Legislatura 16ª - Commissioni 1° e 2° riunite - Resoconto sommario n. 74 del 20/05/2010
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Prende la parola il senatore D'AMBROSIO(PD), il quale esprime preliminarmente apprezzamento per la presenza del ministro Calderoli, quanto mai necessaria considerando che con il disegno di legge n. 2156 si introducono misure di modificazione e di trasparenza anche in materia di procedure di gara per gli appalti pubblici. Nel merito, tuttavia, ritiene deludenti le disposizioni relative agli appalti, materia nella quale, come dimostrano recenti fatti di cronaca, si registrano frequentemente casi di corruzione. Si sofferma poi criticamente sulle disposizioni in materia di controlli.
Svolge quindi ampie considerazioni sul reato di corruzione, il quale essendo una fattispecie a concorso necessario, risulta difficilmente perseguibile. Un indubbio vulnus all'attività di indagine per reati di corruzione sarebbe inflitto dalle disposizioni del disegno di legge in materia di intercettazioni, ancora all'esame della Commissione giustizia.
Dopo aver sottolineato come la diffusione di fenomeni di corruzione sia fonte, come dimostra l'esperienza della Grecia, di inefficienze sul piano economico e di distorsioni della concorrenza che incidono sullo sviluppo produttivo, ricorda la vicenda giudiziaria italiana nota come "Mani pulite". Al riguardo ricorda come l'avvio delle indagini sia stato reso possibile solo successivamente all'entrata in vigore del nuovo codice di rito del 1988, con il quale è stato soppresso l'obbligo di preventiva comunicazione dell'informazione di garanzia all'indagato. Affronta poi la questione relativa alla necessità di rivedere complessivamente la disciplina dei reati contro la pubblica amministrazione, in particolare attraverso l'unificazione del reato di concussione e quello di corruzione. Segnala al riguardo come in alcuni ordinamenti stranieri, la semplice dazione di denaro, a qualunque titolo, in favore di un soggetto che svolge un pubblico ufficio, configuri il reato di corruzione. Le difficoltà di perseguire i reati di corruzione sono state aggravate anche dalla riduzione dei termini di prescrizione, e lo sarebbero ancora dalle forme anticipate di estinzione del reato previste nel disegno di legge sul cosiddetto processo breve. Conclude osservando come la diffusione di fenomeni di corruzione tenda a favorire indirettamente anche lo sviluppo della criminalità organizzata.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 9,25.