Legislatura 16ª - Commissioni 1° e 2° riunite - Resoconto sommario n. 74 del 20/05/2010
Azioni disponibili
IN SEDE REFERENTE
(2156) Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione
(2044) BAIO ed altri. - Misure per contrastare fenomeni corruttivi nel rapporto tra eletti, cittadini e pubblica amministrazione
(2164) LI GOTTI ed altri. - Norme per il contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione e in materia di cause ostative all'assunzione di incarichi di governo, incandidabilità ed ineleggibilità dei condannati per reati contro la pubblica amministrazione. Delega al Governo in materia di coordinamento del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, fatto proprio dal Gruppo parlamentare Italia dei Valori, ai sensi dell'articolo 79, comma 1, del Regolamento
(2168) D'ALIA. - Disciplina della partecipazione alla vita pubblica e degli emolumenti per l'esercizio della funzione pubblica, regolamentazione degli incarichi di consulenza e norme in materia di contrasto a fenomeni di corruzione
(2174) FINOCCHIARO ed altri. - Norme per il contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione e nel settore privato. Cause ostative all'assunzione di incarichi di governo, incandidabilità ed ineleggibilità dei responsabili per reati contro la pubblica amministrazione e collegati
- e petizioni nn. 825 e 1121 ad essi attinenti
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta dell'11 maggio.
Il presidente BERSELLI dà conto della lettera del Presidente del Senato con la quale, in risposta alla missiva da lui inviata lo scorso 12 maggio insieme al presidente della 1a Commissione Vizzini a seguito della discussione svolta nelle Commissioni riunite del giorno precedente, si pronuncia sulla questione concernente l'esigenza di coordinare l'esame dei disegni di legge in materia di contrasto alla corruzione e all'illegalità nella pubblica amministrazione, deferiti alle Commissioni 1a e 2a riunite, con quello dei disegni di legge di ratifica della convenzione di Strasburgo, assegnati alle Commissioni 2a e 3a riunite. Il Presidente del Senato, nel prendere atto delle ipotesi di soluzione emerse nel corso della discussione presso le Commissioni 1a e 2a riunite, ritiene preferibile che le Commissioni giustizia e affari esteri procedano alla sola approvazione dello strumento di ratifica della Convenzione e che l'esame di tutte le norme di carattere penale nonché quelle di natura ordinamentale sia portato avanti dalle Commissioni 1a e 2a riunite.
Seguono interventi sull'ordine dei lavori.
Il senatore CASSON (PD) evidenzia la contraddittorietà degli interventi legislativi del Governo, il quale, da un lato, con il disegno di legge n. 2156 tende ad introdurre misure volte a contrastare i fenomeni di corruzione nella pubblica amministrazione e, dall'altro, con il disegno di legge n. 1611, indebolisce l'attività di indagine per tali reati, limitando le possibilità di ricorso allo strumento delle intercettazioni. Ricorda inoltre come nel corso dell'esame, presso la Commissione giustizia, del provvedimento da ultimo richiamato, siano stati respinti gli emendamenti dell'opposizione con i quali si intendeva ampliare i termini di durata massima delle indagini preliminari anche per i casi riguardanti i delitti di corruzione.
La senatrice DELLA MONICA (PD) sottolinea come il disegno di legge n. 2168, d'iniziativa del senatore D'Alia, congiunto all'esame del disegno di legge n. 2156, rechi, fra l'altro, modifiche all'articolo 267 del codice di rito ampliando le possibilità di ricorso alle intercettazioni per le indagini relative ai reti contro la pubblica amministrazione.
Il senatore BENEDETTI VALENTINI(PdL), avendo sostenuto l'opportunità dell'assegnazione del provvedimento in esame alle Commissioni riunite affari costituzionali e giustizia, esprime soddisfazione per la decisione del Presidente del Senato. Eventuali casi di sovrapposizione o di contraddizione rispetto ad altri disegni di legge, come quello sul regime delle intercettazioni, potranno essere risolti durante l'iter. L'esame contestuale a suo avviso potrà rivelarsi vantaggioso, in quanto consentirà di dare un segnale coerente all'opinione pubblica sia per quanto riguarda l'equilibrio dei diritti costituzionali coinvolti sia in termini di efficacia degli strumenti per il contrasto della corruzione.
Il senatore LI GOTTI(IdV), nel prendere atto della indicazione del Presidente del Senato, ritiene che la soluzione prospettata non risolva in concreto il problema del coordinamento sostanziale dei disegni di legge all'esame delle Commissioni 1a e 2a riunite con quelli di ratifica della Convenzione di Strasburgo. Ciò in quanto il disegno di legge n. 2156 introduce norme in materia di contrasto della corruzione che sembrano prescindere dalle misure imposte dalla Convenzione di Strasburgo. Per tale ragione ritiene necessario che si proceda prima alla ratifica del Trattato suddetto e solo successivamente alla prosecuzione dell'esame dei disegni di legge deferiti alle Commissioni 1a e 2a riunite.
Si associa il senatore CASSON(PD).
Il presidente BERSELLI, dopo avere sottolineato come non sussista alcun rapporto di pregiudizialità fra i disegni di legge di ratifica e quelli deferiti alle Commissioni 1a e 2a riunite, fa presente che sono pervenute alla Presidenza una serie di richieste di audizione, alle quali si intende dare seguito, al termine della discussione generale.
E' quindi aperta la discussione generale.
Prende la parola il senatore D'AMBROSIO(PD), il quale esprime preliminarmente apprezzamento per la presenza del ministro Calderoli, quanto mai necessaria considerando che con il disegno di legge n. 2156 si introducono misure di modificazione e di trasparenza anche in materia di procedure di gara per gli appalti pubblici. Nel merito, tuttavia, ritiene deludenti le disposizioni relative agli appalti, materia nella quale, come dimostrano recenti fatti di cronaca, si registrano frequentemente casi di corruzione. Si sofferma poi criticamente sulle disposizioni in materia di controlli.
Svolge quindi ampie considerazioni sul reato di corruzione, il quale essendo una fattispecie a concorso necessario, risulta difficilmente perseguibile. Un indubbio vulnus all'attività di indagine per reati di corruzione sarebbe inflitto dalle disposizioni del disegno di legge in materia di intercettazioni, ancora all'esame della Commissione giustizia.
Dopo aver sottolineato come la diffusione di fenomeni di corruzione sia fonte, come dimostra l'esperienza della Grecia, di inefficienze sul piano economico e di distorsioni della concorrenza che incidono sullo sviluppo produttivo, ricorda la vicenda giudiziaria italiana nota come "Mani pulite". Al riguardo ricorda come l'avvio delle indagini sia stato reso possibile solo successivamente all'entrata in vigore del nuovo codice di rito del 1988, con il quale è stato soppresso l'obbligo di preventiva comunicazione dell'informazione di garanzia all'indagato. Affronta poi la questione relativa alla necessità di rivedere complessivamente la disciplina dei reati contro la pubblica amministrazione, in particolare attraverso l'unificazione del reato di concussione e quello di corruzione. Segnala al riguardo come in alcuni ordinamenti stranieri, la semplice dazione di denaro, a qualunque titolo, in favore di un soggetto che svolge un pubblico ufficio, configuri il reato di corruzione. Le difficoltà di perseguire i reati di corruzione sono state aggravate anche dalla riduzione dei termini di prescrizione, e lo sarebbero ancora dalle forme anticipate di estinzione del reato previste nel disegno di legge sul cosiddetto processo breve. Conclude osservando come la diffusione di fenomeni di corruzione tenda a favorire indirettamente anche lo sviluppo della criminalità organizzata.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 9,25.