Legislatura 16ª - Commissioni 1° e 2° riunite - Resoconto sommario n. 75 del 25/05/2010
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La senatrice DELLA MONICA (PD) interviene in discussione generale soffermandosi sul disegno di legge governativo, ed in particolare sulle norme in materia di trasparenza dell'azione amministrativa. Al riguardo sottolinea come gli obblighi di pubblicità per alcuni procedimenti "sensibili", seppur condivisibili in linea generale, appaiano in sostanza insufficienti. A ben vedere infatti tali misure non risultano quasi mai autoapplicative, ma rinviano per la loro operatività a successivi provvedimenti. Molte norme, poi, oltre a richiamare disposizioni già presenti in altre leggi vigenti, non sono supportate da adeguati stanziamenti finanziari. Infine critica la mancata abrogazione delle norme che parificano i grandi eventi alle emergenze, e che sottraggono i relativi appalti al vaglio preventivo della corte dei conti.
Si sofferma poi sulle norme relative all'incandidabilità. Al riguardo, rileva come l'estensione delle cause di incandidabilità per gli enti locali sia in realtà molto parziale, in quanto riguarda reati per i quali già oggi è prevista l'interdizione dai pubblici uffici. Analoghe perplessità destano le norme relative alle cause di ineleggibilità parlamentare, le quali, in linea generale, appaiono meno rigide di quelle previste dal codice etico del Partito Democratico, e dal codice di regolamentazione dei partiti votato dalla Commissione antimafia.
Per quanto riguarda le norme di carattere penale, osserva come il disegno di legge governativo rechi un aumento delle pene previste per i reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione. Tale aumento, oltre ad interessare in linea generale i soli minimi, appare marginale. Al riguardo, lamenta la mancanza di una revisione strutturale dei reati in questione; di misure processuali efficaci; di aggravanti ad hoc per i casi in cui questi reati siano commessi nell'ambito delle procedure di emergenza; dell'estensione della confisca al profitto del reato; nonché infine della incriminazione del reato di corruzione tra privati. Svolge quindi talune considerazioni sulla necessità di dare adeguato seguito agli obblighi assunti dal nostro Paese anche in sede internazionale, alla luce della Convenzione ONU sulla corruzione recentemente ratificata. Si augura infine che possano trovare seguito le norme del disegno di legge di iniziativa del senatore D'Alia, con le quali si interviene in materia di intercettazioni. A ben vedere, infatti, il disegno di legge n. 1611 recentemente licenziato dalla Commissione giustizia reca misure che di fatto indeboliscono l'efficacia di tale importante mezzo di ricerca della prova anche per il perseguimento dei reati di corruzione.