per consentire ai gruppi e alla Presidenza di valutare la soluzione più idonea, il seguito dell'esame potrebbe essere rinviato a una ulteriore seduta da convocarsi nella giornata di domani.
Il presidente BERSELLI (PdL) ritiene preferibile la scelta di procedere all'approvazione del testo così come licenziato dalla Camera dei deputati, rinviando le questioni ulteriori ad un successivo provvedimento di iniziativa parlamentare.
Il presidente della Commissione affari costituzionali, VIZZINI (PdL) ricorda il contenuto dell'intesa informale a cui erano pervenuti i gruppi parlamentari, di procedere all'approvazione definitiva del disegno di legge (la cui discussione in Assemblea è stata fissata dalla Conferenza dei capigruppo per la seduta di martedì 3 agosto) e di demandare a un'ulteriore iniziativa legislativa l'introduzione di disposizioni integrative o correttive. In base a tale presupposto, i senatori del gruppo del Popolo della Libertà non hanno avanzato proposte di modifica. Del resto, è opportuno che le risultanze dell'attività di indagine della Commissione antimafia siano acquisite ritualmente dalle Camere in modo da consentire a tutti i parlamentari di presentare conseguenti emendamenti o iniziative legislative.
Condivide l'ipotesi ventilata dal senatore Bianco, di affidare ai capigruppo delle Commissioni riunite il compito di redigere un disegno di legge, il cui iter potrebbe avviarsi e concludersi rapidamente alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la prossima pausa estiva, con le disposizioni condivise che si ritiene debbano essere inserite nella normativa per la lotta contro la criminalità organizzata.
Il senatore CASSON (PD) chiede che sia chiarito se l'accordo raggiunto nel corso della scorsa settimana abbia visto anche il coinvolgimento dei Capigruppo di opposizione in Commissione giustizia.
Ritiene condivisibile la soluzione prospettata dal senatore Bianco, tenuto conto anche del tenore degli emendamenti.
Il senatore LI GOTTI (IdV) fa presente preliminarmente di aver appreso con stupore la decisione di procedere ad una così rapida fissazione del termine per la presentazione degli emendamenti tenuto conto anche che nessuno dei Capigruppo in Commissione dell'Italia dei Valori risulta essere stato coinvolto. Nel merito del provvedimento, sottolinea come esso ben lungi dal rappresentare un piano straordinario di lotta contro le mafie, presenti ai due primi articoli criteri di delega di indubbio rilievo. Sulla questione relativa alle modifiche alla disciplina antimafia fa presente come sia intervenuto anche il sottosegretario Mantovano, auspicandone una riforma.
Il sottosegretario MANTOVANO precisa di non aver mai ipotizzato una modifica della legge n. 45 del 2001, che anzi ritiene valida ed efficace. Ha solo confermato agli organi di informazione quanto dichiarato anche davanti alla Commissione parlamentare antimafia, cioè che la commissione ministeriale ha applicato correttamente le norme vigenti e che nel caso in cui il Parlamento, nella sua sovranità, intenda modificare la disciplina, egli sarebbe impegnato a osservarla.
Il senatore LONGO (PdL) esprime un giudizio fortemente critico sull'ennesimo mancato rispetto da parte dei senatori del Gruppo del Partito Democratico degli accordi assunti. Per evitare che l'opposizione possa lamentare la limitazione dei propri diritti, ritiene che le Commissioni riunite debbano convocarsi fino alla giornata di sabato anche con sedute notturne così da consentire un puntuale esame di tutte le proposte emendative presentate.
Il senatore LUMIA (PD) sottolinea l'opportunità che il Senato fornisca il proprio contributo qualificante alla elaborazione del piano straordinario contro le mafie. L'illustrazione e l'esame di emendamenti che raccolgono preoccupazioni manifestate in sedi assai autorevoli, come la Commissione parlamentare antimafia, non possono essere considerate attività dilatorie e dunque le proposte di modifica meritano un'attenzione non superficiale, che potrebbe essere loro dedicata anche con un lavoro parlamentare straordinario, eventualmente in apposite sedute notturne. Inoltre, ritiene che la commissione ministeriale non abbia applicato correttamente la legge sui collaboratori di giustizia e che dunque il Parlamento debba intervenire per precisare il significato del termine di centottanta giorni previsto per l'utilizzabilità delle dichiarazioni rese. Si tratta di corrispondere a istanze che vengono rivolte da più parti al Parlamento, soprattutto dagli operatori impegnati quotidianamente nel contrasto alla mafia, che rischiano la vita e auspicano strumenti normativi sempre più adeguati.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,30.