Legislatura 16ª - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 267 del 21/12/2009
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Interviene quindi il senatore MORANDO (PD) per illustrare anzitutto l'emendamento 2.83 che, in verità, rappresenta il pretesto per discutere dell'utilizzo del patrimonio pubblico in Italia. Infatti, a fronte di un enorme debito pubblico, il nostro Paese (gli altri Paesi stanno aumentando il loro debito ma con forti politiche anticicliche) pur non intervenendo, come invece sarebbe necessario, a sua volta con politiche anticicliche, ha tuttavia dalla sua un grande patrimonio pubblico che potrebbe essere utilizzato strategicamente per la riduzione del debito (una volta che i tassi di interesse riprenderanno a crescere, sarà davvero un problema di difficile gestione). Nella finanziaria, invece, si continua a fare del patrimonio pubblico un utilizzo spot per finanziare la spesa corrente primaria esattamente come farebbe un nobile decaduto che vende i beni di famiglia per continuare in un tenore di vita che non può più permettersi. L'emendamento vuole pertanto riproporre una questione di estrema serietà, sulla quale sarebbe necessaria una visione unitaria da parte di tutte le forze politiche secondo un piano che potrebbe dare sollievo all'intero sistema economico.
Illustra quindi l'emendamento 2.91 volto alla concessione automatica di crediti d'imposta per le imprese del Mezzogiorno. Tale questione viene riproposta rafforzata anche da uno studio della Banca d'Italia sull'intervento dello Stato dal secondo dopoguerra ad oggi per colmare il divario tra il Nord e il Sud del Paese. In tale studio si certifica il fallimento di tutte le politiche volte alla soluzione di questo problema soprattutto per una cattiva qualità della politica che, avendo un esagerato potere di mediazione, ha determinato vittorie di consenso elettorale di tutte quelle politiche che tale divario hanno aumentato. Il punto dell'automatismo rappresenta perciò il dato essenziale per evitare l'eccesso di intermediazione politica. Anche su questo tema sarebbe necessaria una visione unitaria da parte di tutte le forze politiche che certamente non possono pensare di veder risolta la questione attraverso trovate come quella del click-day la quale, al contrario, è la più emblematica rappresentazione della pervasività burocratica nel sistema degli incentivi.